Il Governo Meloni è l’esecutivo più longevo della storia repubblicana, superando il primato del secondo Governo Berlusconi, tuttavia un sondaggio YouTrend registra un giudizio in prevalenza negativo sul suo operato. Le bocciature più nette riguardano costo dell’energia, fisco e sanità, le stesse voci che gli intervistati mettono in cima alle richieste per la Manovra 2027, ultima Legge di Bilancio della legislatura.
In sintesi:
- il 4 settembre 2026 il Governo Meloni ha raggiunto 1.413 giorni in carica, uno in più dei 1.412 del Governo Berlusconi II (11 giugno 2001-23 aprile 2005);
- secondo YouTrend il giudizio sull’esecutivo è negativo per il 59% degli intervistati e positivo per il 36%;
- il 53% ritiene che il Paese vada nella direzione sbagliata, il 31% in quella giusta;
- sul costo dell’energia e delle bollette i giudizi negativi toccano il 76%, il valore più alto fra i nove ambiti rilevati;
- la rilevazione, con metodo CAWI dal 31 agosto al 3 settembre 2026 su 800 maggiorenni, ha un margine d’errore di ±3,5 punti percentuali.
Sondaggio sul Governo Meloni, bocciato dal 59% degli italiani
Il 59% degli italiani esprime un giudizio negativo sull’operato del Governo Meloni, il 36% positivo e il 5% non si pronuncia; rispetto alla rilevazione precedente di YouTrend negativi e positivi salgono di un punto ciascuno, variazioni contenute nel margine d’errore. Il confronto con le aspettative del 2022 segue lo stesso orientamento: il 39% giudica il lavoro dell’esecutivo peggiore di quanto si aspettasse, il 26% in linea e l’11% migliore, mentre il 17% dichiara di non aver avuto aspettative particolari e il 7% non risponde.
Sulla direzione del Paese il 53% indica quella sbagliata, il 31% quella giusta e il 16% non prende posizione. Le risposte seguono le appartenenze politiche: il 97% degli elettori di Fratelli d’Italia vede una direzione giusta e l’88% degli elettori del PD una direzione sbagliata, mentre gli elettori di Futuro Nazionale si dividono (57% contro 41%, su una base campionaria ridotta). Per età i più critici sono i 18-34enni, con il 60% di risposte negative, e i meno critici i 50-64enni, al 44%.
L’esecutivo più longevo della Repubblica divide gli elettori
Con 1.413 giorni dal giuramento del 22 ottobre 2022 il Governo Meloni guida la classifica di durata degli esecutivi repubblicani, davanti al Berlusconi II (1.412 giorni), al Berlusconi IV (1.287), al Craxi I (1.093) e al governo Renzi (1.024). La presidente del Consiglio ha attribuito il risultato alla coalizione, osservando che la stabilità «non è merito di una persona sola».
Alla domanda sulla longevità dell’esecutivo, il 59% degli intervistati lega il giudizio su un governo ai risultati ottenuti a prescindere dalla durata, mentre il 30% considera positivo che un esecutivo duri a lungo dopo molti anni di instabilità e l’11% non si esprime. L’apprezzamento per la stabilità si concentra quasi per intero nell’elettorato di FdI (90%); fra gli elettori di Forza Italia, Lega e Noi Moderati prevale la stabilità (50% contro 39%), fra quelli di Futuro Nazionale il criterio dei risultati (46% contro 36%), mentre nel campo largo l’86% degli elettori PD e il 91% di quelli M5S non attribuisce valore alla durata in sé.
=> Governo Meloni: il bilancio delle riforme e dei traguardi raggiunti
Energia, tasse e sanità gli ambiti più criticati
In tutti i nove ambiti rilevati da YouTrend i giudizi positivi sono in minoranza: il risultato migliore riguarda la politica estera e il ruolo internazionale dell’Italia (33% positivi, 52% negativi), il peggiore il costo dell’energia e delle bollette, con il 16% di positivi, il 76% di negativi e il 49% di giudizi «molto negativi».
