Il regime forfettario è stato introdotto per offrire diverse semplificazioni contabili e una tassazione agevolata alle attività d’impresa in possesso di precisi requisiti, rivelandosi una scelta condivisa da un numero crescente di Partite IVA. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio sulle partite IVA del Ministero delle Finanze, infatti, nel primo trimestre del 2026 sono stati 104.136 i soggetti che hanno aderito al regime fiscale agevolato, pari al 56,3% del totale delle nuove aperture e con un incremento percentuale del 2,6% rispetto all’anno precedente.
Destinato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni, il regime forfettario si caratterizza per numerosi vantaggi ma anche per precisi obblighi e limiti, che è importante conoscere al fine di evitare la fuoriuscita. Può succedere, infatti, di dover passare forzatamente al regime ordinario perché compare una causa di esclusione o, più semplicemente, perché si perdono i requisiti necessari per la permanenza.
Tenere sotto controllo il business in tempo reale diventa quindi indispensabile per i forfettari, che possono monitorare ogni aspetto attraverso un software per forfettari completo, come Fatture in Cloud, pensato proprio per semplificare la gestione dell’attività.
Chi può accedere al regime forfettario
L’adesione al regime forfetario prevede una tassazione agevolata: al reddito imponibile si applica infatti un’unica imposta nella misura del 15%, considerata sostitutiva delle imposte ordinarie (imposte sui redditi, addizionali regionale e comunale).
Le altre agevolazioni riguardano l’esenzione dall’applicazione della ritenuta d’acconto e dell’IVA sulle fatture emesse, ma anche l’esonero dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili e dall’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale.
Possono accedere al regime forfetario, nello specifico, i liberi professionista e le ditte individuali che nell’anno precedente hanno rispettato tutti questi requisiti:
- aver conseguito ricavi o percepito compensi non superiori a 85.000 euro (è necessario considerare la somma dei ricavi e dei compensi se si esercitano più attività con Codici Ateco differenti);
- aver sostenuto spese per un importo complessivo non superiore a 20.000 euro lordi per il lavoro accessorio, il lavoro dipendente e i compensi a collaboratori
Anche chi inizia un’attività può scegliere di aderire al regime forfetario, beneficiando di ulteriori agevolazioni: l’imposta sostitutiva è ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività. In questo caso, tuttavia, il limite dei compensi e dei ricavi deve essere calcolato in proporzione ai mesi di operatività.
Fuoriuscita dal regime forfettario: cause e conseguenze
La normativa vigente stabilisce specifiche cause di fuoriuscita dal regime forfettario, basate sul superamento del limite di ricavi e compensi: oltrepassare la soglia stabilita, infatti, significa passare obbligatoriamente al regime ordinario, sebbene in modalità e momenti diversi a seconda dell’entità dello sforamento:
- in caso di superamento della soglia degli 85.000 euro senza andare oltre i 100.000 euro, si rimane nel regime agevolato nell’anno corrente, mentre a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo si adotterà il regime ordinario;
- in caso di sforamento della soglia che supera i 100.000 euro, invece, l’uscita dal regime forfettario è immediata.
In entrambi i casi si perdono i due principali vantaggi del regime forfettario, vale a dire le agevolazioni fiscali e le semplificazioni burocratiche. Ecco una sintesi dei cambiamenti più evidenti a cui si va incontro:
- dall’imposta sostitutiva dei forfettari si passa all’IRPEF progressiva del regime ordinario, che prevede scaglioni differenti in base al reddito;
- il calcolo dei costi non è più basato su stime, quindi, si versano le tasse in base alla differenza reale tra quanto si incassa e le spese effettivamente documentate e inerenti all’attività:
- la gestione quotidiana diventa più complessa dal punto di vista contabile, in quanto subentra l’obbligo di applicazione dell’IVA sulle fatture emesse, così come l’obbligo di liquidazione periodica e di presentazione della dichiarazione IVA annuale;
- le fatture destinate a clienti business (aziende o professionisti) dovranno includere la ritenuta d’acconto.
Il rientro nel regime agevolato, per i contribuenti che acquisiscono i requisiti richiesti, è possibile solo dopo due anni. Per tutti i forfettari, quindi, il monitoraggio costante del fatturato non è solo una buona pratica gestionale, ma una necessità fondamentale per poter fruire in modo continuativo dei vantaggi fiscali.
Limite ricavi sotto controllo con Fatture in Cloud
Fatture in Cloud rappresenta per i forfettari una soluzione efficace per avere una visione d’insieme aggiornata in tempo reale, soprattutto per quanto riguarda il calcolo dei limiti da non superare.
Una delle funzionalità offerte dal software di fatturazione, infatti, consiste proprio nel calcolo automatico del fatturato incassato in tempo reale, fornendo la stima aggiornata e avvisando in caso di avvicinamento e superamento del limite degli 85.000 euro. Il programma restituisce anche una stima delle tasse da versare, legate all’IRPEF e ai costi previdenziali INPS (o altra cassa professionale).
Il software, inoltre, consente ai forfettari di accedere a molteplici funzioni per la fatturazione elettronica e la gestione generale dell’attività:
- compilazione semplice della fattura elettronica con inserimento automatico dei campi come regime fiscale, aliquota IVA 0% e marca da bollo se necessaria;
- creazione di preventivi da trasformare in fattura;
- scadenzario relativo agli F24, alle fatture e ai pagamenti ricorrenti;
- ricezione dei pagamenti, emissione degli ordini di bonifico e riconciliazione bancaria automatica grazie all’integrazione con TS Pay;
- invio solleciti di pagamento;
- registrazione delle fatture elettroniche passive per tenere traccia delle spese d’impresa.
=> Scopri di più su Fatture in Cloud