Cassa in deroga: pagate il 20% delle domande

di Redazione PMI.it

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Delle domande di Cig in deroga decretate dalle Regioni, ne sono state autorizzate il 70%, delle quali meno del 20% è stato messo in pagamento, in media si perde un terzo dello stipendio.

In attesa di capire se davvero il Governo troverà la quadra nel Decreto Rilancio per consentire alle aziende di anticipare il pagamento diretto ai dipendenti (che diversamente dovranno attendere mesi per vedersi accreditare la prestazione), in base agli ultimi dati disponili (10 maggio), le domande di Cassa integrazione in deroga, determinate dalle Regioni a seguito dell’emergenza Coronavirus e inviate all’INPS, sono in tutto 362.919 delle quali solo 246.350 sono state autorizzate. Dunque, circa il 70% (quale destino attende i lavoratori impiegati nelle altre 100mila imprese?) delle domande per le quali le rispettive Regioni hanno emesso decreto. La ripartizione regionale delle domande di cassa integrazione in deroga, differenziate per decreto e aggiornata al 7 maggio, è al momento la seguente (scorri la barra per leggere tutte le colonne):

 
Regione Domande Autorizzate
Pagate Beneficiari  Quando
ABRUZZO 7505 5790 784 1487 14/04/2020
BASILICATA 2566 2083 1135 2353 09/04/2020
CALABRIA 5733 5230 1945 4015 14/04/2020
CAMPANIA 30116 23166 8522 18601 09/04/2020
EMILIA ROMAGNA 19837 13572 3353 8949 10/04/2020
FRIULI VENEZIA GIULIA 1441 1208 627 1312 03/04/2020
LAZIO 58837 26712 8575 17994 02/04/2020
LIGURIA 12408 9591 4027 7338 14/04/2020
LOMBARDIA 211 34 16 20 15/04/2020
LOMBARDIA 50778 26220 1821 3154 21/04/2020
MARCHE 12384 6127 4743 10292 14/04/2020
MOLISE 503 392 196 420 08/04/2020
PIEMONTE 5158 4153 1313 2612 10/04/2020
PUGLIA 7932 6374 3367 7236 08/04/2020
SARDEGNA 3653 2757 362 759 23/04/2020
SICILIA 8192 7250 1607 3596 22/04/2020
TOSCANA 34381 27982 3235 6025 07/04/2020
UMBRIA 7595 5919 2521 5274 09/04/2020
VALLE D’AOSTA 1220 1042 521 1128 15/04/2020
VENETO 38 35 0 0 04/05/2020
VENETO 34946 31267 9163 19191 10/04/2020
TOTALE 305.434 206.904 57.833 121.756

Cig e perdita in busta paga

Se dunque ben pochi lavoratori hanno ottenuto la prestazione e con tempi di liquidazione non sempre immediati (dipende dalla tipologia di ammortizzatore sociale, come abbiamo visto), anche l’alleggerimento della busta paga per chi viene posto in cig non è banale.

La perdita media mensile, calcolata dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nello studio “Cassa integrazione: quanto ci rimettono i lavoratori” , è di circa 472 euro (36%), valutando tutte le tipologie di cig (ordinaria, in deroga e straordinaria) per l’emergenza Coronavirus. Il taglio medio è del 37% al Nord (512 euro), del 36% del Centro (469 euro) e del 33% al Sud (396 euro). La decurtazione media è del 25% per le professioni non qualificate, del 45% per le professioni scientifiche e di elevata specializzazione.

La riduzione di stipendio è proporzionale con la retribuzione del lavoratore, considerato che esistono dei massimali oltre i quali non è possibile andare.

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