Gli italiani che lavorano in Svizzera possono eseguire la prestazione da casa in smart working fino al 25% dell’orario del tempo previsto dal contratto senza perdere lo status di frontalieri e con le ore lavorate in modalità remota sono considerate come svolte in Svizzera.
Sono le nuove regole previste dall’Accordo fra i due paesi, che va a modificare il precedente del 2020. Il protocollo era stato sottoscritto nel 2024 ma la Legge 217/2025 che lo rende attutivo è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale solo a gennaio 2026.
Chi sono i transfrontalieri svizzeri
La novità riguarda i lavoratori di entrambi i paesi, che vivono entro 20 km dal confine e svolgono attività di lavoro dipendente nell’altro paese. Nel dettaglio, l’area di frontiera riguarda in Svizzera i Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese. E in Italia le Regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano.
L’aggiornamento del protocollo prevede che il lavoratore possa non rientrare quotidianamente al proprio domicilio nello Stato di residenza, per motivi professionali, per un massimo di 45 giorni in un anno civile. Senza conteggiare i giorni di ferie e di malattia.
Le nuove regole sullo smart working
La parte maggiormente innovativa del nuovo accordo è quella relativa allo smart working per gli italiani in Svizzera. Il lavoratore frontaliero può svolgere al massimo il 25% della sua attività di lavoro dipendente in modalità di telelavoro presso il proprio domicilio nello Stato di residenza nel corso di un anno civile, senza che questo comporti alcuna modifica dello status di lavoratore frontaliere.
Di conseguenza, ai fini fiscali, sono considerati come giorni di lavoro presso l’altro stato gli stipendi e le altre remunerazioni ricevute dai lavoratori frontalieri per un’attività svolta in telelavoro presso il proprio domicilio nello Stato di residenza, sempre fino a un massimo del 25% dell’orario.
Esempio: prendiamo un lavoratore italiano che ha un contratto a tempo pieno presso un’azienda svizzera. Se effettua in smart working un giorno alla settimana, restando nel limite del 25% del tempo, non perde la qualifica di frontaliero e il lavoro resta imponibile in Svizzera.