La riforma IRPEF 2027 è la principale voce fiscale della prossima Legge di Bilancio, l’ultima della legislatura: il Governo punta ad allargare fino a 60mila euro la fascia di reddito tassata con l’aliquota intermedia, mentre in Parlamento si discute anche un taglio della prima aliquota.
Le due ipotesi partono dagli scaglioni IRPEF in vigore, con l’aliquota intermedia già ridotta dall’ultima Manovra. Il loro valore per dipendenti, pensionati e autonomi in regime ordinario dipende dal reddito: il calcolo IRPEF con le regole attuali è la base per stimare quanto cambierebbe sulla propria imposta, mentre le coperture saranno quantificate dal Ministero dell’Economia dopo l’aggiornamento dei conti pubblici.
In sintesi:
- dal 1° gennaio 2026 l’art. 1, comma 3, della L. n. 199/2025 applica l’aliquota del 33% ai redditi oltre 28.000 e fino a 50.000 euro, base di partenza della riforma 2027;
- l’estensione del 33% fino a 60.000 euro, obiettivo del Governo, vale al massimo 1.000 euro l’anno;
- la prima aliquota al 22% è un’ipotesi di origine parlamentare che riguarderebbe tutti i contribuenti con un’imposta lorda superiore alle detrazioni;
- le stime di costo circolate vanno da 2,7 a 3 miliardi di euro l’anno per l’estensione del 33% e si attestano intorno a 1,5 miliardi per la prima aliquota al 22%;
- dal 1° gennaio 2027 aliquote e detrazioni si applicano secondo il nuovo testo unico approvato con il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117.
Verso la riforma IRPEF in Manovra 2027
La riforma IRPEF 2027 è nella fase delle proposte: gli obiettivi indicati da Governo e maggioranza diventeranno norma solo con il disegno di legge di bilancio e con l’approvazione delle Camere. Le tappe sono le seguenti:
- l’ISTAT aggiorna il 22 settembre i conti economici nazionali, base per quantificare le risorse disponibili;
- il Governo presenta alle Camere il disegno di legge di bilancio entro il 20 ottobre, termine fissato dall’art. 7 della L. n. 196/2009;
- il Parlamento esamina il testo e può modificarlo con emendamenti, anche sulle aliquote;
- la legge va approvata entro il 31 dicembre per applicarsi dal 1° gennaio 2027, con effetto sulle ritenute in busta paga e nel cedolino della pensione e conguaglio nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2028.
Riforma IRPEF 2027, ipotesi allo studio su aliquote e scaglioni
Il primo intervento allo studio è il taglio IRPEF fino a 60mila euro, obiettivo indicato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Sposterebbe dal 43% al 33% la quota di reddito tra 50.000 e 60.000 euro, con un risparmio di 100 euro ogni 1.000 euro di imponibile compreso in quella fascia. Con questa ipotesi gli scaglioni diventerebbero i seguenti:
| Reddito imponibile | Aliquota con il 33% fino a 60.000 euro |
|---|---|
| fino a 28.000 euro | 23% |
| oltre 28.000 e fino a 60.000 euro | 33% |
| oltre 60.000 euro | 43% |
Il secondo intervento è la prima aliquota al 22%, ipotesi aperta dal presidente della Commissione Finanze della Camera Marco Osnato. Su un primo scaglione ampio 28.000 euro varrebbe al massimo 280 euro l’anno, più dei 220 euro indicati da alcune ricostruzioni, che corrispondono a un punto su 22.000 euro. Chi ha l’imposta lorda già azzerata dalle detrazioni, come i dipendenti e i pensionati entro la no tax area, non ne trarrebbe beneficio. Sommata all’estensione della fascia al 33%, la struttura dell’imposta sarebbe la seguente:
| Reddito imponibile | Aliquota con entrambi gli interventi |
|---|---|
| fino a 28.000 euro | 22% |
| oltre 28.000 e fino a 60.000 euro | 33% |
| oltre 60.000 euro | 43% |
Tra le proposte collegate all’IRPEF figurano anche la proroga al 2027 della tassazione al 5% degli aumenti contrattuali, annunciata dalla presidente del Consiglio, e la detassazione della tredicesima sostenuta da Forza Italia, con aliquote e platee ancora da definire.
