Un contribuente con figlio maggiorenne e convivente a carico fiscale ed accertamento dell’handicap con Legge 104/92 art.3 comma 1, può richiedere l’Assegno Unico Universale INPS?
Sì, l’Assegno Unico Universale può spettare anche per un figlio maggiorenne: per i figli con disabilità a carico il decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230 riconosce la prestazione senza limiti di età. Nel suo caso però va sciolto un dubbio preliminare: ai fini dell’AUU, l’INPS considera la condizione di disabilità media, grave o di non autosufficienza definita dall’allegato 3 al DPCM 5 dicembre 2013, n. 159, che si ricava dal verbale di invalidità civile.
Dunque, l’accertamento dell’handicap ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 104/1992 da solo non attribuisce nessuno di quei tre gradi.
Assegno Unico ai figli disabili senza limiti di età
Per i figli con disabilità a carico, l’Assegno unico senza limiti di età è la regola, e cadono anche le condizioni richieste agli altri maggiorenni. Un figlio senza disabilità riceve la prestazione fino a 21 anni soltanto se studia, svolge un tirocinio, lavora con reddito complessivo sotto 8.000 euro annui, è disoccupato iscritto ai servizi per l’impiego o presta servizio civile universale. Nessuno di questi requisiti si applica al figlio disabile a carico, per il quale conta solo la permanenza della condizione di figlio a carico.
Neppure la convivenza è determinante. Il figlio maggiorenne che vive altrove ma è a carico IRPEF dei genitori, se non è coniugato e non ha figli propri, è attratto nel nucleo dei genitori ai fini ISEE ai sensi dell’articolo 3, comma 5, del DPCM 159/2013. La convivenza che lei indica rafforza il quadro senza esserne il presupposto.
Il requisito che invece va sorvegliato anno per anno è quello reddituale. Sono fiscalmente a carico, ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del TUIR, i figli con reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, soglia elevata a 4.000 euro fino al compimento dei 24 anni. Il superamento di quel limite fa perdere il diritto alla prestazione in capo al genitore, mentre il figlio maggiorenne può presentare domanda in proprio.
Legge 104 e AUU, il verbale per l’INPS
Il riconoscimento previsto dalla legge 104 e la condizione di disabilità che apre l’Assegno unico sono due accertamenti diversi. L’allegato 3 al DPCM 159/2013, che l’INPS applica per graduare la prestazione, richiama la legge 104/1992 in un solo caso, l’articolo 3, comma 3, collocandolo fra le ipotesi di disabilità grave. L’articolo 3, comma 1, che certifica un handicap senza connotazione di gravità, non compare in quella tabella.
Quello che apre il diritto è quindi il verbale di invalidità civile. Per una persona fra 18 e 65 anni l’allegato 3 colloca in disabilità media gli invalidi dal 67 al 99 per cento, in disabilità grave gli inabili totali ai sensi degli articoli 2 e 12 della legge 118/1971, nella non autosufficienza i titolari del diritto all’indennità di accompagnamento. Se suo figlio possiede, oltre all’accertamento di handicap, un verbale di invalidità civile con uno di questi riconoscimenti, la domanda va presentata. Se ha soltanto il verbale ex articolo 3, comma 1, il presupposto va costruito avviando o completando l’accertamento sanitario di invalidità civile presso l’INPS.
La distinzione spiega un equivoco frequente. Sul versante fiscale il criterio è rovesciato: l’articolo 12 del TUIR, nel testo modificato dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207, mantiene la detrazione per figli a carico oltre i 30 anni proprio in presenza di disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/1992. Lo stesso verbale che per l’Assegno unico non basta, per la detrazione IRPEF è il documento richiesto.
La maggiorazione per disabilità si ferma a 21 anni
La maggiorazione per grado di disabilità spetta fino al compimento dei 21 anni, in misura fissa e indipendente dall’ISEE: 122,30 euro al mese in caso di non autosufficienza, 110,60 euro per disabilità grave, 99,10 euro per disabilità media, secondo l’Allegato 1 alla circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026. Il figlio disabile over 21 conserva l’assegno base nella misura piena riservata ai minorenni, graduata sull’ISEE, senza la quota aggiuntiva legata al grado.
A parità di ISEE e di condizione sanitaria la differenza fra i due regimi supera i cento euro al mese. Il ventunesimo compleanno agisce quindi sull’importo e lascia intatto il diritto, che prosegue per tutta la durata della condizione di figlio a carico.
| Età del figlio con disabilità | Importo mensile 2026 |
|---|---|
| fino a 17 anni | da 58,30 a 203,80 euro secondo l’ISEE, più 99,10, 110,60 o 122,30 euro di maggiorazione |
| da 18 a 20 anni | da 58,30 a 203,80 euro secondo l’ISEE, più 99,10, 110,60 o 122,30 euro di maggiorazione |
| dai 21 anni compiuti | da 58,30 a 203,80 euro secondo l’ISEE, senza maggiorazione per grado di disabilità |
Calcolo Assegno unico per disabili
Per arrivare alla cifra le servono tre dati: l’ISEE del nucleo, l’età di suo figlio e il grado indicato nel verbale di invalidità civile. Con il calcolo dell’Assegno Unico può simulare l’importo mensile inserendo composizione del nucleo, età dei figli, condizione di disabilità e valore ISEE, comprese le altre maggiorazioni eventualmente spettanti come quella per genitori entrambi titolari di reddito da lavoro, fino a 34,90 euro.
Un’avvertenza sull’ISEE. Dal 1° gennaio 2026 l’articolo 1, comma 208, della legge di bilancio ha introdotto l’ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione, che l’INPS utilizza per calcolare l’Assegno unico. In assenza di una DSU valida la prestazione viene liquidata nella misura minima di 58,30 euro, con ricalcolo dalla mensilità successiva alla presentazione della dichiarazione. Se la domanda risulta già accolta negli archivi INPS il rinnovo per l’anno seguente è d’ufficio, mentre ogni variazione del nucleo o della condizione del figlio va comunicata.
Hai una domanda che vorresti fare ai nostri esperti?
Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz