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Ricostruzione post-sisma: un nuovo contributo per il disagio abitativo

di Teresa Barone

11 Marzo 2026 12:57

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Dal 1° gennaio 2026 il nuovo contributo per il disagio abitativo CDA sostituisce il CAS per i sismi 2022-2023 in Marche e Umbria: importi, requisiti e scadenze.

Con ordinanza del Commissario per la ricostruzione del 27 gennaio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 7 marzo, è entrato in vigore il nuovo contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione post-sisma, destinato alle famiglie colpite dai terremoti che hanno interessato le Marche il 9 novembre 2022 e l’Umbria il 9 marzo 2023. Il CDA sostituisce, a partire dal 1° gennaio 2026, il precedente contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) erogato dalla Protezione Civile, introducendo una misura di sostegno economico collegata direttamente all’avanzamento dei lavori di ricostruzione degli immobili danneggiati.

CDA in sostituzione del CAS: contributi a confronto

Il contributo per il disagio abitativo (CDA) è una misura continuativa di sostegno economico, riconosciuta fino al ripristino dell’agibilità dell’abitazione, a favore dei nuclei familiari che non possono rientrare nella propria abitazione principale a causa dei danni provocati dagli eventi sismici del 2022 e del 2023. A differenza del CAS, che aveva natura emergenziale ed era gestito dalla Protezione Civile, il nuovo strumento è collegato al processo di ricostruzione e viene erogato dai Comuni. La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 2,5 milioni di euro per l’anno in corso a copertura della misura.

Per le famiglie nelle medesime condizioni ma beneficiarie del contributo per il sisma del 2016, il quadro di riferimento è quello del contributo per il disagio abitativo disciplinato dalla normativa sul cratere del Centro Italia, confermato anch’esso dalla Legge di Bilancio 2026.

Chi ha diritto al contributo per il disagio abitativo post-sisma

Il contributo spetta ai nuclei familiari che soddisfano tutte le seguenti condizioni:

  • l’abitazione principale, abituale e continuativa è stata distrutta, gravemente danneggiata o dichiarata inagibile e sgomberata a seguito dei sismi del 2022 o del 2023;
  • il nucleo familiare è già beneficiario del contributo per l’autonoma sistemazione oppure si trova nella condizione di dover abbandonare l’abitazione per l’esecuzione dei lavori di ricostruzione;
  • i componenti del nucleo sono proprietari dell’immobile o titolari di diritti reali sullo stesso;
  • la residenza o il domicilio non è stato trasferito fuori dalle regioni Marche o Umbria;
  • il nucleo familiare non abitava l’immobile in locazione alla data dell’evento sismico, salvo il caso di assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica ai quali non sia stato assegnato un altro alloggio.

Gli importi spettanti alle famiglie

L’importo mensile varia in funzione del numero di componenti del nucleo familiare ed è integrato in presenza di specifiche condizioni personali. La tabella seguente riepiloga gli importi base:

Composizione del nucleo familiare Importo mensile
1 componente 400 euro
2 componenti 500 euro
3 componenti 700 euro
4 o più componenti 900 euro

È riconosciuta una maggiorazione di 200 euro mensili per ciascun componente che abbia più di 65 anni di età oppure sia portatore di disabilità, handicap o invalidità pari o superiore al 67%.

Come e quando presentare la domanda

La gestione e l’erogazione del contributo spettano ai Comuni nei cui territori sono ubicati gli immobili danneggiati. Sono previste due modalità di accesso:

  • i nuclei familiari già beneficiari del CAS devono presentare al Comune competente una dichiarazione sostitutiva entro il 31 marzo 2026, attestando di aver avviato o di essere nei termini per avviare la domanda di contributo per la ricostruzione, di non disporre di altra abitazione idonea nel territorio e di non aver trasferito residenza o domicilio fuori dalle Marche o dall’Umbria;
  • i nuclei familiari che si trovano nella condizione di dover abbandonare l’abitazione per l’avvio dei lavori di ricostruzione possono presentare una nuova domanda al Comune competente al verificarsi di tale condizione, con decorrenza del contributo dalla data del provvedimento di sgombero.

La dichiarazione sostitutiva deve includere tutti i componenti del nucleo familiare ed essere resa ai sensi della normativa sulle autocertificazioni.

L’esenzione IMU per i fabbricati inagibili

La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato al 31 dicembre 2026 l’esenzione dall’IMU per i fabbricati ad uso abitativo ubicati nelle regioni Marche e Umbria, interessati dai sismi del 9 novembre 2022 e del 9 marzo 2023 e dichiarati inagibili o distrutti. L’esenzione cessa in anticipo qualora la ricostruzione o il ripristino dell’agibilità intervengano prima di tale scadenza.