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Pagamenti tra imprese, l’Italia arretra: saldo fatture a scadenza solo per il 43,4%

di Anna Fabi

12 Maggio 2026 09:35

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Nel 2026 il 43,4% delle imprese italiane paga le fatture alla scadenza, in calo di 1,7 punti. L'Italia scende al 21° posto in Europa e al 28° nel mondo.

Il 43,4% delle imprese italiane paga le fatture alla scadenza: un calo anno di 1,7 punti percentuali che costa all’Italia cinque posizioni nella classifica europea e quattro in quella mondiale dei pagatori più virtuosi. È la fotografia aggiornarta fornita da CRIBIS. L’unico segnale positivo per il nostro paese riguarda i ritardi gravi — quelli oltre i 90 giorni — che scendono al 4,1%, in lieve miglioramento di 0,3 punti. Nella classifica generale l’Italia si posiziona al 21° posto in Europa e al 28° nel mondo, contro il sedicesimo e il ventiquattresimo dell’anno precedente.

Studio Pagamenti 2026 di CRIBIS

Lo studio CRIBIS, giunto alla ventiduesima edizione, è basato su oltre 2 miliardi di esperienze di pagamento raccolte in 37 paesi che coprono oltre il 90% del PIL mondiale. I dati sono riferiti al Q4 2025 e confrontati con i periodi equivalenti degli anni precedenti. Le imprese sono classificate in tre fasce: pagamenti alla scadenza (entro 30 giorni dalla scadenza della fattura), ritardi fino a 90 giorni e ritardi gravi (oltre 90 giorni).

Il Nord Europa allarga il vantaggio sull’Italia

L’Europa settentrionale si conferma l’area più virtuosa del continente e rafforza ulteriormente il primato. La Danimarca guida con il 94,9% di pagamenti alla scadenza, seguita da Polonia (86,6%), Paesi Bassi (74,7%) e Svizzera (68,5%). La distanza con l’Italia — ferma al 43,4% — vale oltre 51 punti percentuali dal vertice della classifica.

All’interno dell’area emergono tuttavia andamenti divergenti. Il Lussemburgo registra il miglioramento più marcato dell’intera area, passando dal 41,5% del 2024 al 54,8%: un recupero coerente con un contesto monetario più favorevole e con una maggiore capacità di assorbimento del sistema finanziario. In direzione opposta si muove l’Irlanda, con la flessione più pesante dell’area (-12,8%) e una puntualità ferma al 45,5%. Il calo riflette il doppio binario dell’economia irlandese: il PIL trainato dalle multinazionali farmaceutiche e tech non si traduce necessariamente in maggiore liquidità per le PMI locali, esposte a costi operativi elevati e alle tensioni del mercato immobiliare. Il Belgio segna invece +9,2%, raggiungendo il 47,3%, sostenuto dai meccanismi di indicizzazione automatica dei salari all’inflazione che proteggono il reddito reale delle imprese.

Grecia in recupero, Bulgaria il caso più critico

Il panorama dell’Europa meridionale rimane frammentato. Ungheria (75,8%) e Slovenia (53,3%) guidano il gruppo, mentre il resto dell’area si attesta su livelli nettamente inferiori: Francia 46,5%, Turchia 46,4%, Spagna 45,9%, Italia 43,4%.

Il dato più positivo dell’area è la Grecia, che registra il miglioramento più marcato rispetto al 2024 portandosi al 34,1% (+9,2%). Un recupero coerente con la crescita del PIL proiettata oltre il 2% nel biennio 2025-2026, il risanamento del sistema bancario con gli NPL ai minimi storici e l’afflusso di fondi UE. All’opposto si trova la Bulgaria, che registra l’incremento più elevato di ritardi gravi nell’intera Europa: +6,6% rispetto al 2024, con una quota che raggiunge il 9,6%. Insieme al Portogallo (20,2% di pagatori puntuali) chiude la classifica europea dei Paesi più virtuosi.

America stabile, Asia eterogenea

Nel Nord America il quadro si mantiene complessivamente stabile. Gli Stati Uniti registrano il 60,3% di pagamenti puntuali, confermando una buona tenuta del sistema economico e della liquidità delle imprese. Il Canada mostra dinamiche sostanzialmente in linea con l’anno precedente (42,3%), mentre il Messico segnala un peggioramento sia nella puntualità (-4,3%) sia nei ritardi gravi (+3,4%), segnale di crescenti tensioni finanziarie lungo le filiere.

In Asia emerge invece un panorama fortemente eterogeneo. La Thailandia registra il balzo più significativo dell’area: +20,4 punti percentuali, arrivando al 74,8%. Taiwan si conferma tra i mercati più solidi con il 72,4% di pagatori puntuali e ritardi gravi quasi nulli (0,2%). La Cina registra un lieve miglioramento nella puntualità (57,4%) con una riduzione dei ritardi gravi al 3,2%, mentre le Filippine mostrano il peggioramento più netto di tutta l’area: i pagamenti alla scadenza crollano al 61,2% dal 81,4% del Q4 2024, con i ritardi gravi in salita al 14,2%.