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Come introdurre lo Smart Working ora che si torna in azienda

di Redazione PMI.it

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Smart Working come opportunità di cambiamento: implementazione in azienda a due livelli e risorse pratiche (ebook, portale su misura, webinar).

Il periodo complesso e pieno di incertezze che stiamo vivendo si riflette anche sulle scelte strategiche delle aziende che, necessariamente, devono riallocare budget e rivedere processi e iniziative. Il ricorso a soluzioni e piattaforme digitali per garantire la continuità del business e l’operatività tra le persone è un primo segnale verso un nuovo modo di lavorare e collaborare. Le aziende si stanno ora confrontando con il lavoro da casa che mostra i vari limiti in termini di flessibilità e libertà di scelta. Siamo ancora lontani dallo Smart Working che, invece, esalta la dinamicità del lavoro restituendo alla persona maggior responsabilità, autonomia e flessibilità nello svolgere il proprio lavoro. Ora forse è più giusto parlare di Smart Working forzato, in situazione di emergenza. O ancora più correttamente: semplice telelavoro. 

Smart Working come opportunità di cambiamento

Secondo Andrea Solimene, Ceo di Seedble, azienda specializzata in Corporate Innovation e con esperienza pluriennale in progetti Smart Working, l’attuale momento storico può rappresentare una grande opportunità per rilanciare le aziende e ridefinire gli equilibri di mercato.

Lo Smart Working è aggiornare il modo in cui le persone, il “bene” più importante delle nostre organizzazioni, lavorano e producono valore. Come ogni device, dobbiamo aggiornare il nostro sistema operativo passando da una versione 1.0, quella tradizionale e basata su controllo, sistemi chiusi e approcci gerarchici a una versione 2.0, che esalta la fiducia, la condivisione di conoscenza e il talento della persona. Comprendere questo passaggio, tanto facile da dire quanto complesso da attuare, permette alle organizzazioni di concentrarsi su ciò che può esser distintivo sul mercato: attrarre talenti, rivedere i processi di selezione, avviare progetti interni di innovazione, disegnare i processi in chiave digitale, sperimentare nuove tecnologie fino a rivedere i modelli di business.

Il cambio di ritualità e abitudini che condizioneranno il ritorno in ufficio, inevitabilmente, spingerà i decisori, imprenditori e top manager, ad avviare processi di cambiamento. Il lockdown ha rappresentato per molte aziende uno shock e le incognite sulla ripartenza non permettono di affrontare il futuro con certezze, semmai ci fossero.

Le aziende ora cercano di limitare i danni ma, al tempo stesso, – continua Andrea Solimene – possono sfruttare questo periodo per capire la capacità di rendimento dei propri manager, la solidità del proprio assetto organizzativo e la flessibilità dei flussi di lavoro. E’ dunque una grande occasione di ripartenza in quanto le convenzioni passate vacillano e gli equilibri possono esser ridisegnati. Ma il momento è delicato, tanto si può accelerare la crescita quanto fallire se non si comprendono le leve giuste da attivare.

Implementare lo Smart Working su 2 livelli

Il quesito che crea non pochi grattacapi alle aziende è: ora che torneremo in ufficio, come cosa cambierà e come introdurre lo Smart Working?

Seedble, azienda che da anni segue progetti Smart Working e lanciato diverse iniziative a riguardo, tra cui il primo ebook in Italia sul tema The Smart Working Book e il portale Exploring Smart Working con una raccolta di webinar dedicati, suggerisce di approcciarsi al lavoro agile considerando due livelli di intervento: da una parte focalizzare l’attenzione sullo sviluppo di competenze e tecnologie che possono garantire produttività e continuità al business, dall’altra progettare un piano di lungo termine per la creazione del nuovo assetto organizzativo

L’implementazione dello Smart Working deve, dunque, partire dal comprendere le esigenze delle persone in termini di collaborazione e creazione valore, raccogliendo dati e informazioni su cosa ha funzionato e non ha funzionato in questo periodo di lavoro a casa. Successivamente si possono attuare percorsi formativi e investimenti in tecnologie e piattaforme in grado di facilitare il flusso di lavoro tra le persone. Solimene di Seedble suggerisce di dedicare particolare attenzione a temi quale la leadership digitale, la gestione team virtuali e la collaborazione digitale, mappando le tecnologie a disposizione e valutando se l’attuale set di soluzioni può garantire fluidità nel lavoro o necessità integrazioni o aggiornamenti.

Tuttavia, la situazione contingente spinge le aziende a mettere in dubbio in toto sia processi sia tecnologie ed accelerare un processo di trasformazione digitale è l’unica certezza per abilitare le persone allo Smart Working. Richiede ambizione e competenze e non può essere affrontato semplicemente garantendo alle persone uno strumento di collaborazione per le video chiamate. Diventa, quindi, necessario rivedere le proprie scelte strategiche relative a progetti e budget, per ragionare su scenari futuri dell’azienda e sulla creazione di un nuovo assetto organizzativo che integri persone, tecnologie e spazi di lavoro che vanno al di là delle quattro mura dell’ufficio. 

Per avere un quadro completo sui vari aspetti collegati allo Smart Working, Seedble ha lanciato una serie di webinar con l’intento di far chiarezza sul paradigma e aumentare la consapevolezza nei leader su come costruire un percorso di crescita ed evoluzione basandosi su un approccio al lavoro più flessibile, collaborativo, innovativo e integrato con il digitale: lo Smart Working. Visita la sezione Digital Meetings del portale exploringsmartworking.com per prenotare il posto ai webinar. 

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