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Legge di Stabilità 2015, ecco il Pacchetto Crescita

di Barbara Weisz

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Legge di Stabilità 2015: Pacchetto Crescita (taglio di cuneo fiscale, oneri e IRAP, bonus IRPEF, nuovi ammortizzatori, capitolo TFR) e coperture (Spending Review, privatizzazioni, aumento IVA).

L’aggiornamento del DEF ha ufficializzato il perdurare della recessione ma ha confermato che la Legge di Stabilità  2015 (varata entro il 15 ottobre) dovrà contenere misure espansive, per rilanciare consumi e investimenti. Il Governo punta sul Pacchetto Crescita per far ripartire l’economia, assumendosi impegni notevoli anche considerata la situazione (PIL 2014 a -0,3%, pareggio di bilancio rinviato al 2017 e deficit al limite consentito): rifinanziare il bonus IRPEF in busta paga, concedere sgravi IRAP alle PMI, allargare la platea degli ammortizzatori sociali

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Cuneo fiscale

La prossima Legge di Stabilità, in base ai contenuti del DEF e agli impegni del Governo, conterrà il taglio del cuneo fiscale anche per le imprese oltre che per i lavoratori. Diventerà strutturale (o quanto meno sarà rifinanziato per il 2015) il bonus IRPEF da 80 euro in busta paga previsto dal decreto legge 66/2014 (costo della misura: un miliardo). Qui ci sono una serie di incognite: nel 2014 il bonus è andato ai dipendenti con uno stipendio lordo fino a 26mila euro (decrescendo dai 24mila euro in poi), ma il Governo si era successivamente impegnato ad allargare la platea alle famiglie numerose e ai pensionati, mentre dal mondo delle imprese la richiesta è di inserire gli autonomi. Se la conferma del bonus è certa, l’allargamento a nuove categorie è quasi impensabile.

Pacchetto Imprese

Sul fronte imprese, si attende un taglio IRAP del 10%, che farebbe scendere il prelievo al 3,15 (dal 3,5%). Si tratta di una taglio ulteriore rispetto allo sconto già concesso con il Decreto IRPEF, sempre pari al 10%, che ha dispiegato solo per metà i suoi effetti nel 2014, mentre sarà pieno nel 2015. (Costo della misura: almeno 2 miliardi). C’è anche un’altra ipotesi  al vaglio: dedurre dall’imponibile IRAP il costo del lavoro (costo stimato: 2 miliardi di euro). Per il settore Edilizia si riconfermeranno i due Bonus Energia 65% e Ristrutturazioni 50% (costo: 22-25 miliardi di euro).

=>Taglio tasso alle imprese nella Legge di Stabilità 2015

TFR anticipato

Sia imprese e lavoratori c’è poi in vista il discusso TFR anticipato in busta paga, capitolo ancora aperto al dibattito e non confermato ancora nella Legge di Stabilità. Il problema è prima trovare il modo di garantire alle PMI la liquidità necessaria ad anticipare il TFR ai dipendenti. Diverse ipotesi in campo: il Governo ha parlato di accordo con le banche per destinare a questo scopo i finanziamenti a lungo termine ottenuti dalla BCE. Certo, si potrebbe obiettare che non si possono utilizzare gli stessi soldi per troppi scopi diversi: non dovevano servire a sviluppare investimenti, crescita, ricerca e sviluppo delle imprese?

Ammortizzatori sociali

Il Jobs Act prevede una riforma che estende il diritto Aspi anche ai parasubordinati, costando circa 2 miliardi all’anno. Senza contare che la Legge di Stabilità deve anche finanziare gli ammortizzatori già previsti: nel 2014 i soldi stanziati dalla manovra economica non sono bastati, lo Sblocca Italia ha previsto, in settembre, un rifinanziamento di 750 milioni, che portano l’esborso totale a fine anno al 1 miliardo 720 milioni. L’appuntamento, per avere certezze, è fissato per metà ottobre, con la presentazione della prossima Legge di Stabilità.

Coperture

Per tutte queste misure ci vogliono almeno cinque miliardi, parzialmente alimentati da riduzioni di spesa. Oltre alle misure di correzione dei conti pubblici (necessarie al raggiungimento dell’Obiettivo di Medio Periodo) e al programma di Spending Review (in tutto circa 9-10 mld di euro, un terzo dei quali a carico di Regioni ed enti locali il resto a carico di Ministeri e minori acquisti di beni e servizi), è dunque previsto un piano di privatizzazioni con una stima di proventi pari allo 0,7% del PIL ogni anno nel 2015-2018. Ci sono i proventi dell’evasione fiscale (11 miliardi nel 2014). Tuttavia, il rischio che le coperture non bastino è concreto.

=> Aumento IVA nella Legge di Stabilità 2015

Non a caso il DEF prevede di inserire una clausola di salvaguardia a garanzia del raggiungimento degli obiettivi, che chiama in causa il famigerato aumento IVA per un ammontare di 12,4 miliardi nel 2016, 17,8 miliardi e 21,4 miliardi nel 2017 e 2018.