IRPEF: simulazione stipendio con le nuove aliquote

di Redazione PMI.it

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Scaglioni e aliquote IRPEF 2022, quali sono e come si integrano con le nuove detrazioni su redditi da lavoro e pensione: analisi dei risparmi ed esempi.

La riforma IRPEF 2022 inserita nella Legge di Bilancio prevede una riduzione da cinque a quattro scaglioni IRPEF con la cancellazione della quarta aliquota al 41%. Per il solo 2022 è anche prevista una ulteriore decontribuzione per i ceti medi, oltre alla revisione delle detrazioni sul lavoro e per i figli a carico. Il tutto, porta a uno stipendio netto maggiorato, per alcune fasce di reddito di quasi mille euro, anche in considerazione dalla rimodulazione delle detrazioni sul lavoro dipendente e del bonus IRPEF in busta paga. I primi effetti dovrebbero percepirsi tra febbraio e marzo.

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Di seguito, l’analisi comparata delle vecchie e nuove aliquote e degli scaglioni IRPEF, con la simulazione d’impatto sulle tasche dei lavoratori e dei pensionati italiani, a partire dallo stipendio netto in busta paga e dal rateo mensile nel cedolino pensione.

Scaglioni IRPEF 2022

I nuovi scaglioni IRPEF diventano i seguenti:

  • 1° scaglione (redditi fino a 15mila euro): aliquota IRPEF 23%;
  • 2° scaglione (redditi 15-28mila euro): aliquota IRPEF 25%;
  • 3° scaglione (redditi 28-50mila euro): aliquota IRPEF 35%;
  • 4° scaglione (oltre 50mila euro): aliquota IRPEF 43%.

Scaglioni IRPEF 2021

  • 1° scaglione (redditi fino a 15mila euro): aliquota IRPEF 23%;
  • 2° scaglione (redditi 15-28mila euro): aliquota IRPEF 27%;
  • 3° scaglione (redditi 28-55mila euro): aliquota IRPEF 38%;
  • 4° scaglione (redditi 55-75mila euro): aliquota IRPEF 41%;
  • 5° scaglione (oltre 75mila euro): aliquota IRPEF 43%.

Confronto

Come si nota dal confronto tra attuali e potenzialmente nuovi scaglioni IRPEF, la riforma della tassazione sui redditi incide in modo differente:

  • fino a 15mila e oltre i 75mila euro non ci sono cambiamenti di aliquota;
  • tra 15mila e 5omila euro guadagnano in termini di imposizione le aliquote centrali, ridotte del -2% e -3%;
  • i redditi da 50mila a 75mila euro scontano un incremento dell’aliquota del +2%.

Risparmi IRPEF

Le penalizzazioni previste per la fascia di reddito 50-75mila euro verranno compensate dai risparmi previsti per la quota di stipendio ricadente nel secondo e terzo scaglione. Il risparmio maggiore in busta paga sulle tasse verrà sperimentato da coloro che guadagnano 55mila euro, che finora pagavano un’IRPEF, al netto delle detrazioni, pari a 17.220 euro. Con la Riforma IRPEF:

  • per la fascia di reddito fino a 15.000 euro l’aliquota IRPEF resta del 23% corrispondente ad una tassazione massima di 3.450 euro;
  • nello scaglione fino a 28.000 euro vanno sommati 3.250 euro, in caso di reddito massimo, pertanto chi guadagna 28mila euro verserà 6.700 euro di tasse contro gli attuali 6.960 con un risparmio di 260 euro (-3,7%);
  • per i redditi fino a 50mila euro vanno sommati fino a 7.700 euro di tasse, dunque verserà 14.400 euro di tasse contro gli attuali 15.060 con un risparmio di 660 euro (-4,38%);
  • per i redditi tra 50.001 euro e 75mila euro bisogna aggiungere ulteriori 10.750 euro, quindi verseranno 25.150 euro di tasse contro gli attuali 25.420 con un risparmio di 270 euro (-1%), perché con il nuovo sistema i redditi tra i 50.001 euro e i 55mila euro vengono tassati al 43%, mentre ora cadono nell’aliquota al 38% e quelli da 55.001 e 75.000 euro verrebbero tassati al 43% mentre oggi lo sono al 41%.

