Il credito d’imposta per beni strumentali rientra tra gli incentivi previsti per sostenere la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. La misura, inserita nel piano Transizione 4.0, consente di recuperare parte degli investimenti effettuati in beni strumentali materiali, a fronte del rispetto di specifici requisiti tecnici, temporali e procedurali.
Con il decreto del 28 gennaio 2026 è stato introdotto un elemento di attualità rilevante: la proroga al 31 marzo 2026 dei termini per completare e comunicare gli investimenti già avviati. L’intervento riguarda la fase operativa dell’agevolazione e non ne modifica l’impianto normativo.
Credito d’imposta beni strumentali e investimenti 4.0
Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali è rivolto alle imprese che effettuano acquisti di beni materiali 4.0 destinati a strutture produttive situate in Italia. L’agevolazione si colloca nel quadro degli incentivi alla digitalizzazione dei processi produttivi e all’adozione di tecnologie avanzate.
La misura riguarda gli investimenti effettuati:
- dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025;
- oppure entro il 30 giugno 2026, a condizione che entro il 31 dicembre 2025 sia stato versato un acconto pari ad almeno il 20% del costo complessivo.
Il beneficio è riconosciuto nel limite di spesa complessivo fissato a 2,2 miliardi di euro.
La proroga 2026 per il completamento degli investimenti
Il decreto del Ministero delle Imprese e del made in Italy del 28 gennaio 2026 è intervenuto sui termini di invio delle comunicazioni di completamento degli investimenti agevolati.
Viene modificato l’articolo 2, comma 4, del decreto direttoriale 15 maggio 2025, fissando nuove scadenze in base alla data di ultimazione degli investimenti:
- 31 marzo 2026 per gli investimenti ultimati entro il 31 dicembre 2025;
- 31 luglio 2026 per gli investimenti ultimati entro il 30 giugno 2026, a condizione che entro il 31 dicembre 2025 l’ordine sia stato accettato dal fornitore e sia stato versato un acconto almeno pari al 20%.
La proroga incide esclusivamente sulla fase di comunicazione e non modifica né il perimetro temporale degli investimenti agevolabili né il limite di spesa complessivo, che resta fissato a 2,2 miliardi di euro.
La comunicazione deve essere trasmessa attraverso la piattaforma disponibile nella sezione “Transizione 4.0” del sito del Gestore dei Servizi Energetici, utilizzando il codice tributo 7077.
Nuova disponibilità di risorse e obblighi procedurali
Il decreto disciplina anche il caso delle imprese che ricevono dal GSE una comunicazione di nuova disponibilità di risorse.
In queste ipotesi:
- la comunicazione di conferma deve essere inviata entro 30 giorni dalla ricezione dell’avviso;
- la comunicazione di completamento deve essere trasmessa entro il 31 marzo 2026.
Il mancato rispetto dei termini comporta la perdita del diritto al credito d’imposta.
Comunicazioni e sistema telematico GSE
L’accesso all’agevolazione è subordinato alla corretta trasmissione delle comunicazioni previste dal decreto direttoriale 15 maggio 2025, che ha definito il modello e le modalità operative.
Le imprese devono utilizzare esclusivamente il sistema telematico del GSE, attraverso il quale vengono gestite la prenotazione delle risorse, la conferma dell’investimento e la comunicazione di completamento.
La proroga al 31 marzo 2026 interviene su una fase procedurale delicata, offrendo più tempo per completare gli adempimenti senza modificare le regole sostanziali del credito d’imposta per beni strumentali.