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Riforma pensioni e lavoro: linee guida dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio

di Barbara Weisz

10 Luglio 2025 11:43

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Aumento della spesa previdenziale e sanitaria e calo della popolazione lavorativa: gli scenari tracciati dall'UPB per impostare le politiche di riforma.

Il punto di partenza è sempre o stesso: la questione demografica è destinata a impattare sempre più sui conti pubblici e richiede riforme adeguate in materia di previdenza, welfare, mercato del lavoro e politiche attive. La presidente dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), Lilia Cavallari, ha approfondito il tema davanti alla commissione di inchiesta fornendo una serie di dati prospettivi e presentando diversi scenari.

Scenario demografico e politiche per la crescita

Le proiezioni sul PIL indicano che, nel prossimo decennio, la crescita è destinata a perdere vigore per una serie di fattori: si indebolirà la spinta impressa dagli investimenti del PNRR, si ridurrà la popolazione in età da lavoro, aumenterà la spesa per le pensioni. Su un orizzonte più lungo, la sfida previdenziale sarà invece legata all’adeguatezza delle prestazioni, perché cresceranno le spese legate all’invecchiamento della popolazione.

Quali politiche pubbliche bisogna impostare per affrontare la sfida demografica? Innanzitutto, secondo l’UPB bisogna favorire una più ampia partecipazione al mercato del lavoro per incrementare le risorse economiche attraverso il versamento dei contributi. Nel 2024 gli inattivi erano oltre 12 milioni di persone, due terzi donne. Gli interventi devono quindi riguardare l’istruzione e la formazione on the job da un lato, il rafforzamento delle politiche vita-lavoro dall’altro, con il parallelo potenziamento dei servizi pubblici per la cura di bambini e anziani così da favorire l’occupazione femminile, l’attrazione di lavoratori qualificati dall’estero e lo stop alla fuga dei cervelli.

Lo scenario macroeconomico di base

A politiche invariate, lo scenario macroeconomico di base è contenuto nell’Ageing Report 2024 del Working Group on Ageing Populations and Sustainability (AWG): il progressivo aumento dell’età pensionabile e la riduzione del rapporto fra pensione e retribuzione media produrrà entro il 2070 una riduzione dell’1,9% della spesa previdenziale rispetto al PIL, che si assesterà al 13,7%. Sono invece destinate a crescere sia la spesa sanitaria (+0,1 punti di PIL, al 6,4%) sia quella LTC per la long-term care (+0,5 punti, 2,1%).

Tre scenari alternativi

Rispetto a questo scenario base, l’UPB propone tre diversi scenari basati su una serie di ipotesi alternative: riduzione dei flussi migratori netti del 33%, congelamento dell’età di pensionamento ai livelli del 2023 con la disattivazione dei meccanismi di adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita; incremento di spese sanitarie e LTC.

«Nello scenario caratterizzato da una riduzione dei flussi migratori, si osserverebbe un aumento del rapporto tra spesa pensionistica e PIL. L’effetto è riconducibile, in primo luogo, alla contrazione del numero di occupati, che indebolirebbe il potenziale di crescita dell’economia», sottolinea Cavallari. Rispetto allo scenario base, la spesa connessa all’invecchiamento aumenterebbe in media di 0,2 punti percentuali di PIL nel periodo 2025-2041, mentre i tassi di crescita del PIL reale e potenziale sono ipotizzati ridursi gradualmente risultando nel 2041 al di sotto della stima dello scenario di base per 0,2 punti percentuali.

Nell’ipotesi che vede il mantenimento dell’età di pensionamento costante al livello del 2023, il rapporto tra spesa pensionistica e PIL registrerebbe un aumento significativo nei primi vent’anni dell’orizzonte di proiezione, solo parzialmente controbilanciato da montanti contributivi più bassi e dall’applicazione di coefficienti di trasformazione meno favorevoli. «Nel periodo 2025-2041, il complesso della spesa connessa all’invecchiamento della popolazione aumenterebbe in media di oltre 0,4 punti percentuali di PIL rispetto alle proiezioni dello scenario di base mentre il tasso di crescita del PIL reale e potenziale è ipotizzato ridursi in ciascun anno di 0,2 punti percentuali».

Infine, nello scenario di maggiore spesa sanitaria e per la LTC, «la spesa complessiva connessa all’invecchiamento della popolazione risulterebbe essere, in media, superiore di oltre 0,3 punti percentuali di PIL rispetto allo scenario di base», mentre «il tasso di crescita del PIL reale e potenziale non verrebbe modificato».