TARI su posto auto in area comune

Risposta di Noemi Ricci

6 Ottobre 2025 09:28

Maria chiede:

Ho ricevuto un avviso di accertamento dal Comune per il pagamento della TARI su una porzione di particella che risulta bene comune del fabbricato, adibita a posto auto e coperta per tre lati. Essendo l’area censita come bene comune a più condomini, non suscettibile di uso esclusivo, è davvero soggetta all’applicazione della TARI?

La TARI, tassa sui rifiuti, deve essere applicata sui locali e sulle aree che producono rifiuti urbani e siano, almeno potenzialmente, suscettibili di uso esclusivo. Tuttavia, la normativa – Legge 147/2013 e regolamenti locali – prevede espressamente che “sono escluse dalla TARI le aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 Cod. Civ. che non siano detenute o occupate in via esclusiva”.

=> Calcolo TARI parcheggio scoperto

L’art. 1117 Codice Civile definisce le parti comuni del condominio (scale, cortili, lastrici solari, ecc.), e la giurisprudenza estende questa nozione anche a posti auto comuni non assegnati in via esclusiva. Pertanto, quando l’area oggetto dell’accertamento risulta al Catasto come “bene comune non censibile”, adibita a posto auto e non destinata all’uso esclusivo di uno o più proprietari, essa non rientra tra le superfici assoggettate a TARI.

Anche se coperta su più lati o utilizzata come parcheggio, in assenza di una possibilità di godimento esclusivo, deve essere esclusa dal tributo secondo la normativa vigente.

=> TARI sul posto auto scoperto? Decide il Comune

Viceversa, la TARI si applica nelle seguenti ipotesi:

  • la TARI si paga su tutte le aree che siano detenute o occupate in via esclusiva, anche se formalmente comuni, se il regolamento o le tabelle millesimali lo stabiliscono;
  • resta soggetta a TARI qualsiasi area comune destinate stabilmente in modo esclusivo a uno o più condomini.

Se l’area è effettivamente un bene comune non assegnato in uso esclusivo, visto che la normativa nazionale esclude espressamente tale imposizione, il Comune non può imporre la TARI e l’accertamento è annullabile formalmente.

Cosa fare in caso di accertamento?

  • Controllare il regolamento TARI del Comune e verificare la corretta applicazione della clausola di esclusione prevista dalla Legge 147/2013;
  • presentare un’istanza di annullamento allegando planimetria, visura catastale, regolamento condominiale, e copia della normativa;
  • se l’accertamento non viene revocato, ricorrere al TAR entro 60 giorni dalla notifica.
  • se necessario, richiedere l’assistenza di un legale tributarista per la cancellazione del debito e il risarcimento di eventuali interessi.

Per contestare un avviso di accertamento TARI e tutelare i propri diritti, è fondamentale agire entro i termini di legge: si può presentare un’istanza di autotutela al Comune entro 30 giorni dalla notifica, mentre il ricorso giurisdizionale al TAR deve essere notificato entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso. In caso di mancata indicazione del termine nell’atto, è comunque previsto un termine massimo di 120 giorni.

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Risposta di Noemi Ricci