Contratto di rete: nuovo portale di InfoCamere

di Barbara Weisz

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Un nuovo sito accompagna le imprese nella realizzazione di contratti di rete: tipologie di reti d'impresa e strumenti per realizzarle.

Cos’è un contratto di rete, quali sono i vantaggi per le imprese che ne fanno parte, come si fa a stipularlo: è tutto spiegato nel nuovo portale web realizzato da InfoCamere per sostenere lo sviluppo delle reti d’impresa in Italia. Obiettivo, fornire a PMI, associazioni e professionisti strumenti utili e suggerimenti pratici per valutare la possibilità di costituzione di una nuova rete.

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Dalla home page di contrattidirete.registroimprese.it si accede alle informazioni di base sugli aspetti più importanti del contratto di rete: definizione, norme di riferimento, regole operative, strumenti, statistiche sullo stato dell’arte in Italia.

Sono poi disponibili, cliccando sull’apposito pulsante in alto a destra, guide più approfondite per le due tipologie di reti di impese:

  • rete contratto soggetto non giuridicamente autonomo
  • rete soggetto con personalità giuridica

Secondo Giancarlo Cremonesi, presidente di InfoCamere, la capacità del Paese di tornare a crescere «dipende anche dalla capacità di incrementare la diffusione delle reti d’impresa», che sono «una delle più efficaci risposte di programmazione per aumentare la competitività delle aziende e superare la frammentazione del tessuto imprenditoriale nazionale».

Il contratto di rete  realizza un «modello di collaborazione fra imprese che consente, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti e obiettivi condivisi, incrementando la capacità innovativa e la competitività sul mercato», è stato istituito cinque anni fa (Dl 5/2009), e ad oggi in Italia sono presenti quasi 1600 contratti, che coinvolgono circa 7mila 900 imprese.

La regione italiana in cui ci sono più imprese aderenti a una rete è la Lombardia, (1863), seguita da Emilia Romagna (1038), e Toscana, (796). fanalini di coda, la Val d’Aosta, a quota 3, il Molise, dove le imprese sono 30, e il Trentno Alto Adige, a quota 79.