I voucher cloud e cyber security hanno finalmente una data di partenza. Il MIMIT ha fissato il calendario dello sportello di domanda per PMI e lavoratori autonomi: si parte il 10 novembre, dopo la pubblicazione di fine luglio dell’elenco dei fornitori abilitati. La misura rientra nel più ampio pacchetto dei voucher TLC per cittadini e PMI, che finora aveva riguardato soltanto le aziende interessate a offrire i servizi agevolabili.
In sintesi gli elementi che definiscono l’accesso all’agevolazione:
- la compilazione della domanda apre alle ore 12.00 del 20 ottobre 2026 e la presentazione alle ore 12.00 del 10 novembre 2026, fino alle ore 12.00 del 20 gennaio 2027 (decreto direttoriale 4 agosto 2026, art. 5);
- il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con piani di spesa da almeno 4.000 euro e un massimo di 20.000 euro a beneficiario;
- le domande sono istruite in ordine cronologico di presentazione e ciascun soggetto può presentarne una sola;
- la dotazione ammonta a 150 milioni di euro sul Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, con una riserva di 71.065.813,34 euro per i piani realizzati in otto regioni del Mezzogiorno.
- Domande dal 10 novembre, precompilazione dal 20 ottobre
- Codici domanda e assegnazione a sportello
- Importi voucher cloud e cyber security e riserva Sud
- Servizi agevolabili e piani di spesa
- Acquisto diretto e abbonamento, i vincoli
- Spese escluse dal voucher cloud e cyber security
- Fornitori abilitati e requisiti di domanda
- Erogazione del contributo in due quote
Domande dal 10 novembre, precompilazione dal 20 ottobre
La presentazione delle domande di agevolazione apre alle ore 12.00 del 10 novembre 2026 e chiude alle ore 12.00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. La fase di compilazione parte con tre settimane di anticipo, dalle ore 12.00 del 20 ottobre. Lo stabilisce l’articolo 5 del decreto direttoriale 4 agosto 2026, pubblicato sul sito del Ministero il 7 agosto, che chiude il percorso avviato dal decreto ministeriale 18 luglio 2025 e proseguito con il decreto direttoriale 21 novembre 2025.
La procedura informatica è ospitata sul sito istituzionale del MIMIT ed è gestita da Invitalia per conto del Ministero. Le domande presentate con canali diversi sono invalide e irricevibili.
| Sportello Voucher cloud e cyber security | Calendario apertura fasi |
|---|---|
| compilazione della domanda | ore 12.00 del 20 ottobre 2026 |
| presentazione della domanda | ore 12.00 del 10 novembre 2026 |
| chiusura dello sportello | ore 12.00 del 20 gennaio 2027 |
Codici domanda e assegnazione a sportello
Chi si presenta il 10 novembre senza avere già completato la fase di compilazione non può inviare l’istanza. La procedura assegna infatti un codice di predisposizione domanda al termine del caricamento del modulo firmato digitalmente, e quel codice è l’unica chiave che consente la presentazione formale il giorno di apertura dello sportello.
La fase di compilazione richiede l’accesso tramite SPID, CNS (Carta nazionale dei servizi) o CIE (Carta di identità elettronica, l’indicazione di una casella PEC attiva, la generazione del modulo in formato PDF immodificabile e l’apposizione della firma digitale.
All’atto della presentazione la piattaforma rilascia l’attestazione di avvenuta presentazione e il codice unico di progetto, che dovrà comparire su ciascun giustificativo di spesa collegato al piano agevolato.
Con l’assegnazione a sportello secondo l’ordine cronologico di arrivo, le tre settimane fra il 20 ottobre e il 10 novembre sono la finestra in cui si gioca la partita. Alla domanda vanno allegate anche le offerte dei fornitori, che devono riportare i codici identificativi attribuiti ai prodotti dall’elenco ministeriale e descrivere lo stato di partenza dell’impresa insieme all’avanzamento tecnologico garantito.
