Daniela Santanchè ha rassegnato le dimissioni da ministra del Turismo nella serata del 25 marzo 2026, con una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che prende ad interim la guida del dicastero. La mossa, ventiquattr’ore dopo che la Premier aveva pubblicamente auspicato un passo indietro per «sensibilità istituzionale», nel pieno della crisi politica seguita alla vittoria del No nel referendum sulla riforma della giustizia.
Con Santanchè lasciano anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il capo di gabinetto del ministero Giusi Bartolozzi. Il governo incassa in un giorno solo tre uscite pesanti, e apre ora la partita sulla guida del ministero del Turismo — dicastero strategico per un settore che vale oltre il 13% del PIL italiano. Da segnalare anche il passo indietro di Maurizio Gasparri dalla presidenza di Forza Italia al Senato.
La lettera e il “certificato penale immacolato”
Nel testo inviato alla premier, Santanchè scrive «obbedisco» e ringrazia Meloni per la fiducia accordatale. Ma tiene a precisare che si tratta di un passo indietro «non dovuto» e che al momento il suo certificato penale è immacolato. Un dettaglio tutt’altro che casuale: la ex ministra è a processo per truffa aggravata ai danni dell’INPS sul caso dei dipendenti della società Visibilia messi in cassa integrazione durante il Covid, oltre che in un procedimento separato per false comunicazioni sociali.
Santanchè ha sempre respinto le accuse e si è opposta alle richieste di dimissioni per oltre due anni, cedendo soltanto dopo la richiesta esplicita e pubblica di Meloni.
Il vuoto al ministero del Turismo e le scadenze del settore
La successione alla guida del dicastero è ora la questione più urgente sul piano operativo. Il ministero del Turismo ha in corso diversi dossier aperti: il Piano strategico del turismo 2023-2027, i tavoli sulla regolamentazione degli affitti brevi — tema diventato centrale per migliaia di piccoli proprietari e operatori — e il negoziato europeo sulle piattaforme digitali.
L’avvicendamento a ridosso della stagione estiva aggiunge pressione sui tempi: gli operatori del settore attendono indicazioni chiare sulle misure di sostegno e sulla governance degli incentivi.
Meloni – ministro del Turismo ad interim con il placet formale del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – dovrà sciogliere il nodo del successore in tempi rapidi, con un occhio al peso politico dei partiti della coalizione che rivendicheranno il dicastero.