Sostegno al ceto medio, misure per il lavoro dipendente, stimoli fiscali per i rinnovi contrattuali: sono queste, in estrema sintesi, le richieste rivolte al Governo dalla segretaria generale Cisl, Daniela Fumarola, in vista della Manovra 2026.
Sui rinnovi, peraltro, è in corso un tavolo di lavoro che dovrebbe produrre una proposta condivisa le altre sigle confederali Cgil e Uil e Confindustria. In base alle varie dichiarazioni, sembra che le parti sociali siano relativamente d’accordo sulla richiesta di arrivare il prima possibile ad aggiornare tutti i contratti scaduti, prevedendo eventualmente strumenti legislativi di stimolo, come ad esempio una defiscalizzazione.
Vediamo tutto.
Misure per il ceto medio in Manovra 2026
In generale, Fumarola auspica «misure concrete su salari e pensioni, sanità pubblica, e un’attenzione particolare al sostegno alle famiglie, alle donne e ai giovani soprattutto al Sud». Una richiesta specifica riguarda invece le tredicesime, che secondo la Cisl vanno defiscalizzate. Anche questa è una misura allo studio dei tecnici dell’esecutivo, che stanno esplorando l’applicazione di aliquote ridotte sulla mensilità di dicembre e anche su altre voci della busta paga, come gli straordinari. In realtà però Fumarola chiede che la defiscalizzazione si applichi già alle tredicesime 2025. Analoga richiesta riguarda il salario di produttività, che però prevede già una tassazione separata agevolata al 5% fino al 2027.
Bene anche l’ipotesi di taglio IRPEF sul secondo scaglione, portando l’aliquota dal 35 al 33%, e di allargarlo ai redditi fino a 60mila euro. Qui ricordiamo che in realtà su quest’ultimo punto le attese si sono intiepidite, la mancanza di risorse finanziarie potrebbe portare alla riduzione dell’aliquota abbandonando invece l’ampliamento della platea.
Rinnovi contrattuali
Per quanto riguarda la contrattazione, la Cisl si dichiara d’accordo con Confindustria sul fatto che «aumentare la produttività significa redistribuirla sulle buste paga dei lavoratori, ma per farlo bisogna intervenire sulla contrattazione, quindi occorre rinnovare tutti i contratti pubblici e privati, agevolare soprattutto la contrattazione di secondo livello e prevedere delle defiscalizzazioni». Cgil e Uil insistono invece in modo più mirato su quest’ultimo punto. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini chiede «un provvedimento che vede la defiscalizzazione degli aumenti dei contratti nazionali». Il numero uno della Uil Pier Paolo Bombardieri presenta richiesta analoga, «per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di recuperare il potere d’acquisto perso in tutti questi anni».
Sicurezza sul lavoro
Infine, in materia di sicurezza sul lavoro, Fumarola chiede maggiori controlli, più ispettori, un piano formativo con un potente investimento, sanzioni severe per chi non rispetta le regole. «Bisogna creare quell’alleanza ampia tra imprese, sindacati e istituzioni perché si trovino i rimedi», sottolinea.