Importi voucher cloud e cyber security e riserva Sud
Il contributo a fondo perduto copre il 50% delle spese ammissibili e non può superare i 20.000 euro, a fronte di piani di spesa non inferiori a 4.000 euro. Il regime applicato è quello de minimis previsto dal regolamento (UE) 2023/2831.
Sui 150 milioni complessivi, una quota di 71.065.813,34 euro è riservata ai piani di spesa realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’accesso alla riserva dipende dall’ubicazione dell’unità locale dove il piano produce in via prevalente i propri effetti, dato che va dichiarato in domanda. La riserva serve a rispettare la chiave di riparto del Fondo sviluppo e coesione fissata dall’art. 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, che destina l’80% delle risorse al Mezzogiorno.
| Voce | Valore |
|---|---|
| dotazione complessiva | 150 milioni di euro (FSC 2014-2020) |
| riserva per otto regioni del Sud | 71.065.813,34 euro |
| spesa minima ammissibile | 4.000 euro |
| intensità del contributo | 50% delle spese ammissibili |
| contributo massimo | 20.000 euro |
| quota massima per servizi accessori | 30% del piano di spesa |
Servizi agevolabili e piani di spesa
Il Voucher cloud e cyber security finanzia soluzioni nuove e aggiuntive rispetto a quelle già disponibili, oppure più avanzate e sicure di quelle in uso. I servizi ammessi rientrano in cinque famiglie:
- soluzioni hardware per la cyber security, come firewall, firewall di nuova generazione, router e switch e dispositivi di prevenzione delle intrusioni;
- soluzioni software per la sicurezza, tra cui antivirus e antimalware, monitoraggio delle reti, crittografia dei dati, sistemi SIEM e gestione delle vulnerabilità;
- servizi cloud infrastrutturali IaaS e di piattaforma PaaS, come virtual machine, storage e backup, database e connettività protetta con VPN e protezione DDoS;
- servizi Cloud SaaS, tra cui contabilità, HRM, ERP anche con funzioni di intelligenza artificiale integrate, CMS ed e-commerce, CRM con collaborazione e centralino virtuale, oltre ai sistemi per erogare formazione con esclusione dei contenuti formativi;
- servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, ammessi fino al 30% del piano di spesa e sempre collegati a uno degli altri servizi.
Con la spesa minima di 4.000 euro il contributo si ferma a 2.000 euro; per raggiungere il tetto dei 20.000 euro serve un piano da 40.000 euro di spese ammissibili, all’interno del quale i servizi accessori possono valere al massimo 12.000 euro. Un abbonamento da mille euro al mese sottoscritto per 24 mesi genera 24.000 euro di canoni ammissibili e quindi 12.000 euro di contributo, mentre lo stesso abbonamento portato a 36 mesi non aggiunge nulla, perché i canoni successivi al ventiquattresimo mese sono esclusi.
La platea potenziale è ampia proprio perché il ritardo digitale italiano si concentra sulle imprese più piccole, quelle che le rilevazioni europee sull’intensità digitale nemmeno intercettano. Per questi soggetti un piano da 8.000 euro con 4.000 euro di contributo copre spesso l’intero salto dalla gestione locale dei dati a un’infrastruttura cloud presidiata.
Acquisto diretto e abbonamento, i vincoli
La modalità di acquisto scelta in domanda non è più modificabile in seguito, e le due strade impongono obblighi differenti:
- con l’acquisto diretto le spese e i relativi pagamenti vanno completati entro 12 mesi dalla comunicazione del provvedimento di concessione, con fatture di acconto ammesse purché successive alla presentazione della domanda;
- con l’abbonamento la durata minima è di 24 mesi, la sottoscrizione deve intervenire dopo la domanda ed entro 30 giorni dalla comunicazione della concessione, e la comunicazione dell’avvenuta sottoscrizione va trasmessa entro 60 giorni a pena di decadenza;
- il recesso anticipato dall’abbonamento o il cambio di fornitore interrompono l’agevolazione dalla data dell’evento e fanno perdere il contributo residuo, salvo che il cambio derivi da operazioni societarie che hanno coinvolto il fornitore originario;
- le due modalità possono essere combinate nello stesso piano, con l’avvertenza che ciascuna conserva i propri termini.
