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Manovra 2027 e Legge di Bilancio: iter e calendario dal DPFP al voto finale

di Redazione PMI.it

2 Ottobre 2026 11:38

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Le scadenze della Legge di Bilancio 2027 tra DPFP, documento per Bruxelles e Parlamento, il rischio di esercizio provvisorio e quando una misura diventa certa

Con il Documento programmatico di finanza pubblica, all’esame del Consiglio dei ministri nella serata di oggi, si apre la sessione di bilancio che porterà alla Manovra 2027, l’ultima della legislatura per il Governo Meloni.

Per lavoratori, famiglie e imprese il calendario della legge di bilancio segna il grado di affidabilità delle misure in discussione: il DPFP fissa i margini di spesa, il documento inviato a Bruxelles e il disegno di legge li traducono in importi e norme, il voto delle Camere li rende applicabili.

Calendario della Legge di Bilancio 2027

La Legge di Bilancio 2027 segue sette scadenze fissate dalla Costituzione, dalla legge di contabilità pubblica, dal regolamento europeo sul calendario di bilancio comune e, per il DPFP, da una risoluzione parlamentare.

Scadenza Atto e riferimento normativo
Entro il 2 ottobre 2026 Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) approvato dal Consiglio dei ministri e trasmesso alle Camere in luogo della NADEF, come richiesto dalla risoluzione n. 7-00414 della Commissione Bilancio della Camera dei deputati
Entro il 15 ottobre 2026 Documento programmatico di bilancio (DPB) trasmesso alla Commissione europea e all’Eurogruppo, ai sensi dell’art. 6, par. 1, del Regolamento (UE) n. 473/2013
Entro il 20 ottobre 2026 Disegno di legge di bilancio presentato alle Camere, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lett. d), della L. n. 196/2009
Entro il 30 novembre 2026 Parere della Commissione europea sul Documento programmatico di bilancio, ai sensi dell’art. 7, par. 1, del Regolamento (UE) n. 473/2013
Entro il 31 dicembre 2026 Approvazione definitiva delle Camere e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’art. 81, quarto comma, della Costituzione e dell’art. 4, par. 3, del Regolamento (UE) n. 473/2013
1° gennaio 2027 Entrata in vigore della legge di bilancio, salvo decorrenze diverse fissate dai singoli commi
Entro gennaio 2027 Eventuali disegni di legge collegati alla manovra, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lett. f), della L. n. 196/2009

Sul DPFP le Camere votano una risoluzione prima dell’invio del documento a Bruxelles. La prima lettura del disegno di legge si è svolta alla Camera nel 2024 e al Senato nel 2025; il ramo del Parlamento che esaminerà per primo la manovra 2027-2029 si conosce al momento del deposito.

DPFP, il quadro dei conti che sostituisce la NADEF

Il DPFP aggiorna le previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Documento di finanza pubblica di aprile e fissa il quadro programmatico entro cui il Governo scrive la manovra. Per il secondo anno prende il posto della NADEF, la Nota di aggiornamento al DEF, in attesa della riforma della L. n. 196/2009 e della L. n. 243/2012 che recepirà le nuove regole europee di bilancio.

La risoluzione n. 7-00414, approvata dalla Commissione Bilancio della Camera il 1° ottobre 2026, chiede che il documento riporti:

  • l’aggiornamento delle previsioni a legislazione vigente, compresi il conto economico delle amministrazioni pubbliche per sottosettore e l’aggregato della spesa netta;
  • il quadro programmatico coerente con il percorso di spesa netta fissato dal Consiglio dell’Unione europea;
  • l’articolazione delle misure di prossima adozione con i relativi effetti finanziari;
  • lo stato degli impegni di riforma e investimento del Piano strutturale di bilancio di medio termine.

Se il Governo attiva la clausola di salvaguardia nazionale prevista dall’art. 26 del Regolamento (UE) 2024/1263 per le spese in energia e difesa, la stessa risoluzione chiede una relazione al Parlamento con la procedura dell’art. 6 della L. n. 243/2012, che autorizza lo scostamento solo con il voto a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.

Il DPFP indica quanto spazio finanziario ha la manovra e verso quali voci andrà, senza testi di legge: le misure che vi compaiono non sono ancora applicabili. Sui conti pubblici in vista della manovra l’Ufficio parlamentare di bilancio ha segnalato i vincoli che debito e deficit pongono alle coperture.

Documento programmatico di bilancio e parere di Bruxelles

Il Documento programmatico di bilancio è la sintesi della manovra destinata alla Commissione europea e all’Eurogruppo: per l’anno successivo riporta l’obiettivo di saldo delle amministrazioni pubbliche e la descrizione e la quantificazione delle misure di entrata e di spesa, come prescrive l’art. 6, par. 3, del Regolamento (UE) n. 473/2013.

