Io sono dipendente e la mia compagna, autonoma in regime forfettario, ha chiesto l’indennizzo di maternità. A me spettano i permessi giornalieri per allattamento. Devo aspettare riscontro della domanda fatta all’INPS prima di beneficiarne?
I permessi allattamento al padre si possono utilizzare appena presentata la domanda INPS, inviata contestualmente al datore di lavoro, senza attendere l’esito dell’istruttoria. Nel suo caso il diritto spetta anche mentre la compagna, lavoratrice autonoma, percepisce l’indennità di maternità.
Domanda INPS prima dei riposi, esito entro 55 giorni
La domanda dei riposi giornalieri del padre si presenta esclusivamente online, all’INPS e al datore di lavoro, prima dell’inizio dei permessi. Il termine ultimo è l’anno di prescrizione indicato dal messaggio INPS n. 3014 del 27 luglio 2018, la stessa durata prevista per la prescrizione delle indennità di maternità e paternità; secondo la circolare INPS n. 112 del 15 ottobre 2009 decorre dal giorno successivo all’ultimo giorno di riposo fruito.
L’INPS verifica le condizioni dell’art. 40 del D.Lgs. n. 151/2001 e chiude l’istruttoria con un provvedimento entro 55 giorni, come indica la scheda INPS del servizio «Indennità per riposi giornalieri per padri e madri dipendenti». Il messaggio n. 3014/2018 richiede un rapporto di lavoro dipendente in corso e l’assicurazione all’INPS per la tutela della maternità e paternità. La norma riconosce il diritto al ricorrere di queste condizioni senza subordinarlo a un’autorizzazione preventiva: l’attesa del provvedimento non è quindi un presupposto della fruizione.
Ore anticipate dal datore e conguaglio INPS
Le ore di riposo sono retribuite per intero: ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs. n. 151/2001 l’indennità a carico dell’INPS è anticipata dal datore di lavoro in busta paga e recuperata a conguaglio con i contributi dovuti all’Istituto.
La circolare INPS n. 112/2009 ha ammesso il conguaglio delle somme pagate per ore già fruite, purché ricorrano le condizioni di legge. Se la domanda fosse respinta, il datore di lavoro non potrebbe recuperare quanto anticipato: con una madre lavoratrice autonoma i requisiti sono documentali e il rischio è minimo.
Compagna autonoma in maternità: riposi dalla nascita
Con la madre lavoratrice autonoma i riposi giornalieri del padre spettano dalla nascita del figlio, anche mentre la compagna percepisce l’indennità di maternità: lo prevede la circolare INPS n. 140 del 18 novembre 2019, che recepisce la sentenza della Cassazione n. 22177 del 12 settembre 2018.
Il regime forfettario è un regime fiscale e non incide sul diritto, che deriva dall’art. 40, lett. c), del D.Lgs. n. 151/2001 per il caso in cui «la madre non sia lavoratrice dipendente». Anche l’esito della domanda di maternità presentata dalla compagna è indipendente dai suoi riposi.
Fino al primo anno di vita del figlio i riposi si alternano tra periodi coperti e periodi esclusi:
| Periodo | Riposi del padre |
|---|---|
| Dalla nascita alla fine dell’indennità di maternità della compagna | Spettano, ai sensi della circolare INPS n. 140 del 18 novembre 2019, che recepisce Cassazione, sez. Lavoro, sent. n. 22177 del 12 settembre 2018 |
| Giorni di congedo parentale della compagna | Non spettano, ai sensi della circolare INPS n. 8 del 17 gennaio 2003, punto 2, confermata dalla circolare INPS n. 140 del 18 novembre 2019 |
| Altri giorni fino al primo anno di vita del figlio | Spettano, ai sensi degli artt. 39 e 40, lett. c), del D.Lgs. n. 151/2001 |
| Ore aggiuntive in caso di parto plurimo | Non spettano, ai sensi dell’art. 41 del D.Lgs. n. 151/2001 e della circolare INPS n. 140 del 18 novembre 2019 |
| Dal compimento del primo anno del figlio | Non spettano, ai sensi dell’art. 39 del D.Lgs. n. 151/2001 |
Per iniziare i riposi senza attendere il provvedimento, la procedura segue questa sequenza:
- presenta la domanda online all’INPS con le credenziali di accesso al portale, oppure tramite patronato o Contact Center, indicando il caso della madre lavoratrice autonoma;
- allega la dichiarazione della compagna sulla propria attività di lavoro autonomo e l’impegno di entrambi i genitori a comunicare eventuali variazioni;
- trasmette la domanda al datore di lavoro prima del primo giorno di riposo, perché l’indennità sia anticipata in busta paga;
- comunica all’INPS e al datore di lavoro gli eventuali giorni di congedo parentale della compagna, nei quali i riposi si sospendono.
L’esito della domanda è consultabile nel servizio INPS «Stato di una pratica o di una domanda».
Hai una domanda che vorresti fare ai nostri esperti?
Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz