Il taglio delle accise sul gasolio si ferma sabato 5 settembre e il Governo ha annunciato che al suo posto arriveranno sostegni selettivi in base al reddito. Le ipotesi allo studio percorrono tre strade distinte: un buono carburante esentasse erogato dai datori di lavoro ai dipendenti, una detassazione equivalente per autonomi e partite IVA, un contributo caricato sulla social card per pensionati e famiglie a basso reddito. Sul terzo canale si incontra però un ostacolo: il bonus benzina per i pensionati viaggerebbe sulla carta Dedicata a te, che per decreto finanzia i soli beni alimentari e assegna le carte dando precedenza ai nuclei di almeno tre componenti con figli.
In sintesi:
- l’accisa sul gasolio torna a 672,90 euro per mille litri dal 6 settembre 2026, salvo nuovi interventi, dopo il decreto legge 26 agosto 2026, n. 153;
- la soglia di esenzione dei fringe benefit è ferma a 1.000 euro, elevata a 2.000 euro con figli a carico, per il triennio 2025-2027 ai sensi dell’art. 1, commi 390 e 391, della legge 30 dicembre 2024, n. 207;
- la carta Dedicata a te 2026 vale 500 euro per nucleo con ISEE fino a 15.000 euro, copre i soli beni alimentari e viene accreditata da ottobre 2026;
- nessun testo normativo sul nuovo buono carburante è stato finora approvato.
I bonus carburante allo studio del Governo
Il buono carburante non avrà una forma unica per tutti. Le indicazioni emerse dal Consiglio dei Ministri del 26 agosto e riferite da fonti di governo delineano quattro percorsi separati, ciascuno con una platea e un meccanismo di erogazione propri, nessuno dei quali è ancora tradotto in norma.
| Canale | Chi ne beneficia e a quali condizioni |
|---|---|
| Fringe benefit aziendale | lavoratori dipendenti del settore privato, soltanto se il datore di lavoro decide di erogarlo e nei limiti della soglia annua esente |
| Detassazione del buono | lavoratori autonomi e partite IVA, con recupero in dichiarazione dei redditi secondo modalità non ancora definite |
| Carta Dedicata a te | nuclei con ISEE fino a 15.000 euro già selezionati da INPS e Comuni, con precedenza alle famiglie di almeno tre componenti |
| Crediti d’imposta | imprese di autotrasporto merci, imprese agricole e della pesca, su domanda e con rendicontazione delle maggiori spese |
Bonus benzina ai dipendenti tramite fringe benefit
Per i lavoratori dipendenti l’ipotesi è un buono carburante erogato dal datore di lavoro come fringe benefit, esente da imposte e contributi per il lavoratore e deducibile come costo per l’impresa. Il modello richiamato è quello del 2022, quando l’articolo 2 del decreto legge 21 marzo 2022, n. 21 aveva introdotto un plafond autonomo di 200 euro che si sommava a quello ordinario.
La differenza tra il 2022 e oggi determina il valore effettivo della misura. Senza una norma che crei un plafond separato, il buono ricade nella soglia di esenzione dei fringe benefit già esistente e consuma capienza che molte aziende hanno destinato ad altre voci di welfare aziendale. È il nodo che il responsabile Economia di Fratelli d’Italia, Marco Osnato, ha indicato come da risolvere per non annullare il vantaggio fiscale.
Quanto varrebbe il buono carburante in busta paga
Il valore netto del bonus carburante dipende da quanto welfare il dipendente ha già ricevuto nell’anno. La soglia dei fringe benefit funziona a sbarramento: se il totale annuo la supera anche di un euro, l’intero importo concorre a formare il reddito, non la sola parte eccedente. La regola è fissata dall’art. 51, comma 3, del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, in deroga al quale operano i limiti rafforzati del triennio.
| Situazione a fine anno | Effetto di un buono carburante da 200 euro |
|---|---|
| Nessun altro benefit erogato nell’anno | i 200 euro sono esenti da imposte e da contributi |
| Benefit già erogati per 900 euro, senza figli a carico | il totale sale a 1.100 euro e supera il limite di 1.000 euro, quindi diventa imponibile l’intero importo |
| Benefit già erogati per 900 euro, con figli a carico e autocertificazione consegnata | il totale di 1.100 euro rientra nel limite di 2.000 euro e mantiene l’esenzione piena |
Per l’impresa la conseguenza è pratica. Prima di distribuire buoni benzina nell’ultimo trimestre serve il conteggio progressivo di quanto già erogato a ciascun dipendente e la raccolta delle autocertificazioni sui figli a carico, perché la soglia maggiorata non scatta in automatico.
Buono carburante per autonomi e Partite IVA
Per i lavoratori autonomi l’ipotesi circolata prevede l’acquisto diretto del buono e il successivo recupero in sede di dichiarazione dei redditi. Il meccanismo non è stato definito e le ricostruzioni di stampa oscillano tra detrazione d’imposta e deduzione dal reddito, due strade con effetti diversi sul risparmio finale.
La scelta tra i due strumenti cambia l’importo che torna in tasca al professionista. Una detrazione abbatte l’imposta dovuta di una percentuale fissa della spesa, una deduzione riduce l’imponibile e produce un beneficio proporzionale all’aliquota marginale. Per i contribuenti in regime forfettario, che scontano un’imposta sostitutiva su un reddito determinato con coefficiente, nessuna delle due opzioni funziona come per gli altri autonomi.