Simulazione risparmi IRPEF 2027 per fascia di reddito
Rispetto al 2026, l’estensione della fascia al 33% non cambia l’IRPEF lorda fino a 50.000 euro di imponibile e la riduce di 500 euro a 55.000 euro; con anche la prima aliquota al 22% il beneficio riguarda tutti i redditi e arriva a 1.280 euro l’anno. Il risparmio con la sola estensione della fascia è il seguente:
| Reddito imponibile | Risparmio annuo rispetto al 2026 |
|---|---|
| 28.000 euro | 0 euro |
| 40.000 euro | 0 euro |
| 50.000 euro | 0 euro |
| 55.000 euro | 500 euro |
| 60.000 euro e oltre | 1.000 euro |
Con la prima aliquota al 22% il vantaggio si estende anche ai redditi sotto i 50.000 euro:
| Reddito imponibile | Risparmio annuo con entrambi gli interventi |
|---|---|
| 15.000 euro | 150 euro |
| 20.000 euro | 200 euro |
| 28.000 euro | 280 euro |
| 40.000 euro | 280 euro |
| 55.000 euro | 780 euro |
| 60.000 euro e oltre | 1.280 euro |
In busta paga le aliquote si applicano al reddito imponibile, cioè alla RAL al netto dei contributi a carico del dipendente, pari in genere al 9,19% nel settore privato. Con questa aliquota contributiva, e senza il contributo aggiuntivo dell’1%, l’effetto delle due ipotesi è il seguente:
- con una RAL di 40.000 euro l’imponibile è di 36.324 euro e conterebbe solo la prima aliquota al 22%, con il vantaggio pieno;
- con una RAL di 55.000 euro l’imponibile è di 49.946 euro, sotto la soglia dei 50.000 euro, e anche in questo caso conterebbe solo la prima aliquota;
- con una RAL di 60.000 euro l’imponibile è di circa 54.486 euro e l’estensione della fascia varrebbe circa 450 euro l’anno, da sommare all’eventuale taglio della prima aliquota;
- il vantaggio pieno dell’estensione richiede un imponibile di 60.000 euro, pari a una RAL intorno ai 66.000 euro.
Gli importi applicano le sole aliquote e precedono detrazioni e addizionali regionali e comunali. Il netto mensile con contributi, detrazioni e addizionali si ottiene con il calcolatore dello stipendio netto.
IRPEF: riforma 2027 a confronto con le regole 2026
La riforma 2027 si innesta su tre interventi già approvati in attuazione dell’art. 5 della legge delega per la riforma fiscale (L. n. 111/2023). Il D.Lgs. n. 216/2023 ha fatto confluire nel primo scaglione la fascia tra 15.000 e 28.000 euro, tassata al 25% fino al 2023, con un risparmio fino a 260 euro l’anno, circa 22 euro al mese. Lo stesso decreto ha elevato da 1.880 a 1.955 euro la detrazione dei dipendenti con reddito fino a 15.000 euro, portando la no tax area da 8.174 a circa 8.500 euro, come illustrato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 2/E del 6 febbraio 2024.
La Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) ha reso strutturali aliquote e detrazione. Ha poi sostituito l’esonero contributivo dei dipendenti con una somma esente per i redditi fino a 20.000 euro (art. 1, comma 4) e con un’ulteriore detrazione per quelli fino a 40.000 euro. Le norme sul trattamento integrativo sono state adeguate per mantenere le condizioni di accesso, e le Regioni e i Comuni che non hanno adeguato le addizionali ai nuovi scaglioni possono applicare fino al 2028 le aliquote dell’anno precedente.
La Legge di Bilancio 2026 ha ridotto di due punti l’aliquota intermedia con l’art. 1, comma 3, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, che modifica l’art. 11 del TUIR, con un risparmio fino a 440 euro l’anno. Sopra i 200.000 euro di reddito complessivo il comma 5-bis dell’art. 16-ter del TUIR riduce dello stesso importo le detrazioni per gli oneri al 19% (escluse le spese sanitarie), per le erogazioni liberali ai partiti politici e per i premi assicurativi contro gli eventi calamitosi. In chiaro: l’aliquota scende e lo sconto dalle spese detraibili si riduce della stessa misura.
Rispetto al 2023, ultimo anno a quattro aliquote, l’IRPEF lorda è già scesa da 6.700 a 6.440 euro su 28.000 euro di imponibile, da 14.400 a 13.700 euro su 50.000 euro e da 25.150 a 24.450 euro su 75.000 euro.
Le modifiche IRPEF inserite nel nuovo TUIR
Dall’anno prossimo, aliquote e detrazioni si leggono nel nuovo TUIR, che sostituisce il testo del 1986 e colloca gli scaglioni all’art. 11 senza modificarli: un taglio con effetto dal 2027 dovrà quindi intervenire sul nuovo testo unico.
Il testo unico è approvato dal D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, in vigore dal 4 luglio 2026. Il riordino delle detrazioni per i redditi oltre 75.000 euro, oggi all’art. 16-ter, diventa l’art. 18.
Le coperture per finanziare la riforma IRPEF
La portata della riforma dipende dalle coperture. Le ricostruzioni di stampa collocano il costo dell’estensione della fascia al 33% tra 2,7 e 3 miliardi di euro, a cui si aggiungerebbe circa 1,5 miliardi per il taglio della prima aliquota, cifre da confrontare con i margini che il Governo fisserà dopo l’aggiornamento dei conti.
Il Documento di finanza pubblica 2026 stima per quest’anno un deficit al 2,9% del PIL, livello che secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio apre all’uscita dell’Italia dalla procedura per disavanzo eccessivo nel 2027. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha subordinato le nuove misure alla quantificazione delle risorse.
Da definire c’è anche il correttivo sui redditi alti: la sterilizzazione sopra i 200.000 euro è tarata sul solo taglio dell’aliquota intermedia, per cui un’estensione della fascia al 33% richiederebbe un nuovo importo per produrre lo stesso effetto. Fino all’approvazione della Legge di Bilancio, per il 2027 si applicano le aliquote del 2026.