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Legge Bilancio, i nodi da sciogliere: fisco, imprese e deficit

di Redazione PMI.it

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Conto alla rovescia per la Manovra 2021 alla Camera, ipotesi scostamento di bilancio, nuovi aiuti alle imprese e riapertura della rottamazione.

Ci sono più dubbi che certezze nell’iter di una Legge di Bilancio che è stata approvata dal Governo ormai da tre settimane ma non è ancora arrivata in Parlamento. Partiamo dai punti fermi.

Iter Ddl Bilancio

Il primo è che il testo a giorni deve arrivare alla Camera, i tempi sono ormai stringenti visto che la manovra deve essere approvata da entrambi i rami del Parlamento entro fine anno, e certo il dibattito non sarà fra i più semplici in considerazione dell’emergenza Covid.

Il secondo è che la Legge di Bilancio 2021 è stata scritta quando ancora la seconda ondata del Coronavirus era all’inizio, con la conseguenza che il testo rischia di arrivare in aula già superato. Ed è esattamente questo il nodo che il Governo sta tentando di sciogliere.

Inseriamo un terzo elemento: non si esclude che si stiano valutando modifiche al testo della Manovra, prima della presentazione in Parlamento. Ma sono indiscrezioni, non ci sono sicurezze sulla necessità di un secondo passaggio in CdM. La decisione dell’Esecutivo sull’iter sarà nota nei prossimi giorni.

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Numeri della Manovra

Più fluido il dibattito sul merito dei provvedimenti di modifica, rispetto alle misure da 40 miliardi fin qui annunciate. C’è innanzitutto un nodo relativo ai numeri del bilancio dello Stato: la manovra si basa sulla nota di aggiornamento al DEF di settembre, che vede un PIL 2020 in calo del 9%, e un deficit al 7%. La seconda ondata Covid rende difficilmente sostenibili queste stime, con tutte le conseguenze che questo comporta sul finanziamento delle misure previste. Non si esclude che il Governo chieda al Parlamento un nuovo scostamento di Bilancio, spostando quindi l’asticella del deficit.

Misure in Legge di Bilancio

A cambiare sono anche alcune delle priorità della manovra, per esempio sul fronte delle misure per le imprese. La nuova parola d’ordine: evitare i fallimenti.

Gli strumenti: nuovi aiuti, aggiuntivi rispetto al fondo da 4 miliardi già previsto dal testo approvato dal CdM del 18 ottobre. La viceministra dell’Economia, Laura Castelli, ha parlato un nuovo pacchetto di misure per le aziende, rinforzando le risorse (già previste) per moratoria prestiti PMI, e finanziamenti agevolati da parte di SACE e Fondo di Garanzia PMI.

Altre anticipazioni riguardano la riapertura della rottamazione per coloro che avevano aderito al provvedimento dello scorso anno interrompendo poi il pagamento delle rate. Dibattito acceso anche su altri fronti, come i ristori per le aziende. Ci sono diverse richieste da parte di categorie produttive e associazioni dei professionisti, anche se qui sembra probabile che il Governo intenda continuare a procedere con nuovi decreti, non con misure in manovra.

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Ricordiamo molto brevemente le principali misure attualmente inserite nella manovra approvata in CdM: riforma IRPEF, nuovi ammortizzatori sociali anti Covid e riforma degli stessi strumenti, taglio cuneo fiscale, agevolazioni per le imprese del Sud, assunzioni agevolate giovani, riordino degli strumenti di welfare per le famiglie con l’istituzione dell’assegno unico per i figli.

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