Sovraindebitamento: 4 strumenti per liberarsi dai debiti

di Teresa Barone

3 Ottobre 2025 09:16

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Sono milioni gli italiani sovraindebitati ma poche le pratiche presentate per ottenere lo stralcio o concordare il rientro: gli strumenti di esdebitazione.

Il sovraindebitamento in Italia coinvolge milioni di privati e non soltanto le aziende. Le pratiche presentate da cittadini e imprenditori con il diritto di richiedere la composizione o lo stralcio del debiti sono tuttavia poche migliaia.

A conoscere le opportunità della Legge n. 3/2012 per l’esdebitazione e del Codice della crisi d’impresa sono dunque davvero in pochi.

Sovraindebitamento in Italia: la situazione

I soggetti che possono accedere all’esdebitazione spaziano dal semplice consumatore all’imprenditore agricolo, dalla startup innovativa all’ex imprenditore, dallo studio professionale a tutte le imprese non fallibili.

Per gli altri soggetti, interviene il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

Il problema è dato spesso dalle tempistiche lunghe affinché una pratica venga presa in carico, scoraggiando i soggetti indebitati, che non possono attendere troppo per risolvere il problema. La composizione negoziata della crisi d’impresa funziona in pochi casi e trascorrono mesi tra la domanda e la chiusura del procedimento.

Gli strumenti di esdebitazione disponibili

Gli strumenti attivabili cambiano in base alla categoria dei soggetti interessati ed alla posizione debitoria. Le procedure paraconcorsuali disciplinate dalla legge n. 3 sono l’accordo di composizione, il piano del consumatore e la liquidazione del patrimonio del debitore. In questi casi, il debitore deve essere assistito da un organismo di composizione delle crisi da sovraindebitamento (OCC) nominato dal debitore stesso.

  • Accordo di ristrutturazione: piccoli imprenditori o ex imprenditori possono avanzare una proposta di accordo, che però deve essere accettata dalla maggioranza dei creditori;
  • Piano del consumatore: si avanza una proposta diretta da parte del debitore non professionista, che non ha bisogno dell’assenso dei creditori per essere omologata dal giudice;
  • Liquidazione del patrimonio: il giudice nomina un liquidatore per offrire ai creditori le disponibilità e i beni del debitore, al netto di quelli essenziali per vivere.

=> Troppi debiti? Piano di rientro con i redditi futuri

Esiste poi anche un’altra formula, ossia l’Esdebitazione del debitore incapiente: strumento riservato alle persone senza più beni, prevede una procedura tenuta aperta per alcuni anni anni, durante i quali vige l’obbligo di pagamento del debito se sopravvengono utilità pari ad almeno il 10% degli insoluti.

La liquidazione controllata dei soggetti minori (esclusi dalla liquidazione giudiziale) prevede un criterio temporale per la copertura delle spese ma non indica una durata massima della procedura, legata invece all’ammontare delle risorse disponibili e all’entità dei crediti. Possibile anche programmare un piano di rientro con acquisizione di redditi e beni anche futuri (come ad esempio i crediti non ancora esigibili), della durata di almeno tre anni.