Le candidature al Premio GammaDonna proseguono fino al 9 giugno su uno sfondo meno celebrativo dei numeri di mercato: l’imprenditoria femminile cresce, cerca capitale e visibilità, e continua a misurarsi con bias nei rapporti con investitori, clienti e partner. L’edizione 2026 affianca al riconoscimento per le founder innovative un roadshow nazionale in sette appuntamenti e arriva insieme a una survey GammaDonna-wamo che fotografa il divario tra talento imprenditoriale, accesso alla fiducia e carichi familiari.
- Candidature al Premio GammaDonna fino al 9 giugno
- Due percorsi per formazione, networking e visibilità
- Shortlist FAB50 e finale a Torino
- Women Startup Award e Giuliana Bertin Communication Award
- La survey GammaDonna-wamo sul gender gap
- Maternità, benessere e attività aziendale
- Credito, bandi e strumenti fintech
- Un premio nel cluster dell’imprenditoria femminile
Candidature al Premio GammaDonna fino al 9 giugno
Il Premio GammaDonna 2026 è rivolto a imprenditrici founder, co-founder o socie attive con ruoli manageriali che abbiano introdotto innovazioni di prodotto, servizio, processo o modello organizzativo. L’impresa deve essere iscritta al Registro delle imprese e avere almeno un bilancio approvato. La candidatura si presenta entro le 23:59 del 9 giugno 2026, scegliendo tra i percorsi BEE-Smart e BEE-Powerful. La giuria selezionerà le 50 candidature della shortlist FAB50 e poi le 6 finaliste attese alla finale di Torino del 5 novembre.
Due percorsi per formazione, networking e visibilità
Il percorso BEE-Smart dà accesso a quattro eventi formativi e di business networking del roadshow, tra Milano, Porto Venere, Napoli e Torino. Il percorso BEE-Powerful estende la partecipazione a tutti i sette appuntamenti, compresi Bologna e due webinar su sostenibilità, commercio estero e nuove regole dell’export.
Per le startup innovative costituite da non oltre cinque anni e con almeno un bilancio approvato sono previste 11 iscrizioni gratuite al percorso BEE-Powerful, assegnate in ordine di arrivo delle application fino a esaurimento.
Shortlist FAB50 e finale a Torino
La preselezione individuerà la shortlist FAB50, annunciata alla stampa a fine giugno. Le candidate selezionate dovranno poi compilare un secondo application form e presentare un video breve sulla propria storia di innovazione entro il 5 luglio.
Dalla FAB50 saranno scelte le 6 finaliste, comunicate a settembre. La finale è in programma a Torino il 5 novembre, con proclamazione delle vincitrici del Premio GammaDonna e degli award collegati.
Women Startup Award e Giuliana Bertin Communication Award
Accanto al premio principale sono previsti due riconoscimenti. Il Women Startup Award è destinato alla startupper più innovativa in settori come smart city, smart mobility, life science, healthcare e medical device, bioeconomia, media, entertainment, fashion, agri-food tech, cleantech ed energia. La startup deve avere completato almeno un seed round.
Il Giuliana Bertin Communication Award, promosso da Valentina Communication, premia l’imprenditrice che ha saputo comunicare meglio la propria innovazione online e offline.
La survey GammaDonna-wamo sul gender gap
La nuova edizione arriva insieme all’indagine condotta ad aprile 2026 da Associazione GammaDonna e wamo su 223 titolari d’impresa italiane. Il dato principale riguarda il rapporto con l’ecosistema economico: il 76% delle intervistate dichiara di percepire stereotipi o commenti legati al genere da parte di investitori, clienti o partner; nel 46% dei casi la titolare non viene riconosciuta subito come tale.
Il dato sale tra le founder digitali e le titolari di startup: il 52% percepisce spesso pregiudizi da venture capital o stakeholder, rispetto al 36% della media, e il 37% si sente sottovalutata rispetto ai colleghi uomini nel rapporto con i finanziatori.
Maternità, benessere e attività aziendale
L’indagine misura anche il costo organizzativo della maternità. Tra le madri-imprenditrici, il 41% segnala un rallentamento dell’attività dopo la nascita di un figlio. Nel campione generale, quasi un’imprenditrice su tre ha subito una riduzione temporanea dell’attività o del fatturato.
La pressione si riflette anche sulla sfera personale. Il 45% delle founder di startup ha registrato ripercussioni sul benessere personale e, tra chi almeno una volta ha valutato la chiusura dell’attività, il 45% indica la fatica di conciliare lavoro e famiglia.
Credito, bandi e strumenti fintech
Il rapporto con banche e investitori conferma un’area fragile. Quasi metà delle imprenditrici, il 46%, almeno qualche volta si è sentita meno considerata rispetto agli uomini nel confronto con istituti di credito e finanziatori; il 38% ha evitato bandi, premi o finanziamenti per timore di non essere all’altezza.
La survey segnala al tempo stesso una forte autonomia finanziaria: il 79% delle intervistate si sente molto o abbastanza sicura nell’amministrazione finanziaria dell’azienda. Nella scelta del conto business contano soprattutto commissioni basse o trasparenti, indicate dal 79%, ed esperienza digitale via app e accesso online, citata dal 72%.
Un premio nel cluster dell’imprenditoria femminile
Il Premio GammaDonna si inserisce in una fase in cui le imprese guidate da donne superano il milione e mostrano una presenza ampia nei servizi, nella cura, nel benessere e nelle attività territoriali. Su PMI.it il tema si collega anche al quadro delle iniziative e incentivi per imprese guidate da donne, con misure nazionali ancora attive per avvio d’impresa, startup innovative e crescita aziendale.