Imposta sostitutiva nel regime forfettario: cos’è e come funziona

Risposta di Redazione PMI.it

9 Febbraio 2026 09:30

Valerio chiede:

Cos’è e come funziona l’imposta sostitutiva nel regime forfettario?

L’imposta sostitutiva rappresenta una delle principali semplificazioni per chi aderisce al regime forfettario, una scelta sempre più condivisa dalle piccole imprese e da numerosi professionisti in possesso dei requisiti richiesti, legati principalmente al limite del fatturato annuo che non deve superare gli 85 mila euro.

Come è possibile intuire dalla dicitura, l’imposta sostitutiva è una forma di tassazione che sostituisce le imposte ordinarie, rendendo più snella la burocrazia grazie all’applicazione di un’aliquota fissa molto conveniente.

Con il regime forfettario, inoltre, il reddito sul quale applicare l’aliquota sostitutiva viene calcolato a forfait, semplificando notevolmente la contabilità e consentendo un risparmio in termini di tasse.

Cos’è l’imposta sostitutiva nel regime forfettario

Come accennato sopra, l’imposta sostitutiva viene utilizzata per determinare la tassazione in regime forfettario, andando a sostituire le imposte sui redditi ordinarie, come IRPEF, le addizionali regionali e comunali e IRAP. L’aliquota, che corrisponde alla percentuale di tassazione, è pari al 15% ma può ridursi fino al 5% in casi specifici nei primi cinque anni di attività in presenza di alcuni requisiti:

  • nei tre anni precedenti il contribuente non ha esercitato attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività non costituisce una mera prosecuzione di altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (fatta eccezione per il periodo di pratica obbligatoria);
  • in caso di prosecuzione di un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei ricavi e compensi realizzati nel periodo d’imposta precedente non supera la soglia di accesso al regime agevolato.

I soggetti che aderiscono al regime forfettario, in particolare, non determinano il reddito imponibile sulla base delle spese effettive ma applicando ai ricavi o ai compensi un coefficiente di redditività che corrisponde al codice ATECO (è bene ricordare che dal 1° aprile 2025 è operativa la nuova classificazione ATECO, che aggiorna e integra quella precedentemente).

Dal reddito determinato, inoltre, si deducono i contributi previdenziali obbligatori e, all’importo risultante, si applica un’unica imposta pari al 15% o al 5%. È bene specificare che per le imprese familiari l’imposta sostitutiva è dovuta dall’imprenditore, applicata sul reddito al lordo dei compensi erogati al coniuge e ai suoi familiari.

Esempio pratico per calcolare l’imposta sostitutiva

Volendo fare un esempio pratico per il calcolo dell’imposta sostitutiva è possibile fare riferimento a un artigiano che, in base alla classificazione ATECO, ha un coefficiente di redditività del 67%. Ipotizzando ricavi pari a 50.000 euro, il reddito imponibile corrisponde a 33.500 euro.

Una volta sottratti i contributi versati, pari a 3.500 euro, si applica l’aliquota del 15% all’importo finale di 30.000 euro ottenendo l’imposta sostitutiva da versare pari a 4.500 euro.

L’accesso all’imposta sostitutiva nel regime forfettario genera indubbi vantaggi dal punto di vista fiscale per quanto riguarda la modalità semplificata di calcolo delle tasse e l’ammontare delle stesse, tuttavia, è bene considerare anche alcuni limiti:

  • l’imposta sostitutiva si applica solo fino a ricavi massimi che non devono superare gli 85.000 euro, pena la decadenza dal regime agevolato;
  • è possibile dedurre solo i contributi previdenziali ma non le spese sostenute per l’attività;
  • non sono previste agevolazioni IRPEF, come le detrazioni per familiari a carico.

Come e quando versare l’imposta sostitutiva

Per versare l’imposta sostitutiva è necessario utilizzare il Modello F24, attenendosi al calendario delle scadenze che coincide con quello relativo all’IRPEF:

  • entro il 30 giugno versamento del saldo dell’imposta sostitutiva in riferimento all’anno precedente più l’acconto del 50%, da pagare in un’unica soluzione o in un massimo di sette rate;
  • entro il 30 novembre versamento del restante 50% dell’imposta.

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, ha istituito specifici codici tributo per il pagamento dell’imposta sostitutiva:

  • acconto prima rata: codice tributo 1790;
  • acconto in unica soluzione o acconto seconda rata: codice tributo 1791;
  • saldo anno precedente: codice tributo 1792.

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I forfettari hanno a disposizione una risorsa semplice, veloce e accessibile ovunque per tenere sotto controllo l’attività: il software di fatturazione elettronica Fatture in Cloud, infatti, permette di calcolare una stima delle tasse da pagare in regime forfettario a partire dal coefficiente di redditività e dai ricavi conseguiti, aggiornando l’importo in tempo reale.

Inoltre, rappresenta un valido alleato per monitorare costantemente il limite dei ricavi, avvisando quando il fatturato netto si avvicina o supera il limite degli 85 mila euro necessario per non perdere la permanenza nel regime agevolato.

Altre funzionalità vantaggiose per i forfettari riguardano:

  • la compilazione delle fatture elettroniche, l’invio, la ricezione e la conservazione a norma;
  • la creazione di preventivi da trasformare in fattura;
  • lo scadenzario, per registrare e tenere sotto controllo le scadenze delle fatture e del versamento degli F24;
  • l’App mobile, per gestire l’attività da smartphone e tablet.

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