Speciale Smart Working

Smart work
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Regole, scadenze e modelli di adozione del Lavoro Agile, ricorrendo a soluzioni e dispositivi da remoto nel rispetto della normativa Privacy e degli accordi di Smart Working: come concedere flessibilità ai dipendenti e aumentare la produttività sul lavoro garantendo la sicurezza di dati e reti aziendali e la compatibilità fra sistemi, terminali e app.

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Smart working: cosa è e come funziona

Lo smart working (o lavoro agile) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato ad una serie precisa di diritti e doveri. Si caratterizza per la maggiore flessibilità di orario, nella possibilità di svolgere l’attività da remoto, nell’organizzazione dei task per obiettivi.

Definizione di Smart Working

La normativa di riferimento e la definizione del lavoro agile – modalità di lavoro dipendente senza vincoli di orario e di luogo di lavoro, con prestazione lavorativa svolta in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa – è inserita nel Jobs Act autonomi (legge n. 81/2017).

Smart Working nel post-Covid

Il 7 dicembre 2021 il Ministero del Lavoro ha siglato l’intesa con le Parti sociali sul primo “Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile” nel settore privato. Il Lavoro Agile, sperimentato in maniera massiva durante la pandemia da Coronavirus, è rimasto parte integrante dei modelli lavorativi di imprese pubbliche e private, meritando una serie di adeguamento normativi.

Diritti dei lavoratori agili

I punti di forza del lavoro agile sono la flessibilità organizzativa e la possibilità di una migliore conciliazione  con la vita privata, soprattutto in era post-Covid. Ai lavoratori agili viene garantita:

  • parità di trattamento economico e normativo rispetto ai colleghi che eseguono la prestazione in sede;
  • tutela contro infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall’INAIL nella Circolare n. 48/2017.

Con il nuovo Decreto Trasparenza, dal 13 agosto 2022 tutti i contratti di lavoro devono essere accompagnati da una informativa completa su una varietà di aspetti che riguardano le condizioni di lavoro, compresi quelli di natura digitale connessi allo smart working.

Accordo di Smart Working

Applicabile anche nel settore pubblico (ma con differente disciplina per quanto attiene alcuni aspetti della prestazione lavorativa), lo Smart Working si attiva stipulando un accordo individuale tra dipendente e datore di lavoro.

Fino al 31 dicembre 2022 si può omettere l’accordo individuale, attivandolo in modalità massiva. Dal 1° gennaio 2023 ritorna l’obbligo di accordo individuale, pur rimanendo strutturale la procedura semplificata di comunicazione al Ministero che non richiede di inviare anche la copia dell’accordo, limitandosi alla compilazione di uno specifico modello ed all’elenco dei nominativi dei lavoratori interessati.

Cosa contiene un accordo di Smart Working

  • Durata e indicazione del contratto a tempo indeterminato o determinato;
  •  preavviso: il recesso è possibile con preavviso di 30 giorni (90 per disabili) da accordi a tempo indeterminato o giustificato motivo;
  •  esecuzione prestazione lavorativa definizione della sede di lavoro agile e degli strumenti tecnologici utilizzati, con rispetto del diritto alla disconnessione per il lavoratore;
  • controllo prestazione lavorativa in ottemperanza all’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori;
  • informative conformi ai dettami del Decreto Trasparenza (DL 104/2022).

Come si attiva un accordo di Smart Working

Le aziende che sottoscrivono accordi individuali di smart working devono inviare il nuovo modello con i dati relativi alla prestazione attraverso l’apposita piattaforma telematica dal portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Nell’invio del Modello dovranno essere indicati:

  • i dati del datore di lavoro,
  • del lavoratore,
  • della tipologia di lavoro agile (tempo determinato o indeterminato)
  • della sua durata.

Dal 1° settembre 2022 la modalità semplificata è diventata  strutturale. Le comunicazioni di smart working nel settore privato si trasmettono esclusivamente con procedura semplificata. Le aziende che sottoscrivono un numero di accordi individuali elevato possono effettuare la comunicazione in forma massiva.

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