Occupazione al Sud con il segno più

di Teresa Barone

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Migliora l’occupazione nel Mezzogiorno nonostante l’ampio gap con il Centro/Nord e la vasta platea di inattivi.

Cifre positive caratterizzano l’occupazione nelle Regioni del Sud nel 2015, che ha visto i posti di lavoro aumentare di 94mila unità come mostra il rapporto semestrale “Il Sud dopo la Terza guerra mondiale si lecca le ferite” realizzato da Diste Consulting per Fondazione Curella, presentato a Palermo.

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«La fine della recessione ha determinato un cambiamento di rotta anche sul mercato del lavoro – commenta Alessandro la Monica, presidente Diste consulting. – Le stime Istat per il 2015 segnalano per il Sud/Isole circa 5 milioni 950 mila occupati, 94 mila in più dell’anno precedente: l’occupazione è aumentata dell’1,6%, grazie ad una dinamica positiva che si è prodotta nel primo semestre, arrestando una serie quasi ininterrotta di otto flessioni.»

Se il tasso di disoccupazione è diminuito portandosi al 19,4% (contro l’8,8% del Centro/Nord), cifre molto elevate caratterizzano ancora le generazioni giovanili (54,1% del Sud e Isole contro il 32,6% del Centro/Nord).

Al Sud e nelle Isole, inoltre, la percentuale degli inattivi assorbe il 63,4% del totale nazionale, superando la percentuale dei disoccupati di lunga durata (52,3%).

«La crescita dell’occupazione – per quanto riguarda il 2016 – decelererà e la flessione della disoccupazione rallenterà. La domanda di lavoro aumenterà dell’1,2%, con la creazione netta di 70mila nuovi posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione resterà elevato, al 18,6%, pari a 2,2 volte il tasso del Centro/Nord.»