Imprese del turismo umbre contro la tassa di soggiorno

di Teresa Barone

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Numerosi i Comuni umbri che vogliono introdurre la tassa di soggiorno causando la protesta delle imprese del turismo locale.

Le associazioni regionali di categoria del turismo (Confindustria, Confcommercio – Federalberghi – FAITA e Confesercenti) della Regione Umbria proseguono nella loro battaglia contro l’introduzione della tassa di soggiorno.

Molti Comuni, infatti, non hanno aderito alla decisione presa da alcune amministrazioni di dare il via libera all’imposta, che porterebbe solo conseguenze negative per le imprese del turismo.

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La tassa di soggiorno sarebbe un ulteriore aggravio per le imprese e gli operatori del turismo umbri, ma al momento non è stata raggiunta alcuna intesa tra i Comuni nonostante i tentativi delle associazioni del settore di illustrare i possibili danni per il turismo ricettivo nel territorio.

Le associazioni richiedono quindi l’intervento della Regione per scongiurare l’introduzione del nuovo balzello, inviando un appello sia alla Presidente della Regione Umbria sia all’assessore Bracco affinché  si possa aprire un confronto con le amministrazioni comunali.

Il rischio, come sottolineato dalle associazioni, è quello di causare la chiusura di molte imprese e la conseguente perdita di posti di lavoro.

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