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Zone Covid: la nuova mappa in Italia

di Redazione PMI.it

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L'Italia resta in prevalenza gialla (ma va peggio in Umbria e in provincia di Bolzano), mentre si accende il dibattito sull'apertura serale dei ristoranti.

Rischio contagio Covid in stallo, i dati generali sono stabili (RT a 0,84) m, in base al consueto report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità 13 Regioni presentano un lieve peggioramento. Il dato più allarmante è quello dell’Umbria con RT a 1,18. Sopra il livello di guardia (pari a 1) anche Provincia di Bolzano e Friuli, mentre tutte le altre  sono sotto quota 1.

Mappa zone Covid

Per quanto riguarda i passaggi di colore, restano gialle tutte le Regioni già in questa fascia, mentre scatta la promozione della Sardegna. Puglia, Sicilia e Umbria restano arancioni. La provincia di Bolzano ha autonomamente deciso di riprendere il lockdown da lunedì 8 febbraio.

Ricapitolando, da lunedì sono in zona gialla Lombardia, Lazio, Campania, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Liguria, Molise, Basilicata, Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Trento. Sono invece arancioni Sicilia, Puglia, Umbria e provincia di Bolzano. I passaggi di colore sono operativi dall’8 febbraio.

Regole Covid

L’ISS continua a insistere sulla «necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone», rispettando il più possibile le misure di sicurezza anti Covid. Intanto, la prossima è l’ultima settimana in cui sono chiusi i confini regionali anche fra zone gialle: la norma prevista dal dl 2/2020 è valida fino al 15 febbraio. Tutte le altre regole del Dcpm attualmente in vigore, invece, sono valide fino al prossimo 5 marzo.

C’è un ampio dibattito in corso sulla possibilità di tenere aperti i ristoranti fino alle 22. Ci sono in questo senso richieste di diverse Regioni ma al momento, è bene sottolinearlo, non c’è una decisione del Governo. Un report del Comitato Scientifico, rispondendo a una domanda del Ministero sulle misure di sicurezza necessarie da prendere in caso di apertura serale dei ristoranti, prevede una serie di paletti. Ma, come sottolinea lo stesso CTS, non c’è nessun «via libera alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura».

Il report sottolinea che le misure di sicurezza possono variare a seconda della tipologia dei locali, in particolare fra ristoranti e bar. Confermano il numero massimo consentito di quattro persone a tavola, la necessità di esporre il cartello con il numero massimo di persone che possono entrare nel locale, niente buffet, distanza di sicurezza fra le persone anche al bancone, attenzione agli assembramenti al momento del pagamento alla cassa. Fipe Confcommercio esprime l’augurio che il Governo «provveda nel più breve tempo possibile all’emanazione di un nuovo Dpcm per consentire di aprire a cena fino alle 22 in fascia gialla e durante le ore diurne in fascia arancione a chi ha spazi con tavoli».

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