Permessi allattamento al padre: requisiti, durata e casi di esclusione

di Anna Fabi

Pubblicato 17 Ottobre 2017
Aggiornato 8 Ottobre 2026 13:19

logo PMI+ logo PMI+
Riposi giornalieri al padre dipendente con madre autonoma, casalinga o che rinuncia: fino a due ore al giorno pagate per intero e domanda online all'INPS

I permessi allattamento al padre sono i riposi giornalieri retribuiti che il lavoratore dipendente può utilizzare nel primo anno di vita del figlio, in alternativa alla madre o quando la madre non ha diritto ai riposi perché autonoma, casalinga o impiegata in lavori domestici o a domicilio.

Il diritto dipende dalla condizione della madre e dai congedi che lei utilizza: le ore sono pagate per intero in busta paga e la domanda va presentata online, all’INPS e al datore di lavoro, prima di iniziare.

In sintesi:

  • il padre dipendente ha diritto a due ore di riposo al giorno, una sola se l’orario contrattuale è inferiore a sei ore, secondo il messaggio INPS n. 3014 del 27 luglio 2018;
  • l’indennità copre l’intera retribuzione delle ore non lavorate ed è anticipata dal datore di lavoro, ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs. n. 151/2001;
  • con madre autonoma i riposi spettano anche durante l’indennità di maternità (circolare INPS n. 140/2019), con madre casalinga senza dover dimostrare impedimenti (circolare INPS n. 118/2009);
  • la domanda è solo telematica e si prescrive in un anno, come stabilisce il messaggio INPS n. 3014/2018.

Requisiti dei permessi allattamento al padre

Il padre lavoratore dipendente ha diritto ai riposi giornalieri nei quattro casi elencati dall’art. 40 del D.Lgs. n. 151/2001: figli affidati al solo padre, madre lavoratrice dipendente che non se ne avvale, madre che non è lavoratrice dipendente, morte o grave infermità della madre. Il messaggio INPS n. 3014 del 27 luglio 2018 elenca anche l’abbandono del figlio da parte della madre e richiede un rapporto di lavoro dipendente in corso e l’assicurazione all’INPS per la tutela della maternità e paternità.

La condizione della madre determina da quando e in quali periodi il padre può assentarsi:

Situazione della madre Riposi del padre e fonte
Lavoratrice dipendente che non si avvale dei riposi Spettano in alternativa alla madre, dalla fine del suo congedo di maternità: art. 40, lett. b), del D.Lgs. n. 151/2001 e circolare INPS n. 8 del 17 gennaio 2003, punto 2
Lavoratrice domestica o a domicilio Spettano, perché la madre non ha diritto ai riposi: messaggio INPS n. 3014 del 27 luglio 2018
Lavoratrice autonoma, parasubordinata o libera professionista Spettano dalla nascita del figlio, anche durante l’indennità di maternità della madre: art. 40, lett. c), del D.Lgs. n. 151/2001 e circolare INPS n. 140 del 18 novembre 2019
Casalinga Spettano senza obbligo di provare l’impossibilità della madre di accudire il figlio: Consiglio di Stato, sez. VI, sent. n. 4293 del 9 settembre 2008, e circolare INPS n. 118 del 25 novembre 2009
Deceduta, gravemente inferma o che ha abbandonato il figlio Spettano: art. 40, lett. d), del D.Lgs. n. 151/2001 e, per l’abbandono, messaggio INPS n. 3014 del 27 luglio 2018
Figli affidati in via esclusiva al padre Spettano: art. 40, lett. a), del D.Lgs. n. 151/2001

Il caso della madre autonoma è cambiato con la sentenza della Cassazione n. 22177 del 12 settembre 2018. Fino ad allora l’INPS rinviava i riposi del padre al giorno successivo alla fine del trattamento economico di maternità della madre; oggi i riposi giornalieri del padre durante la maternità della madre autonoma sono ammessi dalla circolare INPS n. 140 del 18 novembre 2019 per artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, imprenditrici agricole, parasubordinate e libere professioniste.

Per la madre casalinga la circolare INPS n. 118/2009 ha superato le condizioni della circolare n. 112/2009, che chiedeva di documentare gli impegni che la distoglievano dalla cura del neonato, in linea con la lettera circolare del Ministero del Lavoro C/2009 del 16 novembre 2009 (prot. n. 19605).

Con la madre lavoratrice dipendente il padre subentra solo se lei non utilizza i riposi: la rinuncia della madre ai riposi per allattamento è una sua facoltà e, secondo l’interpello del Ministero del Lavoro n. 23/2015, non espone il datore di lavoro a sanzioni. Il padre può utilizzare i riposi anche quando la madre è in congedo di maternità o parentale per un altro figlio.

Durata dei riposi giornalieri e parto plurimo

I riposi del padre hanno la stessa durata di quelli della madre e si calcolano sull’orario contrattuale giornaliero. Ai sensi dell’art. 39 del D.Lgs. n. 151/2001 sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro e comportano il diritto di uscire dall’azienda.