Carta Dedicata a te con platea ristretta di pensionati
Il canale pensato per i pensionati è la carta Dedicata a te, e proprio qui i requisiti già scritti riducono la platea molto al di sotto di quella evocata. Il decreto interministeriale firmato il 17 giugno 2026 da Agricoltura, Economia e Lavoro fissa un contributo di 500 euro per nucleo con ISEE ordinario non superiore a 15.000 euro, destinato all’acquisto di beni alimentari di prima necessità.
Tre vincoli agiscono contro i nuclei di anziani. Le carte disponibili sono contingentate Comune per Comune e vengono assegnate seguendo un ordine di priorità che colloca in testa i nuclei di almeno tre componenti con un figlio nato entro il 31 dicembre 2012, poi quelli con un componente nato entro il 31 dicembre 2008, poi gli altri nuclei di almeno tre persone. I nuclei di una sola persona compaiono soltanto sulle carte non assegnate dopo l’applicazione di questi criteri. Il terzo vincolo è l’incompatibilità: il contributo non spetta ai nuclei nei quali un componente percepisce l’Assegno di Inclusione o la Carta acquisti, che è la prestazione riservata agli over 65 con ISEE fino a 8.230,81 euro nel 2026.
La combinazione produce un esito preciso. Il pensionato più povero, quello che riceve gli 80 euro bimestrali della Carta acquisti, è escluso per legge dalla Dedicata a te, mentre il pensionato che vive solo senza altri sussidi rientra soltanto tra le assegnazioni residue. Chi vuole capire in anticipo se il proprio nucleo rientra nella soglia può partire dal calcolo dell’ISEE con i dati patrimoniali e reddituali di riferimento.
Un ostacolo ulteriore riguarda l’oggetto della spesa. La carta 2026 finanzia i soli generi alimentari, quindi per caricarvi un buono benzina occorre una norma primaria che ne estenda l’utilizzabilità al rifornimento, oltre a risorse aggiuntive rispetto ai 500 milioni annui stanziati dall’art. 1, comma 5, della legge 30 dicembre 2025, n. 199.
I tempi del bonus benzina e il precedente da 77,20 euro
L’unica volta in cui la social card ha finanziato il carburante, tra la norma e l’accredito sono passati due mesi e mezzo. La sequenza del 2023 offre il termine di paragone più affidabile per stimare quando le famiglie vedrebbero i soldi.
- il decreto legge 29 settembre 2023, n. 131, convertito con la legge 27 novembre 2023, n. 169, estende l’utilizzo della carta all’acquisto di carburanti e porta il fondo da 500 a 600 milioni di euro;
- il decreto attuativo interministeriale viene registrato dalla Corte dei Conti il 6 dicembre 2023, oltre un mese dopo il termine previsto;
- Poste Italiane accredita i 77,20 euro sulle carte entro il 15 dicembre 2023;
- i beneficiari devono effettuare il primo pagamento entro il 31 gennaio 2024, pena la decadenza.
Applicando lo stesso calendario a un provvedimento varato a settembre 2026, l’accredito cadrebbe verso fine anno, in coincidenza con la ricarica ordinaria da 500 euro attesa da ottobre. Per i lavoratori dipendenti i tempi dipendono invece dalle scelte aziendali e non da un decreto attuativo, il che rende il canale del fringe benefit il più rapido dei tre.
Crediti d’imposta per autotrasporto e imprese agricole
Le imprese hanno già due strumenti attivi contro il car carburante 2026:
- il credito d’imposta sul gasolio per l’autotrasporto copre i consumi da marzo ad agosto con istanze sulla piattaforma dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli entro il 15 settembre;
- per il settore primario opera invece il credito d’imposta sui carburanti agricoli, con domanda ad AGEA sul portale SIAN corredata delle fatture di acquisto.
Le ipotesi allo studio per la fase successiva al 5 settembre puntano a sostituire il credito dell’autotrasporto con forme di sostegno più stabili, senza che finora sia emerso un testo.
Chi paga il pieno senza rientrare nei sostegni
Nessuno dei quattro canali raggiunge l’automobilista con reddito medio che usa l’auto per lavorare e non ha un datore di lavoro disposto a erogare buoni. È la ragione della contrarietà espressa da Codacons e Assoutenti, secondo cui il rincaro colpisce indistintamente tutti e non può essere affrontato con l’ISEE.
La dimensione del rincaro spiega la resistenza. Nella rilevazione dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 2 settembre 2026 il prezzo della benzina in modalità self service sulla rete stradale è pari a 2,027 euro al litro e quello del gasolio a 2,131 euro, con l’autostrada rispettivamente a 2,110 e 2,206 euro. I valori del diesel incorporano ancora lo sconto di 17 centesimi. Secondo le stime dell’ufficio economico di Confesercenti, a luglio e agosto 2026 la spesa per i rifornimenti è risultata superiore del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025, a parità di consumi.
Dal 6 settembre, senza un nuovo intervento, l’aliquota ordinaria riporta il prezzo del gasolio verso quota 2,30 euro sulla rete stradale sui valori correnti. I dati aggiornati quotidianamente sono consultabili sui prezzi medi dei carburanti pubblicati dal MIMIT.