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Detassazione IRPEF sui rinnovi contrattuali in Manovra 2026

di Barbara Weisz

10 Ottobre 2025 13:46

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Il Governo studia una tassazione agevolata con aliquota del 10% sugli aumenti contrattuali per la Manovra 2026.

Il toto manovra entra nel vivo, mancano pochi giorni all’approvazione da parte del Governo della Legge di Stabilità 2026 e fra le ipotesi spunta una detassazione sugli aumenti contrattuali, applicando un’aliquota del 10%. Con un meccanismo per cui, in caso di mancato rinnovo entro un determinato periodo di tempo, scatterebbe la rivalutazione automatica degli stipendi in base all’inflazione.

La misura sarebbe inserita nel pacchetto Lavoro, che il Governo ha ripetutamente dichiarato di voler predisporre con l’obiettivo di ridurre il carico fiscale sul lavoro dipendente. Fra le proposte allo studio, la detassazione delle tredicesime, o di altre voci in busta paga come il lavoro straordinario. E ora si parla anche della possibilità di detassare i rinnovi contrattuali.

La tassazione agevolata sui rinnovi contrattuali

La proposta piace sia ai sindacati sia alle associazioni datoriali, come Confindustria, anche perché aiuterebbe a velocizzare i rinnovi contrattuali. In base alle anticipazioni che circolano, funzionerebbe nel seguente modo: fiscalità agevolata sull’aumento stabilito in sede di rinnovo contrattuale. In pratica, l’idea è quella di ridurre il carico fiscale sulla parte di stipendio che sostanzialmente serve a recuperare la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione.

Nel caso in cui un contratto non venga rinnovato entro i 24 mesi dalla scadenza, scatterebbe una sorta di scala mobile, con un meccanismo automatico di adeguamento all’inflazione.

Altre misure allo studio nel pacchetto Lavoro

Questa idea come detto fa parte di un capitolo allo studio che comprende anche altre forme di fiscalità agevolata sul lavoro dipendente: ad esempio, aliquota al 10% anche sugli straordinari, magari con un tetto massimo che si ipotizza intorno ai 4mila euro lordi.

In pratica l’esecutivo sta pensando di estendere anche ad altre voci della retribuzione un meccanismo simile a quello già applicato sui premi di risultato, che entro determinati paletti sono tassati al 10%, aliquota ulteriormente ribassato al 5% fino al 2027 in virtù della proroga contenuta nella manovra dello scorso anno. E sta studiando anche forme di detassazione della tredicesima mensilità.

Come sempre, il nodo è quello delle risorse, per cui bisogna capire in che modo possano essere calibrati i diversi interventi. In generale, l’impostazione della politica fiscale del Governo Meloni prevede l’utilizzo di una tassazione piatta, con la progressività fiscale da recuperare attraverso detrazioni, deduzioni, e agevolazioni fiscali legate anche alla composizione dei nuclei familiari. Queste proposte di detassazione di alcune parti della retribuzione del lavoro dipendente vanno in questo senso.