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Ferie nella PA: le indennità di turno e notturno vanno pagate anche in vacanza

di Anna Fabi

26 Maggio 2026 11:04

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Le Corti d'Appello di Roma e Torino: i dipendenti PA hanno diritto alle indennità di turno e notturno anche durante le ferie.

Le indennità di turno, notturno e festivo fanno parte della retribuzione nel periodo di ferie anche per i dipendenti del pubblico impiego: lo stabiliscono due sentenze convergenti delle Corti d’Appello di Roma (n. 2737/2026) e di Torino (n. 87/2026), che applicano al lavoro pubblico un principio già consolidato nella giurisprudenza della Corte di Cassazione e nel diritto europeo.

Retribuzione feriale nella PA, il principio 2026

Entrambe le pronunce riguardano lavoratori del comparto sanità, ma il principio affermato è di portata generale per tutto il pubblico impiego. Secondo le Corti, rientra nella retribuzione feriale qualsiasi voce retributiva che abbia un rapporto di collegamento funzionale con l’esecuzione delle mansioni e sia correlata allo status personale e professionale del lavoratore. Rientrano quindi nella busta paga delle ferie le indennità di turno, di servizio notturno, di lavoro festivo e, per il settore sanitario, di terapia intensiva.

Il ragionamento dei giudici si fonda su due pilastri normativi. Il primo è l’articolo 7 della Direttiva 2003/88/CE sull’organizzazione dell’orario di lavoro, che garantisce al lavoratore un compenso tale da non scoraggiarlo dall’esercitare il diritto al riposo annuale: una busta paga ridotta durante le ferie produce un effetto dissuasivo sulla fruizione delle ferie stesse, vietato dal diritto europeo. Il secondo è l’articolo 36 della Costituzione, che tutela il diritto del lavoratore a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto, anche nel periodo di riposo. Per la UIL FPL è la prima volta che due Corti d’Appello tra le più autorevoli d’Italia convergono su questa interpretazione applicata al lavoro pubblico.

Cosa cambia per amministrazioni e dipendenti PA

Le due sentenze non hanno valore di legge ed il percorso più diretto resta la contrattazione collettiva: i rinnovi contrattuali attualmente in corso nel pubblico impiego rappresentano la sede naturale in cui recepire questo orientamento giurisprudenziale nelle buste paga.

Il comparto più coinvolto nell’immediato è quello sanitario, ma il principio — fondato sul diritto europeo e costituzionale — si applica a qualsiasi rapporto di pubblico impiego in cui siano previste indennità legate all’esecuzione delle prestazioni.

Queste nuove pronunce consolidano però un orientamento giurisprudenziale che le pubbliche amministrazioni non dovrebbero ignorare. Le PA che non adeguano la retribuzione feriale alle voci accessorie collegate alle mansioni si espongono al rischio di contenzioso da parte dei dipendenti, con oneri arretrati potenzialmente consistenti su un numero elevato di lavoratori.

I dipendenti che ritengono di non aver ricevuto la piena retribuzione durante le ferie negli anni precedenti possono valutare di agire in sede giudiziale, con i termini di prescrizione ordinari.