Tratto dallo speciale:

Aumento sigarette e benzina in fiamme: i nuovi rincari di marzo 2026

di Teresa Barone

16 Marzo 2026 07:34

logo PMI+ logo PMI+
Dal 13 marzo nuovi listini ADM sulle sigarette: rincari di 10-12 centesimi a pacchetto. E sui carburanti pesa la guerra in Iran oltre all'allineamento delle accise.

Il 2026 si sta rivelando un anno di rincari su due fronti che toccano direttamente le tasche di milioni di italiani. Dal 13 marzo sono in vigore i nuovi listini dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sui tabacchi lavorati: aumenti medi tra i 10 e i 12 centesimi a pacchetto di sigarette, terza ondata di rialzi dopo quelli già scattati a gennaio e febbraio. Sul fronte dei carburanti, all’allineamento delle accise tra benzina e gasolio entrato in vigore il 1° gennaio si è aggiunto lo shock della guerra in Iran: il gasolio ha toccato i massimi da oltre tre anni, la benzina sfiora i 2 euro al litro e il governo valuta l’attivazione delle accise mobili.

Sigarette, nuovi listini dal 13 marzo 2026

I rincari del 13 marzo sono il terzo aggiornamento al rialzo dei listini dei tabacchi lavorati nel giro di pochi mesi, dopo quelli applicati a gennaio e febbraio 2026. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato il provvedimento direttoriale con le nuove tariffe, consultabile nella sezione Accise del portale istituzionale ADM. I rincari non sono uniformi ma variano per marca e fascia di prezzo: tra i marchi più diffusi, un pacchetto di MS Classic sale a 5,80 euro, Lucky Strike Original a 5,50 euro, Dunhill Gold a 6,80 euro. Coinvolti anche Marlboro, Merit, Camel, Philip Morris e diversi formati di tabacco trinciato.

L’adeguamento è automatico per tutta la rete di vendita: i rivenditori di generi di monopolio applicano i nuovi prezzi non appena i sistemi informatici dei distributori ufficiali — tra cui Logista — aggiornano i database fiscali.

Rincarano anche sigarette elettroniche e tabacco riscaldato

I rincari del 13 marzo coinvolgono anche i prodotti a tabacco riscaldato — come le ricariche per dispositivi IQOS e Glo — e i liquidi per sigarette elettroniche. Per questi ultimi gli incrementi oscillano tra i 5 e i 10 centesimi per flacone da 10 millilitri, sia per i liquidi contenenti nicotina sia per quelli senza. Il tabacco riscaldato segue un percorso di progressivo avvicinamento fiscale alle sigarette tradizionali: le aliquote per i liquidi con nicotina sono già passate dal 15% del 2024 al 16% nel 2025 fino al 17% dal 2026, con quelle senza nicotina che seguono la stessa traiettoria con un punto percentuale di differenza.

Aumento pluriennale per le accise sui tabacchi, fino al 2028

I rincari in corso non sono episodici. La Legge di Bilancio 2026 ha ridefinito la componente fissa dell’accisa sui tabacchi secondo un calendario triennale preciso: da 29,50 euro ogni mille sigarette si passa a 32,00 euro nel 2026, poi a 35,50 nel 2027 e a 38,50 dal 2028. L’impatto sul prezzo finale di un pacchetto da venti è di 6 centesimi nel 2026 (5 di accisa più 1 di IVA), destinato a salire a 15 centesimi nel 2027 e 22 centesimi nel 2028. Per un fumatore abitudinario che consuma un pacchetto al giorno, la spesa aggiuntiva a regime supererà gli 80 euro l’anno rispetto al 2025.

possibile consultare i listini aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Allineamento accise benzina e gasolio, ipotesi di flessibilità

Sul fronte dei carburanti, il 2026 era già partito con una modifica strutturale: dal 1° gennaio l’accisa sulla benzina è stata ridotta di 4,05 centesimi al litro mentre quella sul gasolio è aumentata della stessa misura, allineando entrambe a 672,90 euro ogni mille litri. L’IVA al 22% applicata sulla differenza genera un effetto netto di circa 4,94 centesimi in più al litro sul gasolio. Unica eccezione: il gasolio per autotrazione usato dai mezzi della logistica, escluso dall’aumento.

Il primo gennaio 2026 segnava quindi già un rincaro strutturale per chi guida un’auto o un furgone diesel — la categoria più diffusa nel parco veicoli commerciale italiano. Con il conflitto in Medioriente la situazione è precipitata e i prezzi del carburanti sono schizzati alle stesse. Il governo ha pertanto avviato una valutazione sull’attivazione del meccanismo delle accise mobili, previsto dalla legge di bilancio 2008: lo strumento consente una riduzione temporanea delle imposte sui carburanti quando il prezzo del greggio nei due mesi precedenti supera i 55 euro al barile — soglia già ampiamente superata.

=> Prezzi benzina oggi: online quotazione carburanti in tempo reale

Guerra in Iran e prezzi alla pompa: uno shock su uno shock

All’allineamento delle accise si è sovrapposto, dall’inizio di marzo 2026, lo shock dei carburanti legato alla guerra in Iran. Il blocco dello Stretto di Hormuz — attraverso cui transita il 20% del petrolio mondiale — ha spinto il Brent sopra i 100 dollari al barile e le quotazioni del gasolio raffinato ai massimi da oltre tre anni. Alla pompa, il gasolio self service ha raggiunto i massimi dal luglio 2022, la benzina sfiora i 2 euro al litro nelle rilevazioni più recenti. Tra il 1° gennaio e il 13 marzo, il gasolio è cresciuto di oltre il 16% rispetto all’avvio dell’anno.

Per chi guida un’auto a gasolio, il pieno costa oggi tra i 4 e i 5 euro in più rispetto a febbraio 2026. Per una famiglia con due auto, secondo le stime del Codacons, l’impatto annuo potrebbe superare i 300 euro se i prezzi si stabilizzassero agli attuali livelli.