Class Action, la riforma è legge

di Redazione PMI.it

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Approvata la nuova legge sulla Class Action: l'azione legale entra nel codice civile, competenza al tribunale delle imprese, novità procedurali.

La class action non è più disciplinata dal codice del consumo ma dal codice civile, viene ampliato l’ambito di applicazione, modificate le procedure e il giudice competente: sono alcuni dei punti principali della nuova legge approvata in via definitiva dal Senato il 3 aprile con 206 voti favorevoli, un contrario, 44 senatori astenuti.

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Innanzitutto c’è un cambio di termini giuridici, per cui la class action non riguarda più “interessi collettivi”, ma “diritti individuali omogenei“. Una precisazione che riporta la materia nell’ambito del codice civile, al quale vengono aggiunti 15 articoli (compresi nel nuovo Titolo VIII-bis “Dei procedimenti collettivi“).

La class action serve ad accertare le responsabilità, ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito, può essere portata avanti nei confronti di aziende o di enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, si presenta al tribunale delle imprese.

La legge specifica nel dettaglio in che modo si presenta il ricorso, come procede il tribunale, come si ripartiscono le spese, regole e termini per l’impugnazione della sentenza.

La class action viene respinta (dichiarata inammissibile) nei seguenti casi:

  • è manifestamente infondata (il ricorrente può riproporre l’azione di classe in presenza di circostanze diverse o nuove ragioni di fatto o di diritto;
  • è carente del requisito dell’omogeneità dei diritti oggetto di tutela;
  • il ricorrente è in conflitto di interessi nei confronti del destinatario dell’azione legale;
  • è proposta da un ricorrente che non appare in grado di curare adeguatamente i diritti individuali omogenei fatti valere in giudizio.

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E’ possibile aderire sia dopo l’ordinanza che ammette la class action (questa parte è immutata rispetto alla legislazione precedente), sia nella fase successiva alla sentenza di accoglimento (questa è invece una novità), entro i termini decisi dal tribunale (che devono essere compresa fra 60 e 150 giorni dall’accoglimento).

Quando la class action arriva a sentenza, questa diventa esecutiva entro 180 giorni dalla pubblicazione. Attenzione: non è prevista retroattività, quindi non si può presentare una class action per eventi accaduti prima dell’entrata in vigore della nuova legge.

Esprime soddisfazione il ministero della Giustizia, Alfonso Bonafede:

finalmente i cittadini italiani hanno uno strumento per unirsi e far valere insieme i loro diritti. Era un altro punto del contratto di governo ed è un altro punto del contratto di governo che è stato realizzato in nove mesi. Finalmente la giustizia in Italia è al servizio dei cittadini onesti.

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