Immobili commerciali, negozi e leasing trainano il mercato non residenziale

di Teresa Barone

1 Giugno 2026 09:46

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Compravendite non residenziali in aumento: negozi, uffici e capannoni superano 77mila scambi, con leasing immobiliare oltre 3,2 miliardi di euro.

Il mercato immobiliare non residenziale ha visto un boom di compravendite, con oltre 77mila operazioni tra negozi, uffici, laboratori e immobili produttivi. Il Rapporto Immobiliare 2026 dell’Agenzia delle Entrate, realizzato con Assilea, fotografa un comparto in crescita del 4,9% rispetto all’anno precedente e con un valore stimato degli scambi superiore a 20,2 miliardi di euro. La spinta più forte arriva da negozi e laboratori, mentre il leasing immobiliare conferma il suo ruolo nel finanziamento degli investimenti delle imprese.

Immobili commerciali: boom di compravendite

Nel 2025 le compravendite di immobili non residenziali hanno raggiunto 77.067 unità tra terziario, commerciale e produttivo. Il dato comprende uffici, negozi, laboratori, capannoni e immobili industriali, con una crescita complessiva del 4,9% su base annua. Il valore di mercato stimato supera i 20,2 miliardi di euro, segnalando un recupero che non riguarda un solo segmento. Il comparto terziario-commerciale cresce con maggiore intensità, mentre il produttivo mostra un aumento più contenuto e con forti differenze territoriali.

Negozi e laboratori trainano le compravendite

Il segmento più dinamico è quello di negozi e laboratori, con oltre 46mila unità scambiate e un incremento del 7% rispetto al 2024. Il valore complessivo delle compravendite in questa categoria arriva a circa 8,5 miliardi di euro. La crescita interessa tutte le aree del Paese, con la variazione più alta nelle Isole. Il Nord Est e il Sud mostrano aumenti superiori alla media nazionale, mentre Centro e Nord Ovest mantengono comunque un andamento positivo.

Area geografica Compravendite negozi e laboratori
Isole +11%
Nord Est +9,2%
Sud +7,5%
Centro +6,3%
Nord Ovest +4,6%

Mercato degli uffici in crescita al Nord

Il mercato degli uffici registra 14.119 unità immobiliari compravendute nel 2025, con una crescita del 3,2% rispetto all’anno precedente e un valore stimato di circa 3,7 miliardi di euro.

Il dato più consistente arriva dal Nord Ovest, dove gli scambi crescono del 6,4%. Seguono il Nord Est con un aumento del 3,7% e il Centro con un progresso dell’1,1%. Il Nord concentra quasi il 58% delle transazioni nazionali di uffici, confermando il legame tra domanda direzionale e aree economiche più dense.

Capannoni e immobili produttivi, domanda selettiva

Il comparto degli immobili produttivi, che comprende capannoni e immobili industriali, registra 16.913 compravendite nel 2025. L’aumento medio nazionale è dell’1%, con un valore degli scambi superiore a 8,1 miliardi di euro. Dietro i numeri nazionali emergono però andamenti territoriali molto diversi. Il Centro cresce del 6,6%, il Sud dell’8,6% e le Isole del 15,3%, mentre alcune aree settentrionali mostrano una dinamica più debole.

La domanda più vivace si registra nei territori dove logistica, manifattura e spazi industriali stanno ridisegnando le scelte di investimento.

Leasing immobiliare sopra 3,2 miliardi

Nel 2025 il leasing per le PMI applicato agli immobili non residenziali raggiunge 2.513 contratti, per un valore complessivo superiore a 3,2 miliardi di euro. La crescita annua è pari al 5,9%. Il leasing immobiliare rappresenta il 15,8% del valore complessivo delle compravendite non residenziali stimate dall’Agenzia delle Entrate. Per le imprese, la locazione finanziaria resta una strada per accedere a immobili produttivi, commerciali o direzionali senza concentrare subito l’intero esborso sull’acquisto.

Compravendite vs. locazioni commerciali

Il rapporto segnala anche una distanza tra acquisti e affitti. Mentre le compravendite di negozi crescono del 7%, le nuove locazioni commerciali diminuiscono del 2,6% rispetto al 2024. Nel 2025 sono stati stipulati circa 112mila nuovi contratti di locazione per negozi, con un indice di intensità del mercato pari al 5,9%.

I numeri indicano quindi una maggiore propensione all’acquisto rispetto all’affitto, soprattutto nei segmenti dove l’immobile diventa asset patrimoniale dell’impresa.