Ho ricevuto dall’amministratore di condominio la comunicazione relativa alle detrazioni fiscali per l’anno 2025 di mia spettanza, che ha inviato all’Agenzia delle Entrate. Da quest’anno è obbligatorio specificare se l’immobile è abitazione principale o seconda casa. Questa informazione deve essere fornita dall’amministratore all’Agenzia delle Entrate oppure va indicata in fase di dichiarazione dei redditi?
Il dato sulla titolarità dell’immobile come prima o seconda casa va comunicato dal contribuente all’amministratore di condominio. A confermarlo è il Provvedimento n. 50559 del 10 febbraio 2026 dell’Agenzia delle Entrate, che dettaglia le specifiche tecniche per la trasmissione dei dati rilevanti per la precompilata nell’ambito della comunicazione delle spese condominiali 2026.
Tale informazione è trasmessa all’Agenzia delle entrate solo qualora il condòmino l’abbia comunicata all’amministratore di condominio entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento della spesa. Per il primo anno di applicazione, ossia per il periodo d’imposta 2025, la trasmissione di questa informazione da parte dell’amministratore è comunque facoltativa.
Il tracciato della comunicazione è stato implementato per consentire agli amministratori di indicare, in via sperimentale l’informazione sul requisito dell’abitazione principale. Trasmessa però solo se il condòmino aveva fornito indicazione o documentazione comprovante il diritto all’aliquota maggiorata. Per il periodo d’imposta 2025 l’indicazione era comunque facoltativa, ribaltando l’onere sui proprietari di casa.
La differenziazione dell’aliquota sulle detrazioni per i lavori condominiali è stata introdotta con la Manovra 2025 e si applica per la prima volta nelle dichiarazioni 2026, sul periodo di imposta 2025. La detrazione fiscale è al 50% per i lavori sull’abitazione principale, al 36% sulle seconde case.
Per quest’anno, l’amministratore di condominio può non inviare all’AdE il dato, nel caso in cui non abbia ricevuto la necessaria precisazione entro il 31 dicembre precedente. Dall’anno prossimo gli amministratori dovranno necessariamente specificare la destinazione d’uso degli immobili. In ogni caso, quale che sia la comunicazione dell’amministratore, il contribuente ha sempre la possibilità di inserire autonomamente il dato in dichiarazione dei redditi — o di correggerlo, a fronte di eventuali errori.
Per il primo anno, la facoltà dell’amministratore è nella quasi totalità dei casi priva di presupposti. Dall’anno prossimo, con la modulistica già disponibile in anticipo, gli amministratori dovranno necessariamente far presente per tempo questa procedura ai propri condomini così da poter specificare la destinazione d’uso degli immobili.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz