Gli stili di leadeship secondo Tannenbaum e Schmidt: la teoria del continuum

di Rosanna Marchegiani

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La teoria del continuum elaborata da Tannenbaum e Schmidt nella seconda metà degli anni '50, esamina sette diversi stili di leadership

Il leadership pattern elaborato da R. Tannenbaum e W.H. Schmidt nella seconda metà degli anni ’50, più che un vero e proprio modello di leadership, costituisce una rappresentazione dei vari stili di leadership che il capo può adottare: si va dallo stile autoritario, incentrato sulla figura del leader, a quello democratico partecipativo, incentrato sulla figura dei subalterni. Da qui il nome della teoria, detta del continuum, in quanto vengono individuati una serie di stili di leadership che prevedono una autorità decrescente del capo.

In questo continuum vengono individuati 7 stili di leadership:

  1. il manager prende le decisioni e le comunica. È lo stile di leadership incentrato sul capo, il quale individua il problema, valuta tra le diverse soluzioni alternative possibili, sceglie la soluzione ritenuta più adatta e la comunica ai subalterni che si limitano a metterla in atto;
  2. il manager “vende” le decisioni. Anche in questo caso il capo individua il problema e le soluzioni possibili, decide quale soluzione adottare e mette al corrente i subalterni di tale decisione. Tuttavia, in questo caso, egli cerca di convincerli ad approvare la decisione adottata;
  3. il manager presenta le proprie idee e sollecita domande. Il capo individua il problema e le soluzioni possibili, adotta la decisione ritenuta più valida, la comunica ai subalterni e instaura con essi un dibattito in modo da rendere più percepibili tutte le conseguenze della scelta adottata;
  4. il manager presenta un’ipotesi di decisione suscettibile di cambiamento. Il capo focalizza il problema e le possibili soluzioni e individua tra queste quella ritenuta più valida che sottopone alle osservazioni dei dipendenti. La decisione definitiva spetta ancora al capo;
  5. il manager presenta il problema, ottiene suggerimenti e decide. Il capo individua il problema e lo illustra ai subalterni che indicano una serie di possibili soluzioni. Tra queste, è ancora il capo a decidere quale adottare;
  6. il manager definisce i limiti e chiede ai subalterni di decidere. Il capo individua il problema, ma lascia la definizione delle possibili soluzioni alternative e di quella da adottare ai propri subalterni fissando, tuttavia, dei limiti: ad esempio può stabilire dei limiti di spesa;
  7. il manager permette ai subalterni di decidere entro i limiti definiti dal suo superiore. L’individuazione del problema, la definizione delle possibili alternative e la scelta della soluzione da adottare, sono di competenza del gruppo dei subordinati, di cui può far parte anche il capo. Quest’ultimo si limita a fissare dei limiti.

Pertanto, secondo il modello elaborato da Tannenbaum e Schmidt, il capo ha a disposizione una serie di comportamenti diversi da adottare nei confronti dei subalterni che vanno dalla completa assunzione delle decisioni da parte del leader, alla completa partecipazione dei collaboratori alle scelte decisionali nel rispetto di taluni vincoli organizzativi.

Ad influenzare la scelta dello stile di leadership concretamente adottato dal capo sono soprattutto le caratteristiche personali del leader e quelle dei subalterni.