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Industria 2015: incentivi per R&S in azienda

di Redazione PMI.it

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L'Unione europea conferma il via libera al piano "Industria 2015": in arrivo agevolazioni su credito d'imposta e regime d'aiuto omnibus per le imprese che innovano

Le politiche europee di sostegno all’innovazione premieranno le imprese che fanno ricerca. Lo ha annunciato il Ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani che, esponendo in conferenza stampa gli obiettivi del piano Industria 2015, ha confermato il via libera dell’Unione europea.

Con indubbi benefici anche per le PMI, Bruxelles ha confermato le agevolazioni che riguardano il credito d’imposta 2007 ed il regime di aiuto omnibus per le imprese che promuoveranno l’innovazione investendo in attività e progetti di ricerca.

La prima misura sblocca la norma in Finanziaria che consente alle imprese una riduzione retroattiva, del 40% sui costi sostenuti per collaborazioni con università e centri studio finalizzate alla ricerca (fino a un massimo di 50 milioni di euro). Rientrano negli sgravi del credito d’imposta anche i costi sostenuti per il personale tecnico-scientifico, per le attrezzature, per la ricerca contrattuale, i brevetti, i servizi di consulenza, ecc.

Il credito d’imposta accumulato potrà essere utilizzato anche in detrazione per le imposte sui redditi o per l’imposta regionale, sfruttando le eventuali eccedenze in compensazione, a partire dal mese successivo alla presentazione della relativa dichiarazione dei redditi.

La seconda misura approvata dalla Ue consente alle imprese di scegliere la tipologia di sostegno finanziario per attività di ricerca e sviluppo. Secondo il ministro, il regime omnibus dovrebbe consentire al nostro sistema industriale di essere più produttivo, soprattutto sul fronte degli investimenti in innovazione, nota dolente per l’Italia.

In particolare, il Ministro considera tale misura una «rivoluzione dei meccanismi di incentivazione delle imprese», una chiave di volta per sostenere le iniziative progettuali previste dal piano “Industria 2015”.

Il via libera dell’Unione Europea al nuovo piano industriale si traduce, quindi, in un quadro di riferimento unitario per le imprese.
«Si tratta del più potente strumento attualmente esistente in Europa per sostenere gli investimenti in ricerca realizzati in collaborazione con le Università», ha dichiarato Bersani. «Sarà una cornice per uscire da un sistema di misure settoriali, a disposizione di tutti i ministeri, che potranno emanciparsi dai vincoli di una micro-legislazione di settore».

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