In ogni caso i piani devono essere avviati dopo la presentazione della domanda: le spese sostenute prima non concorrono alle spese ammissibili.
Spese escluse dal voucher cloud e cyber security
L’articolo 4, comma 3, del decreto direttoriale 4 agosto 2026 elenca quattro fattispecie che portano al rigetto del piano:
- l’acquisizione di prodotti o servizi con prestazioni analoghe a quelli già in uso presso il beneficiario;
- l’aggiornamento di versione di un servizio già utilizzato, quando non produce un miglioramento sostanziale come l’introduzione di funzioni di automazione o di intelligenza artificiale;
- l’estensione di una licenza già posseduta;
- l’aumento del numero di postazioni licenziate o di utenze del soggetto proponente.
La linea è coerente con quanto già anticipato dalle FAQ MIMIT sui voucher digitali 2026, che escludevano il rinnovo puro di servizi già attivi. Il decreto aggiunge però un criterio verificabile: la domanda deve contenere la dichiarazione sullo stato di partenza in termini di adozione di soluzioni cloud e di sicurezza, con evidenza delle nuove soluzioni acquisite o di quelle più avanzate prescelte. È su quel confronto che si misura l’ammissibilità.
Fornitori abilitati e requisiti di domanda
I prodotti e i servizi devono essere acquistati da soggetti iscritti nell’elenco dei fornitori abilitati, definito dal decreto direttoriale 29 luglio 2026 e consultabile sulla piattaforma Invitalia con accesso tramite identità digitale. L’elenco è chiuso: la finestra di iscrizione, prorogata fino alle ore 12.00 del 27 maggio 2026, non è più riaperta. Le imprese ammesse dovevano dimostrare la qualifica QC1 per il cloud della PA oppure le certificazioni ISO richieste per la categoria dichiarata, già possedute al momento dell’istanza.
Oltre alla connettività con velocità minima in download di 30 Mbps, documentata da un contratto in essere alla data della domanda, il decreto impone di dichiarare l’adempimento dell’obbligo di stipula dei contratti assicurativi contro i danni catastrofali previsto dall’art. 1, comma 101, della legge 30 dicembre 2023, n. 213. È lo stesso vincolo che la polizza catastrofale obbligatoria impone ormai a tutte le imprese non agricole iscritte al Registro delle imprese, e la sua sussistenza viene accertata di nuovo in fase di erogazione.
Anche i soggetti iscritti nell’elenco dei fornitori possono chiedere il voucher, a condizione che acquistino da fornitori diversi da sé stessi e comunque presenti nell’elenco.
Erogazione del contributo in due quote
L’istruttoria si chiude entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza e verifica la completezza della documentazione, i requisiti di ammissibilità, la presenza dei fornitori scelti nell’elenco e la corrispondenza dei servizi indicati nel piano di spesa.
La richiesta di erogazione non può essere presentata prima di tre mesi dalla comunicazione del provvedimento di concessione. La prima quota è subordinata al sostenimento di almeno il 50% del piano di spesa ammesso, la seconda all’ultimazione del piano, con l’alternativa di richiedere il pagamento in una unica soluzione a lavori conclusi. La richiesta finale va comunque trasmessa entro 30 giorni dal termine ultimo previsto per l’ultimazione.
I titoli di spesa devono riportare il codice unico di progetto e il codice identificativo attribuito a ciascun servizio agevolato. Le verifiche comprendono la regolarità contributiva tramite DURC acquisito d’ufficio, l’assenza di inadempimenti ai sensi dell’art. 48-bis del DPR 602/1973 e un controllo a campione, con il supporto di Infratel Italia, sull’effettiva disponibilità della connettività dichiarata e sulle caratteristiche del piano presentato.