Il Ministero ha firmato il decreto che attua le agevolazioni per le imprese del settore turistico previste dalla Manovra. Il provvedimento, approvato il 16 marzo, destina 109 milioni di euro a un mix di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per quattro obiettivi strategici: destagionalizzazione dei flussi turistici, digitalizzazione dell’ecosistema, sviluppo delle filiere e investimenti conformi ai criteri ESG.
Le domande saranno gestite da Invitalia una volta avvenuta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la successiva emanazione dell’Avviso pubblico ministeriale.
Imprese turistiche ammesse ai nuovi incentivi
Possono presentare domanda le imprese che esercitano attività nel settore ricettivo e turistico con i codici ATECO elencati nell’Allegato 1 del decreto: alberghi, ostelli, rifugi e baite, bed and breakfast, affittacamere, campeggi, villaggi turistici, marina resort, ristoranti, servizi di catering per eventi, centri termali, parchi tematici, discoteche, stabilimenti balneari, organizzatori di fiere e congressi.
Possono accedere anche imprese non comprese nell’elenco dei codici ATECO previsti, a condizione che siano attive da almeno tre anni e abbiano un fatturato prevalentemente turistico, nonché i proprietari delle strutture con il consenso dei gestori.
Il piano di investimento può essere presentato anche in forma aggregata tramite contratto di rete, da un minimo di 2 a un massimo di 5 imprese, tutte in possesso dei requisiti richiesti e iscritte alla CCIAA da almeno tre anni come reti soggetto.
Sono richiesti i tradizionali requisiti di regolarità fiscale e contributiva. L’impresa deve avere sede legale o almeno un’unità produttiva in Italia; nel secondo caso, la società deve essere di diritto europeo.
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Fondo perduto e finanziamenti: le spese agevolate
Il beneficio, regolato dai commi da 502 a 508 della legge 207/2024, si articola in due componenti: un contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro per progetto, e un finanziamento agevolato per il restante 70%.
La spesa complessiva del piano di investimento deve essere compresa tra 1 milione e 15 milioni di euro.
Sono ammissibili gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e dei relativi impianti, i sistemi di digitalizzazione e automazione finalizzati al risparmio energetico, la riduzione dell’inquinamento, la riqualificazione di piscine, impianti termali e wellness, centri congressi e strutture per eventi. Rientra tra le spese ammesse anche l’acquisto o lo sviluppo di software, brevetti, licenze e know-how collegati a digitalizzazione, destagionalizzazione e sostenibilità. Per le sole PMI è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto fino al 4% dell’importo ammissibile per le spese di consulenza strettamente connesse al progetto.
Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e conclusi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni, e comunque non oltre il 30 settembre 2028.
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Domande a Invitalia: i tempi dell’avviso pubblico
Le domande non sono ancora presentabili. Bisogna attendere la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale: entro 30 giorni da quella data il Ministero del Turismo emanerà l’avviso pubblico con le modalità di accesso, i termini di apertura dello sportello e la documentazione richiesta.
La raccolta delle istanze avverrà esclusivamente in modalità telematica tramite il portale che Invitalia predisporrà come soggetto gestore, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Invitalia provvederà alla verifica delle domande e all’erogazione delle agevolazioni.