Autonomia differenziata: via libera alle intese con 4 Regioni

di Barbara Weisz

19 Febbraio 2026 15:01

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Approvate le intese per l'autonomia differenziata di Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria su materie non LEP. Ecco le nuove funzioni e il calendario per l'avvio.

L’autonomia differenziata è sempre più vicina in Italia. Con il via libera del Consiglio dei Ministri alle intese con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, si decentrano i poteri legislativi e gestionali su quattro ambiti strategici che non richiedono la definizione dei LEP: protezione civile, previdenza complementare, professioni e coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario.

La firma del Governo chiude il negoziato delle pre-intese e avvia il countdown per la ratifica parlamentare, garantendo alle quattro amministrazioni regionali una gestione diretta delle risorse per i prossimi dieci anni.

Il cronoprogramma per la partenza dell’Autonomia

La delibera del Governo attiva un percorso amministrativo blindato. Le intese devono ora essere trasmesse alla Conferenza unificata Stato-Regioni, che dispone di 60 giorni per rendere il parere obbligatorio. Successivamente, i testi approderanno alle Camere per l’esame parlamentare; i rami del Parlamento dovranno approvare gli atti di indirizzo entro 90 giorni.

Solo dopo questi passaggi il testo definitivo tornerà in Consiglio dei Ministri per la deliberazione finale e la firma del Presidente del Consiglio e dei Presidenti delle Regioni.

Le intese avranno una durata decennale, al termine della quale potranno essere rinnovate o rinegoziate. Questo orizzonte temporale offre certezza agli investimenti regionali, permettendo una programmazione a lungo termine specialmente nella sanità e nel potenziamento delle figure professionali locali.

Poteri su sanità, professioni, previdenza e protezione civile

Il trasferimento delle funzioni permette alle Regioni di superare i vincoli statali sulla gestione dei fondi e sui tempi di intervento. In ambito sanitario, il punto cardine è la possibilità di riallocare i risparmi derivanti da efficientamento della spesa verso altre voci del bilancio regionale, con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa e incentivare il personale, fermo restando l’obbligo di garantire i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

Materia Competenze
Protezione civile Emanazione di ordinanze in deroga e gestione autonoma delle emergenze.
Professioni Autonomia negli standard formativi e istituzione di nuovi profili.
Previdenza integrativa Finanziamento e promozione di fondi pensionistici regionali.
Finanza sanitaria Utilizzo flessibile dei fondi per potenziare le prestazioni locali.

Per quanto riguarda la gestione delle emergenze, i Presidenti di Regione acquisiscono le seguenti facoltà:

  • stato di emergenza possibilità di adottare misure urgenti in deroga alla disciplina statale prima della deliberazione del Governo;
  • formazione professionale gestione autonoma degli standard e delle qualifiche per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro locale;
  • equilibrio di bilancio obbligo tassativo di mantenere la sostenibilità economico-finanziaria nonostante la maggiore discrezionalità di spesa.

Validità delle intese dopo la sentenza della Corte Costituzionale

Il percorso avviato dalle quattro amministrazioni si sviluppa all’interno del quadro di legge non interessato dai rilievi di legittimità della Consulta. La magistratura di legittimità ha infatti confermato la possibilità di procedere con il trasferimento di poteri per le materie che non richiedono la determinazione dei LEP in via preventiva, ovvero quei settori che non incidono direttamente sui diritti civili e sociali uniformi a livello nazionale.

Questa distinzione permette dunque alle Regioni di attivare i nuovi poteri senza attendere l’iter dei decreti delegati sui livelli essenziali delle prestazioni.