Esempi di importo stipendio

Facciamo qualche altro esempio in base al reddito lordo annuo (RAL).

  • RAL 20mila euro: oggi paga 4.800 euro di tasse, con la riforma IRPEF ne pagherà 4.700 con un risparmio annuo di 100 euro (-2%), pari a circa 8 euro in più di stipendio netto al mese;
  • RAL 55.000 euro: oggi paga 17.220, con la riforma 16.550, risparmiando 670 euro euro l’anno (-3,9%) per un netto mensile aggiuntivo di 56 euro in caso di 12 mensilità o 52 euro calcolati su 13 mensilità;
  • RAL 60mila euro: pagherà 18.700 euro dai precedenti 19.270, con un risparmio di 570 euro l’anno (-3%) e un netto in busta paga che salirà di 47 euro (su 12 mensilità) o 44 euro per 13 mensilità;
  • RAL 70mila euro: oggi paga 23.370 euro di IRPEF, con la riforma 23mila, con un risparmio di 370 euro (-1,58%), pari a circa 30 euro al mese di netto in più.

Nuove detrazioni

La Riforma 2022 è accompagnata dall’introduzione dell’Assegno Unico (AU) per figli a carico e dalla integrazione delle detrazioni IRPEF sul lavoro dipendente (ex Bonus Renzi e trattamento integrativo IRPEF), che vanno ad incrementare lo stipendio netto dei lavoratori. Dunque ai risparmi sopra calcolati si sommano quelli che, soprattutto alcune fasce di reddito, arriveranno con la Riforma delle misure per la famiglia, mentre dall’altro andranno sottratte le detrazioni oggi presenti come voce a sé in busta paga.

IRPEF 2022: detrazioni lavoro dipendente

Reddito (€) Detrazione
Fino a 15mila 1.880 (minimo 690 euro)
Tra 15.000 e 28.000 1.910+1.190*(28.000-reddito)/(28.000-15.000)
Tra 28.000 e 50.000 1.910*(50.000-reddito)/(50.000-28.000)
Oltre 50.000 0

IRPEF 2022: detrazioni redditi da pensione

Reddito (€) Detrazione
Fino a 8.500 1.955 (non inferiore a 713 )
Tra 8.500 e 28.000 700+(1.955-700)*(28.000-reddito)/(28.000-8.500)
Tra 28.000 e 50.000 700 * (50.000-reddito)/50.000-28.000)
Oltre 50.000 0

IRPEF 2022: detrazioni redditi assimilati e altri redditi 

Reddito (€) Detrazione
Fino a 5.500 1.265
Da 5.500 a 28.000 500+(1.265-500)*(28.000-reddito)/(28.000-5.500)
Da 28.000 a 50.000 500 * (50.000-reddito)/(50.000-28.000)
Oltre 50.000 0

Maggiorazioni

Per evitare penalizzazioni rispetto alle detrazioni 2021: nel cambio delle regole IRPEF si prevedono inoltre ulteriori detrazione per le varie categorie come segue:

  • lavoro dipendente da 25.000 a 35.000: + 65 euro di detrazione
  • pensionai da 25.000 a 29.000: + 50 euro di detrazione
  • lavoro autonomo da 11.000 a 17.000 euro: + 50 euro di detrazione

Bonus IRPEF

  • dipendenti sotto i 15.000 euro: trattamento integrativo di 1.200 euro
  • dipendenti da 15.000 a 28.000 euro: bonus IRPEF soltanto se le vecchie detrazioni superavano l’imposta lorda