BCE: per Draghi ripresa nel 2012, tassi e inflazione sotto controllo

di Francesca Vinciarelli

scritto il

Per Mario Draghi la ripresa economica inizierà lentamente nel 2012, con l'inflazione sopra il 2% destinata a scendere nel 2013: le previsioni della BCE e le decisioni sui tassi d'interesse.

La ripresa economica prenderà il via già nell’anno in corso, anche se permarrà per tutto il 2012 un quadro di incertezza: parola del presidente della BCE, Mario Draghi. Dunque, le economie globali si starebbero lasciando alle spalle la crisi economica e persino «l’inflazione nell’Eurozona dovrebbe scendere sotto il 2% nel 2013».

Ripresa economica

Non c’è da aspettarsi nulla di clamoroso, ravvisa dunque Draghi: la ripresa sarà lenta e «lo scenario economico resta soggetto a rischi al ribasso», caratterizzato da una «prevalente incertezza».

I segnali «che la ripresa globale è in corso» ci sono e c’è da attendersi «una graduale ripresa per l’economia dell’area euro nel corso dell’anno. Gli indicatori disponibili per il primo trimestre restano in linea con la stabilizzazione e con un’attività economia a bassi livelli».

Inflazione

L’inflazione nel 2012 rimarrà sopra quota 2%, mentre il livello dei prezzi «resterà in linea con la stabilità dei prezzi».

La crisi del debito sovrano costituisce ancora un pericolo, soprattutto sul fronte del «contagio all’economia». Questo perché «restano tensioni in alcuni mercati del debito dell’area euro» e  «gli aggiustamenti di bilancio rallenteranno il ritmo della crescita».

Ripresa in Italia

Migliora la situazione italiana, grazie alle azioni del Governo Monti che «ha fatto progressi notevoli ed è davvero sulla buona strada», anche sul fronte del consolidamento fiscale, però «ha bisogno di essere incoraggiato».

Tassi di interesse

Nel corso della conferenza a margine del meeting mensile della BCE sui tassi, Draghi ha annunciato che la decisione di mantenere invariato il tasso di riferimento principale di Eurolandia, che quindi resta all’1%. Fermi anche il tasso marginale all’1,75%, e quello sui depositi allo 0,25%.