Sul documento la Commissione adotta un parere. Nei casi eccezionali di inosservanza particolarmente grave degli obblighi del Patto di stabilità e crescita, l’art. 7, par. 2, dello stesso regolamento le consente di chiedere un progetto riveduto entro due settimane dalla trasmissione.

Per imprese e famiglie il DPB è il primo testo ufficiale in cui una misura compare con un costo stimato; platea, requisiti e decorrenza si leggono solo nel disegno di legge.

Il disegno di legge in Parlamento: commissioni, emendamenti, fiducia

Dal deposito alle Camere il disegno di legge di bilancio segue l’iter ordinario: audizioni ed esame in commissione Bilancio del primo ramo, voto dell’Aula, quindi seconda lettura nell’altro ramo. Dal 2016 la manovra è un testo unico in due sezioni: la prima raccoglie le misure normative che in passato stavano nella legge di stabilità, la seconda le previsioni di entrata e di spesa del bilancio dello Stato, secondo la struttura introdotta dalla L. 4 agosto 2016, n. 163.

Le misure cambiano soprattutto con gli emendamenti presentati nel primo ramo. Per la manovra 2026 i gruppi ne avevano depositati quasi seimila, ridotti a 414 emendamenti segnalati come prioritari da maggioranza e opposizioni, ai quali si è aggiunto un emendamento del Governo da 3,5 miliardi su imprese e affitti brevi.

Nella sessione 2025 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge il 17 ottobre e il testo è arrivato al Senato il 22, con due giorni di ritardo sul termine di legge. Palazzo Madama lo ha votato con la fiducia il 23 dicembre e la Camera lo ha approvato in via definitiva il 30 dicembre, giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della L. 30 dicembre 2025, n. 199.

Quando una misura della manovra diventa certa

Una misura della manovra diventa certa con la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale e spesso è utilizzabile solo dopo decreti attuativi, circolari INPS o provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate; prima di allora ogni documento della sessione ne offre un grado diverso di affidabilità.

Dove compare la misura Che cosa si può programmare
Dichiarazioni di ministri e partiti Nessuna certezza: la proposta può cambiare importo e platea o essere abbandonata
DPFP L’esistenza di un margine finanziario per la voce di intervento, senza requisiti né importi individuali
Documento programmatico di bilancio La misura con un costo stimato dal Governo, ancora priva di testo normativo
Disegno di legge depositato Requisiti, importi e decorrenze nella formulazione del Governo, modificabili con gli emendamenti
Testo approvato dal primo ramo Il contenuto pressoché definitivo, se la seconda lettura si chiude senza modifiche
Legge in Gazzetta Ufficiale La norma in vigore, con la decorrenza fissata dal singolo comma
Decreti attuativi, circolari e provvedimenti Le modalità di domanda, accesso e fruizione del beneficio

Le ipotesi sul 2027 si trovano oggi a stadi diversi. La riforma IRPEF 2027 con l’aliquota del 33% estesa fino a 60mila euro è un obiettivo del Governo che attende la norma; la detassazione della tredicesima è una proposta di partito senza impegno dell’Esecutivo; l’aumento di un mese dei requisiti pensione 2027 è già legge e si applica anche senza la manovra.

Esercizio provvisorio senza voto entro fine anno

Senza approvazione della legge di bilancio entro fine anno, lo Stato può gestire il bilancio solo in esercizio provvisorio, che l’art. 81, quinto comma, della Costituzione consente esclusivamente per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. In quel caso le nuove misure della manovra non si applicano fino al voto finale.

Il Regolamento (UE) n. 473/2013, all’art. 4, par. 3, chiede agli Stati di disporre di procedure di bilancio reversibili per i casi in cui il bilancio non sia adottato entro fine anno per ragioni oggettive.

Il rischio spiega il ritmo delle ultime settimane: una modifica in seconda lettura obbliga a una terza lettura nell’altro ramo, e per questo a ridosso di fine anno il secondo ramo approva di norma il testo senza cambiarlo, con la questione di fiducia.

Collegati e decreti attuativi dopo l’approvazione

Dopo il voto finale la manovra si completa con i disegni di legge collegati, che il Governo presenta per le riforme di settore indicate nei documenti programmatici, e con i provvedimenti attuativi delle singole misure. Il DPFP del 2025 ne elencava 38, dalle pensioni agli enti locali, alcuni dei quali già approvati.

Il riferimento per chi deve applicare le regole è il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale: per la manovra in vigore è disponibile il testo della Legge di Bilancio 2026, con disposizioni già applicabili anche nel 2027.