Bonus casa 50%, il cambio di residenza non fa perdere le rate

Risposta di Anna Fabi

8 Giugno 2026 10:28

Maurizio chiede:

Possiedo un immobile ereditato, da ristrutturare, al momento seconda casa. Per ottenere la detrazione al 50% nel 2026 la residenza occorre spostarla prima, durante o dopo i lavori? Dovrà rimanere fissata presso l’abitazione per tutta la durata delle detrazioni (10 anni) o potrà essere spostata dopo il termine dei lavori di ristrutturazione?

Sì, può ottenere la detrazione al 50% per i lavori 2026 sull’immobile ereditato anche se all’avvio dell’intervento la casa risulta ancora una seconda abitazione. Il requisito da rispettare è che l’immobile sia adibito ad abitazione principale al termine dei lavori. Una volta maturato correttamente il diritto alla detrazione, il successivo trasferimento della residenza in un’altra casa non fa perdere le rate residue.

Residenza entro la fine dei lavori per il Bonus casa 50%

Per le spese sostenute nel 2026, il Bonus Ristrutturazioni 2026 riconosce la detrazione al 50% per gli interventi sull’abitazione principale. Negli altri casi, la detrazione scende al 36%.

Nel suo caso, trattandosi di un immobile ereditato, il requisito della titolarità risulta soddisfatto se lei è proprietario dell’abitazione. La residenza, invece, può essere trasferita anche dopo l’avvio dei lavori, purché l’immobile sia adibito ad abitazione principale al termine dell’intervento.

Il cambio residenza successivo non cancella le quote residue

Il chiarimento più recente dell’Agenzia delle Entrate conferma che, una volta acquisito il diritto alla detrazione, il trasferimento della residenza in un altro immobile non comporta la perdita del beneficio fiscale già maturato.

Questo significa che, se al termine dei lavori l’immobile era la sua abitazione principale e la detrazione al 50% è stata correttamente avviata, lei potrà continuare a utilizzare le quote annuali residue anche se negli anni successivi trasferisce altrove la residenza.

La residenza non va mantenuta per dieci anni

La detrazione per ristrutturazione viene ripartita in dieci quote annuali, ma la normativa non richiede che la residenza resti fissata nello stesso immobile per l’intero periodo di fruizione.

Il requisito dell’abitazione principale serve per determinare l’aliquota spettante al momento in cui il diritto matura. Dopo quel momento, il semplice cambio di residenza non incide sulle rate già acquisite.

Quando invece le quote possono cambiare titolare

Il discorso cambia se l’immobile viene venduto, donato o trasferito prima della fine del periodo di detrazione. In caso di vendita, le quote residue passano di regola all’acquirente persona fisica, salvo diverso accordo inserito nell’atto.

In caso di successione, la detrazione si trasferisce all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta dell’immobile. Il semplice spostamento della residenza, invece, non produce da solo il trasferimento delle rate residue.

Attenzione al 730 e alla colonna 7

Per le spese 2026 detraibili al 50%, la corretta indicazione in dichiarazione sarà centrale. Nel 730 per il Bonus ristrutturazione al 50%, la distinzione tra abitazione principale e altri immobili incide sull’aliquota applicata.

La documentazione da conservare deve quindi dimostrare sia il titolo sull’immobile sia la destinazione ad abitazione principale al momento richiesto. In particolare, per il suo caso, contano la provenienza ereditaria dell’immobile, i pagamenti tracciati con bonifico parlante, i titoli edilizi se richiesti e il trasferimento della residenza entro la conclusione dei lavori.

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