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Legge di Stabilità 2015 e Ddl PMI in aiuto alle imprese

di Barbara Weisz

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Il Governo prepara la prima legge annuale sulle PMI: il Ddl nel 2015 si affianca alla Legge di Stabilità introducendo semplificazioni e agevolazioni per piccole e medie imprese.

Per le piccole e medie imprese italiane in arrivo due pilastri normativi: la Legge di Stabilità 2015 e la prima legge annuale sulle PMI (disegno di legge semplificazioni), preannunciata dal ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, che ha anche insistito anche sulla necessità di far leva su tre fattori di rilancio: accesso al credito, innovazione e internazionalizzazione. Il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo risponde alla necessità di innovare, mentre bisogna trovare strumenti adeguati per gli altri due fattori. Fra quelli utilizzabili a livello europeo spicca intanto lo Small Business Act in via di riformulazione.

Legge annuale PMI

La legge sulle PMI era stata prevista dallo Statuto delle Imprese 2011 ma mai attuata: si tratta ora di un provvedimento di una decina di articoli che mira a semplificare la burocrazia per le piccole imprese.
Fra le norme previste, rispunta il 
tutor d’impresa, figura della pubblica amministrazione presso gli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP) con il compito di snellire procedure, autorizzazioni e pratiche. Allo studio anche nuove misure sulle Srl semplificate, incentivi per i contratti di rete e un credito d’imposta per le PMI che assumono figure professionali esperte nell’internazionalizzazione.

Legge di Stabilità 2015

Nella Legge di Stabilità, invece, potrebbe arrivare un potenziamento del bonus ricerca: si tratta dell’agevolazione fiscale del 50% sugli incrementi annuali di spesa per ricerca e sviluppo prevista dal Destinazione Italia (articolo 3, Dl 145/2013).

=> Destinazione Italia, le misure per le PMI

La misura a favore delle PMI che fatturano meno di 500 milioni all’anno verrebbe prorogata rispetto al termine del 2016, con una dote finanziaria più che raddoppiata (se si reperiscono le coperture): l’attuale norma finanzia l’agevolazione con 600 milioni nei tre anni 2014-2016; la soluzione a cui sta lavorando il governo prevede risorse per due miliardi in cinque anni, che significa 400 milioni l’anno. Si pensa anche ad un’agevolazione più robusta, alzando il tetto massimo annuale per ciascun beneficiario (cioè per singola impresa) a 5 o anche a 10 milioni, mentre oggi il credito d’imposta è riconosciuto fino a un importo massimo di 2,5 milioni per singola impresa.

=> Legge di Stabilità 2015: il Pacchetto Crescita

<Un’altra questione “calda” per le imprese – prima destinato a confluire nella Legge di Stabilità, ma ora con meno certezze – è l’anticipo del TFR in busta paga. Il Governo ha annunciato l’ipotesi di anticipare nel 2015 il 50% della liquidazione maturata, mensilmente o in un’unica soluzione, ma le piccole imprese si dichiarano contrarie in considerazione dell’esborso di liquidità che comporterebbe (in un momento in cui le casse non sono certo piene); per questo, l’Esecutivo sta studiando una soluzione che preveda un prestito dalle banche garantito dalla Cdp o altri organismi, in modo da non pesare sui bilanci delle aziende.