Situazione Riposi spettanti
Orario contrattuale pari o superiore a sei ore Due ore al giorno, cumulabili in un’unica uscita: art. 39 del D.Lgs. n. 151/2001 e messaggio INPS n. 3014 del 27 luglio 2018
Orario contrattuale inferiore a sei ore Un’ora al giorno: art. 39 del D.Lgs. n. 151/2001 e messaggio INPS n. 3014 del 27 luglio 2018
Asilo nido o struttura del datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze Riposi ridotti della metà: messaggio INPS n. 3014 del 27 luglio 2018
Parto, adozione o affidamento plurimi Riposi raddoppiati, con ore aggiuntive fruibili dal padre anche durante il congedo di maternità o parentale della madre: art. 41 del D.Lgs. n. 151/2001 e messaggio INPS n. 3014 del 27 luglio 2018; ore aggiuntive escluse con madre autonoma ai sensi della circolare INPS n. 140 del 18 novembre 2019

I riposi spettano fino al compimento del primo anno di vita del bambino o, in caso di adozione o affidamento, fino al primo anno dall’ingresso del minore in famiglia, come precisa il messaggio n. 3014/2018.

Indennità al 100% e contributi figurativi

Ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs. n. 151/2001 le ore di riposo danno diritto a un’indennità a carico dell’INPS pari all’intera retribuzione: la anticipa il datore di lavoro in busta paga e la recupera a conguaglio con i contributi dovuti all’Istituto, salvo i casi di pagamento diretto da parte dell’INPS.

Le ore sono coperte da contribuzione figurativa, utile ai fini della pensione. Per i dipendenti pubblici privi di assicurazione INPS per la maternità il conguaglio non opera e il trattamento economico è erogato dall’amministrazione secondo il proprio ordinamento.

Casi di esclusione: congedi della madre e congedo a ore

Il padre perde il diritto ai riposi nei casi di esclusione fissati dalle circolari INPS n. 8 del 17 gennaio 2003 e n. 140 del 18 novembre 2019 e dall’art. 32, comma 1-ter, del D.Lgs. n. 151/2001:

  • nei giorni in cui la madre lavoratrice dipendente è in congedo di maternità o parentale per lo stesso figlio;
  • quando la madre dipendente non usa i riposi perché assente per cause che sospendono il rapporto di lavoro, come aspettative, permessi non retribuiti e pause dei part-time verticali settimanali, mensili o annuali;
  • nei giorni in cui la madre lavoratrice autonoma fruisce del congedo parentale;
  • nei giorni in cui lo stesso padre utilizza il congedo parentale su base oraria, che non si cumula con i riposi anche se richiesti per figli diversi (circolare INPS n. 152 del 18 agosto 2015 e messaggio INPS n. 6704/2015);
  • dal compimento del primo anno di vita del figlio.

La regola non è simmetrica: la madre lavoratrice dipendente conserva i propri riposi anche mentre il padre è in congedo parentale, come conferma la circolare n. 8/2003.

Domanda e documentazione per i riposi del padre

La domanda del padre si presenta esclusivamente online, sia all’INPS sia al datore di lavoro, prima dell’inizio dei riposi, tramite il portale dell’Istituto, un patronato o il Contact Center. Il termine di prescrizione è di un anno, la stessa durata prevista per la prescrizione delle indennità di maternità e paternità.

Domande e pratiche dei riposi si consultano nel servizio «Domande di maternità e paternità», sezione «Le tue domande e pratiche», attivata dal messaggio INPS n. 2409 del 31 luglio 2025 per la consultazione delle domande di maternità e paternità. L’Istituto definisce la pratica entro 55 giorni, come indica la scheda INPS del servizio «Indennità per riposi giornalieri per padri e madri dipendenti».

Alla domanda vanno allegati in ogni caso il certificato di nascita, o la dichiarazione sostitutiva, da cui risultino paternità e maternità e l’impegno a comunicare eventuali variazioni; gli altri documenti dipendono dal caso:

Caso Documenti da allegare
Figli affidati al solo padre Provvedimento formale da cui risulti l’affidamento esclusivo del bambino al padre
Morte della madre Certificazione o dichiarazione sostitutiva di morte della madre
Grave infermità della madre Certificazione sanitaria, da presentare in originale allo sportello o per raccomandata: messaggio INPS n. 3014 del 27 luglio 2018 e art. 49 del DPR n. 445/2000
Madre lavoratrice dipendente che non si avvale dei riposi, anche in caso di parto plurimo Dichiarazione della madre di non fruizione delle ore di riposo, confermata dal suo datore di lavoro, e impegno di entrambi i genitori a comunicare le variazioni
Madre lavoratrice non dipendente o casalinga Dichiarazione della madre sulla propria attività di lavoro non dipendente o sulla condizione di casalinga e impegno di entrambi i genitori a comunicare le variazioni