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Decreto Turismo 2026, in arrivo contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati

di Redazione PMI.it

25 Marzo 2026 09:45

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Decreto Turismo 2026 in arrivo: sul tavolo ci sono 109 milioni per la riqualificazione, digitalizzazione e destagionalizzazione. Fondo perduto al 30% e finanziamento agevolato al 70%.

Il Ministero ha firmato il decreto che attua le agevolazioni per le imprese del settore turistico previste dalla Manovra. Il provvedimento, approvato il 16 marzo, destina 109 milioni di euro a un mix di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per quattro obiettivi strategici: destagionalizzazione dei flussi turistici, digitalizzazione dell’ecosistema, sviluppo delle filiere e investimenti conformi ai criteri ESG.

Le domande saranno gestite da Invitalia una volta avvenuta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la successiva emanazione dell’Avviso pubblico ministeriale.

Imprese turistiche ammesse ai nuovi incentivi

Possono presentare domanda le imprese che esercitano attività nel settore ricettivo e turistico con i codici ATECO elencati nell’Allegato 1 del decreto: alberghi, ostelli, rifugi e baite, bed and breakfast, affittacamere, campeggi, villaggi turistici, marina resort, ristoranti, servizi di catering per eventi, centri termali, parchi tematici, discoteche, stabilimenti balneari, organizzatori di fiere e congressi.

Possono accedere anche imprese non comprese nell’elenco dei codici ATECO previsti, a condizione che siano attive da almeno tre anni e abbiano un fatturato prevalentemente turistico, nonché i proprietari delle strutture con il consenso dei gestori.

Il piano di investimento può essere presentato anche in forma aggregata tramite contratto di rete, da un minimo di 2 a un massimo di 5 imprese, tutte in possesso dei requisiti richiesti e iscritte alla CCIAA da almeno tre anni come reti soggetto.

Sono richiesti i tradizionali requisiti di regolarità fiscale e contributiva. L’impresa deve avere sede legale o almeno un’unità produttiva in Italia; nel secondo caso, la società deve essere di diritto europeo.

=> Staff House, bando 2026 per alloggi dei lavoratori nel Turismo

Fondo perduto e finanziamenti: le spese agevolate

Il beneficio, regolato dai commi da 502 a 508 della legge 207/2024, si articola in due componenti: un contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro per progetto, e un finanziamento agevolato per il restante 70%.

La spesa complessiva del piano di investimento deve essere compresa tra 1 milione e 15 milioni di euro.

Sono ammissibili gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e dei relativi impianti, i sistemi di digitalizzazione e automazione finalizzati al risparmio energetico, la riduzione dell’inquinamento, la riqualificazione di piscine, impianti termali e wellness, centri congressi e strutture per eventi. Rientra tra le spese ammesse anche l’acquisto o lo sviluppo di software, brevetti, licenze e know-how collegati a digitalizzazione, destagionalizzazione e sostenibilità. Per le sole PMI è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto fino al 4% dell’importo ammissibile per le spese di consulenza strettamente connesse al progetto.

Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e conclusi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni, e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

=> Turismo: bando UE per la competitività delle PMI

Domande a Invitalia: i tempi dell’avviso pubblico

Le domande non sono ancora presentabili. Bisogna attendere la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale: entro 30 giorni da quella data il Ministero del Turismo emanerà l’avviso pubblico con le modalità di accesso, i termini di apertura dello sportello e la documentazione richiesta.

La raccolta delle istanze avverrà esclusivamente in modalità telematica tramite il portale che Invitalia predisporrà come soggetto gestore, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Invitalia provvederà alla verifica delle domande e all’erogazione delle agevolazioni.