Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro tra il Governo e le organizzazioni sindacali sulla Legge di Bilancio 2026. L’unica nota positiva è che nella Manovra del prossimo anno ci sarà spazio per il taglio dell’aliquota IRPEF al 33% per i redditi fino a 50mila euro e per concedere maggiori risorse alla sanità, mentre le richieste avanzate dai sindacati (CGIL, UIL, CISL, UGL e CONFSAL) in tema di salari e pensioni sono rimaste per la maggior parte insoddisfatte.
Diversamente dalle anticipazioni di stampa dei giorni scorsi, a quanto pare non ci sarà la detassazione degli aumenti contrattuali, sebbene potrebbero esserci novità in merito alla contrattazione di secondo livello. Fumata nera anche in materia di pensioni e per la richiesta di sostenere la spesa energetica a carico delle famiglie tagliando le bollette.
Il Ministro Giancarlo Giorgetti ha ribadito la priorità del Governo: ridurre il debito, su cui pesa l’eredità del Superbonus, ma anche uscire anticipatamente dalla procedura d’infrazione UE raggiungendo un livello di deficit non superiore al 3% del PIL. La Manovra 2026, quindi, avrà un plafond pari a non oltre 16 miliardi di euro.
Si attendono ora gli esiti dell’incontro con le associazioni imprenditoriali, ricevute alla Presidenza del Consiglio.