Svimez: Confidi del Sud, “piccoli e poveri”

di Redazione PMI.it

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Sarebero piccoli e poveri i Confidi del sud, i quali pur essendo più numerosi che nel resto d'Italiariescono a sostenere Pmi, servono più fondi da Stato e Regioni

La crisi fa sentire i suoi drammatici effetti soprattutto sulle realtà più piccole localizzate nel Sud d’Italia. Tuttavia, pur essendo la distribuzione territoriale dei Confidi maggiormente attiva nel Mezzogiorno, la loro efficacia risulta scarsa, non riuscendo a sostenere le Pmi perchè troppo”piccoli e poveri“, almeno stando all’ultimo studio Svimez.

Secondo le rilevazioni, su 251 Confidi artigiani presenti in Italia nel 2006, se ne trovavano ben 116 nel Mezzogiorno, aumentando negli ultimi 15 anni in controtendenza rispetto al crollo del numero delle banche locali e degli sportelli (da 313 del 1990 a 148 del 2006).

I Confidi sono presenti soprattutto nella regione Puglia con 42 consorzi, seguita da Abruzzo con 24, Sicilia con 13 e Calabria con 12, fino ad arrivare alla Basilicata con solo 4 consorzi.

Ma i numeri non sono in grado di sostenere lo sviluppo, è quindi necessario che Stato e Regioni li sostengano con più risorse e fondi di garanzia.

«Occorrono forme di intervento diretto (incremento dei fondi di garanzia ai singoli Confidi) e indiretto (fondi pubblici di cogaranzia e controgaranzia), senza pregiudicare l’autonomia gestionale delle organizzazioni, e soprattutto perseguendo una logica di sistema in grado di indirizzare e coordinare tutti gli attori coinvolti (imprese, banche, associazioni di categoria, Confidi, agenzie di sviluppo)», sostengono gli analisti Svimez.

I Confidi, ricoprono un importante ruolo di intermediari tra banche e imprese al fine di garantire l’erogazione dei finanziamenti alle aziende a tasso agevolato. Ma nel Mezzogiorno non riuscirebbero a raccogliere un numero sufficiente di imprese ed erogherebbero un’entità troppo esigua di prestiti.

Basti considerare che su 693mila imprese italiane associate ai Confidi, il Sud ne raccoglie solo 130 mila (18,8%).

In relazione alle disponibilità finanziarie, i dati rivelano un capitale sociale medio di 1,64 milioni di euro al Nord, che rappresenta il triplo di quello del Sud: 0,47 milioni di euro, passando dai 10 milioni di euro della Toscana ai soli 60 mila euro della Sicilia.

In media, inoltre, le garanzie sui finanziamenti bancari ammontano a circa 8,8 milioni di euro al Sud, contro i 42 del Nord. In particolare i Confidi della Toscana garantiscono in media quote pari a 247 milioni di euro, che scendono a 52 in Piemonte, a 22 in Lombardia, a 21 in Sardegna e a 15 in Sicilia.

Troppo basso anche l’ammontare medio dei finanziamenti: il 60% dei Confidi artigiani meridionali eroga finanziamenti inferiori a 5 milioni di euro, che rappresenta solo il 14,5% di quelli erogati al Nord.

Il 4,2% delle imprese artigiane meridionali aderente ai Confidi lamenta infine incapacità nel restituire i prestiti, contro il 3,5% del Centro-Nord. Le imprese meridionali non iscritte ai Confidi che lamentano la stessa difficoltà sono quasi il 14%. Un dato che dimostra come comunque i Confidi siano un ottimo paracadute per contenere i rischi di insolvenza.

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