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Regime dei Minimi nella Legge di Stabilità 2016

di Francesca Vinciarelli

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Le novità per le partite IVA attese con la Legge di Stabilità 2016, dalla riforma del Regime dei Minimi in regime forfettario, alla revisione delle aliquote contributive, all'indennità di maternità e malattia.

Arriveranno entro la fine del 2015 importanti novità per le partite IVA italiane, con la riforma del Regime dei Minimi che con tutta probabilità verrà inserita nella Legge di Stabilità 2016. Ad anticiparlo è stato il consulente della presidenza del Consiglio dei Ministri nel settore Lavoro, Maurizio Del Conte. Si tratta di una misura che va a completare la Riforma del Lavoro Renzi che ha dato il via in primis al Jobs Act.

=> Riforma del Lavoro e Jobs Act 2014-2015: le novità

L’idea è di far entrare nel vivo il Regime forfettario 2015, ma con qualche modifica volta a risolvere le problematiche che hanno portato alla proroga per tutto l’anno in corso del Regime dei Minimi. Dal 2016 quest’ultimo è destinato a sparire, per lasciare il posto al Regime forfettario.

Novità

Le principali modifiche per le partite IVA dovrebbero riguardare i diritti in caso di malattia e di maternità e la revisione delle aliquote per la contribuzione nella Gestione Separata che attualmente sono ritenute troppo esose e penalizzanti per i professionisti senza Cassa rispetto agli altri lavoratori autonomi. Quello che si vorrebbe ottenere è un contributo previdenziale più equo per tutte le categorie professionali coinvolte.

=> Contributi gestione separata: aliquote 2015

Proposte

Tra le proposte citiamo quella del presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, a fronte della notizia che entro agosto il Governo presenterà un disegno di legge sul lavoro autonomo per completare la riforma del Jobs Act:

«A questo proposito, vogliamo far presente che come Partito Democratico abbiamo presentato una proposta di legge relativa allo Statuto delle attività professionali e ci auguriamo che il Governo voglia tenerne conto. Dal momento che con il Jobs Act, appare più netta la distinzione tra lavoro autonomo e dipendente e si consolida la tendenza al superamento dei lavori cosiddetti parasubordinati, diventa più urgente un intervento che estenda specifiche tutele anche a questi lavoratori. In Commissione Lavoro della Camera abbiamo combattuto unitariamente, maggioranza e opposizione, per bloccare per tre anni consecutivi l’aumento dell’aliquota contributiva delle partite IVA. A questo punto, dobbiamo dare una sistemazione definitiva al problema. Le nostre richieste sono precise:
  • non solo bloccare il previsto aumento dal 27 al 33% dell’aliquota contributiva, ma ridurla gradualmente al 24%, al livello di quella degli altri lavoratori autonomi;
  • proponiamo, inoltre, un Regime dei Minimi che favorisca la fase di start-up con un’aliquota del 5% per i primi 5 anni e del 15% per quelli successivi, con un tetto massimo di 30mila euro di ricavi annui;
  • infine richiediamo il miglioramento delle indennità di malattia e di maternità e la ristrutturazione degli ammortizzatori sociali come integrazione al reddito nei periodi di totale mancanza o scarsità di lavoro».

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