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Finanziaria 2010: per le Pmi, taglio IRAP e oneri per 5 mld

di Noemi Ricci

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Si delineano le tappe per la graduale abolizione dell'IRAP nel 2010, mentre nuove proposte "alternative" potrebbero sollevare un nuovo confronto sulle agevolazioni a imprese e professionisti "in crisi"

Fumata bianca per la questione taglio IRAP: la discussione al Senato pare aver incontrato il favore della maggioranza, rendendo l’alleggerimento dell’imposta una realtà sempre più concreta, da inserie come emendamento in Finanziaria.

La novità, frutto del confronto in Aula con il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è infatti la prossima modifica della Finanziaria 2010.

Una cosa è certa: il taglio sarà soft, ovvero con un impatto compreso tra 1 e 1,5 miliardi.

Scartata, intanto, l’ipotesi di inserire l’intervento nel decreto Ronchi sulle infrazioni Ue. Secondo il vicepresidente del gruppo Pdl in Senato Gaetano Quagliariello, «alcune cose si potranno fare anche in questo ramo del Parlamento» visto che al governo «c’è stata concordanza nella valutazione delle disponibilità complessive».

Finora, invece, l’ipotesi più probabile era però che si attendesse il passaggio alla Camera per arrivare ad un correttivo per i primi di dicembre, quando si avranno anche i dati su gettito dello Scudo fiscale e autotassazione di novembre.

Nel frattempo, dalla Cgia di Mestre è giunta una proposta alternativa per ridurre l’imposta: escludere dalla base imponibile le perdite delle imprese. La richiesta è di abolirla per le partite IVA senza autonoma organizzazione, a fronte anche di alcune sentenze della Corte di Cassazione nel 2009, che hanno dato ragione ai contribuenti che ritenevano di non dover essere soggetti all’imposta proprio per la mancanza di un’attività autonomamente organizzata.

Una situazione che vede coinvolti 2,5 milioni di imprenditori-persone fisiche titolari di partita Iva senza dipendenti ed un ammontare di 1,7 miliardi di euro.

Per concludere, come disegno di legge collegato alla Finanziaria dovrebbe arrivare una nuova “ondata” di semplificazioni amministrative per le imprese, con un risparmio stimato in 5 miliardi di euro.

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