Possiedo un immobile ereditato, da ristrutturare, al momento seconda casa. Per ottenere la detrazione al 50% nel 2026 la residenza occorre spostarla prima, durante o dopo i lavori? Dovrà rimanere fissata presso l’abitazione per tutta la durata delle detrazioni (10 anni) o potrà essere spostata dopo il termine dei lavori di ristrutturazione?
Per applicare la detrazione con l’aliquota più favorevole del 50% è necessario in effetti che l’immobile sia la prima casa. Questo requisito deve sussistere nel momento in cui terminano i lavori. Quindi, lei può avere ancora una residenza diversa quanto inizia l’intervento edilizio, mentre deve averla già spostata quando si concludono.
La precisazione è contenuta nella Guida dell’Agenzia delle Entrate dedicata alle agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie:
Quando l’unità immobiliare non è adibita ad abitazione principale all’inizio dei lavori, la maggiore detrazione spetta a condizione che lo stesso immobile sia adibito ad abitazione principale al termine dei lavori.
Non è previsto che la residenza debba essere mantenuta per un determinato numero di anni. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che il beneficio fiscale con aliquota al 50% spetta anche se nei successivi periodi di imposta l’immobile non rappresenta più l’abitazione principale.
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Per completezza, sottolineo due cose. La prima: può applicare la detrazione solo il titolare di un diritto di proprietà o di un altro diritto di godimento sull’immobile. Lei rientra nella platea perché avendo ereditato la casa ha evidentemente un diritto di proprietà. In secondo luogo, segnalo che la Manovra 2026, nel testo attualmente in discussione al Senato, proroga anche per il 2026 le agevolazioni edilizie nella stessa misura, quindi al 50% sulla prima casa e al 36% sugli altri immobili.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz