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Risparmio famiglie: lo smart working vale mille euro a testa

di Teresa Barone

1 Giugno 2026 10:18

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Propensione al risparmio all'8,28% ma con divario Nord-Sud, lo smart working vale oltre 1.000 euro pro-capite in più. I dati Unioncamere-Tagliacarne.

La propensione al risparmio delle famiglie italiane ha raggiunto l’8,28% del reddito disponibile. La nuova analisi di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne lo quantifica e ne fotografa la distribuzione geografica. Milano si conferma il principale salvadanaio del Paese e la diffusione dello smart working emerge tra i fattori associati alla maggiore capacità di accantonare risorse: nei territori dove il lavoro agile è più presente, infatti, le famiglie risparmiano oltre mille euro pro capite in più rispetto a quelli dove è meno diffuso.

Al Nord maggiore propensione al risparmio

Al Nord la quota di reddito accantonata ha raggiunto nel 2024 il 9,73%, rispetto all’8,5% del 2019. Nel Nord Ovest la propensione al risparmio ha toccato il 10,46%, contro il 9,72% di cinque anni prima. Al Sud l’incidenza è rimasta al 6,08%, poco più del 5,67% del 2019: un progresso più contenuto rispetto al Centro-Nord. La classifica delle province vede le prime 21 posizioni nella graduatoria della propensione al risparmio sono tutte occupate da province settentrionali, senza eccezioni.

Il divario si fa ancora più netto guardando agli importi assoluti. A Milano il risparmio medio pro capite ha raggiunto nel 2024 quota 3.920 euro: più del doppio rispetto alla media nazionale di 1.918 euro e quasi quattro volte il dato medio del Mezzogiorno, che si è fermato a 1.081 euro. La sola Lombardia concentra oltre un quarto del risparmio complessivo nazionale; alle spalle di Milano si collocano Roma (7,27% del totale nazionale) e Torino (5,29%).

Province meridionali in fondo alla classifica

La classifica della propensione al risparmio premia le province piemontesi. Biella si conferma la più parsimoniosa d’Italia con il 14,37% del reddito messo da parte nel 2024, seguita da Asti (12,79%) e Vercelli (12,53%). In fondo alla graduatoria si trovano esclusivamente province meridionali: Crotone chiude la classifica con il 4,30%, tallonata da Siracusa (4,37%) e Ragusa (4,51%).

La ricerca Unioncamere-Tagliacarne evidenzia anche la concentrazione geografica del risparmio: le prime quindici province per ammontare complessivo assorbono circa il 50% dell’aggregato nazionale, 4,4 punti percentuali in più rispetto a quanto si osserva per il reddito disponibile. La dimensione demografica media delle prime dieci province per propensione al risparmio è del 20% inferiore a quella delle ultime dieci.

Smart working, mille euro in più all’anno

La diffusione dello smart working è uno dei fattori associati alla maggiore capacità di risparmio. Nei territori dove la quota di lavoratori da remoto supera la media nazionale, le famiglie hanno accantonato nel 2024 il 9,45% delle proprie entrate; dove il lavoro agile è meno presente, la percentuale scende al 7,67%. In termini pro capite il differenziale è misurabile: i territori ad alta diffusione di smart working hanno registrato un risparmio medio di 2.697 euro nel 2024, contro i 1.615 euro delle zone dove il lavoro agile è meno presente — una differenza di oltre 1.000 euro a persona. Il confronto, va precisato, è tra territori ad alta e a bassa penetrazione del lavoro da remoto, non rispetto alla media nazionale.

La riduzione degli spostamenti casa-lavoro abbassa le spese di carburante, trasporto pubblico e ristorazione fuori casa, con effetti cumulativi significativi sul bilancio familiare nel corso dell’anno. La ricerca Unioncamere-Tagliacarne registra questo effetto ora anche sul piano aggregato della propensione al risparmio delle famiglie italiane, aggiungendo una dimensione territoriale a quanto già documentato da studi internazionali sul lavoro agile.