| Ambito | Giudizi positivi |
Giudizi negativi |
|---|---|---|
| Politica estera e ruolo internazionale | 33% | 52% |
| Immigrazione | 27% | 63% |
| Economia e crescita | 26% | 63% |
| Lavoro e salari | 24% | 65% |
| Sicurezza | 24% | 68% |
| Giustizia | 22% | 67% |
| Sanità | 20% | 72% |
| Tasse | 18% | 72% |
| Costo dell’energia e bollette | 16% | 76% |
Due domande sulla fiducia nella gestione futura affiancano i giudizi sull’operato: il 64% ritiene che il Governo non saprà affrontare la questione migranti, contro il 28% di fiduciosi, e il 68% dichiara poca fiducia nella gestione del caro energia. Sull’immigrazione convivono quindi due indicatori, il 63% di giudizi negativi sull’azione svolta e il 64% di sfiducia sulla capacità di governare il fenomeno in futuro.
Le riserve su tasse ed energia emergono anche nell’elettorato di maggioranza. Fra gli elettori di FdI i giudizi positivi arrivano all’84% su immigrazione e politica estera e al 79% sull’economia, scendono al 57% sulle tasse, e sull’energia i negativi (49%) superano i positivi (41%). Fra gli elettori di Forza Italia, Lega e Noi Moderati i giudizi negativi prevalgono sia sulle tasse (57% contro 43%) sia sull’energia (62% contro 37%).
Priorità degli italiani per la Manovra 2027
Per l’ultima Legge di Bilancio della legislatura il 25% degli intervistati destinerebbe la quota principale delle risorse agli aiuti a famiglie e imprese contro il caro bollette, il 24% all’aumento della spesa sanitaria e il 21% alla riduzione delle tasse sui redditi medi. Seguono a distanza l’aumento delle pensioni più basse (9%), la riduzione del debito pubblico (8%) e la spesa per difesa e sicurezza (4%), mentre il 9% non indica alcuna scelta.
Per le tre richieste principali del sondaggio, che insieme raccolgono il 70% delle risposte, esistono misure già in vigore per il 2027 o proposte in discussione nella maggioranza, con gradi di definizione molto diversi. Le risorse della Legge di Bilancio non sono ancora quantificate e dipenderanno dall’aggiornamento del quadro di finanza pubblica.
Misure e proposte per la nuova Legge di Bilancio
| Priorità nel sondaggio | Misure in vigore e proposte |
|---|---|
| Aiuti contro il caro bollette (25%) | Il Decreto Bollette (DL 20 febbraio 2026, n. 21, convertito dalla L. 10 aprile 2026, n. 49) finanzia per il 2027 un contributo di 500 milioni sulla bolletta elettrica di tutte le imprese, pari a circa 4 euro/MWh. La Lega propone un contributo del 5% sugli utili delle banche, con un gettito che il partito stima fra 2 e 3 miliardi per famiglie, imprese e sicurezza, al quale Forza Italia si oppone. |
| Più spesa per la sanità (24%) | Fra le proposte della maggioranza figura il rimborso immediato delle spese sanitarie chiesto da Forza Italia; la dotazione per il 2027 dipende dalle scelte della Legge di Bilancio. |
| Meno tasse sui redditi medi (21%) | Con la Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) l’aliquota IRPEF sui redditi fra 28mila e 50mila euro è scesa dal 35% al 33%. L’estensione del 33% fino a 60mila euro, indicata dal Governo e sostenuta da FdI e Forza Italia, varrebbe fino a 1.000 euro annui per contribuente e richiede una nuova norma; il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, ne stima il costo vicino ai 3 miliardi. |
Le ipotesi fiscali illustrate l’8 settembre dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti riguardano altre platee: l’innalzamento da 85mila a 100mila euro della soglia di ricavi per il regime forfettario, da negoziare con Bruxelles, e un vantaggio fiscale sugli aumenti di stipendio dei giovani costruito sul modello della detassazione al 5% degli aumenti contrattuali, subordinato alla disponibilità delle imprese.
Con l’estensione dello scaglione al 33% il beneficio crescerebbe di 100 euro per ogni mille euro di imponibile fra 50mila e 60mila euro, fino al tetto di 1.000 euro. Il calcolo IRPEF con gli scaglioni vigenti restituisce l’imposta di partenza su cui misurare l’effetto dell’eventuale riforma per ciascun livello di reddito.