Molti professionisti dichiarano di possedere soft skills relazionali che, tuttavia, non sanno mettere realmente in pratica nel mondo del lavoro. Secondo la stima rivelata da PA360 Training on skills, infatti, doti come empatia, comunicazione efficace e gestione dello stress non vengono poi tradotte in comportamenti concreti.
Si parla di “Effetto LinkedIn”, inteso come distanza tra le soft skills dichiarate nei CV e la reale capacità di esercitarle nel quotidiano, uno squilibrio che coinvolge anche i manager e dà vita a un modello di leadership rigido e privo di capacità di ascolto verso i dipendenti.
In Italia la qualità delle relazioni potrebbe svolgere un ruolo chiave nel 90% di micro e piccole imprese che animano il tessuto imprenditoriale del Paese, sebbene soltanto il 25% delle aziende preveda percorsi di sviluppo per le competenze socio-emotive; per invertire l’Effetto LinkedIn potrebbe quindi essere utile mettere in pratica specifiche strategie in grado di alimentare una cultura relazionale. Infatti, secondo il Founder & CEO di PA360 Training on skills Michele Petrone, non mancano soltanto le competenze in molte aziende ma anche gli strumenti per svilupparli ed i momenti dedicati al loro sviluppo.
Serve una nuova cultura della relazione: insegnare a parlare, ascoltare e dare feedback con la stessa attenzione con cui si insegna a usare un software.
Ad esempio, oltre a rompere la routine dei feedback, lasciando spazio a conversazioni brevi e spontanee, sarebbe utile praticare l’ascolto vero, riconoscendo i meriti in pubblico e sforzandosi di correggere in privato, evitando imbarazzi e mantenendo elevato il livello di fiducia.
Anche ripartire dalla formazione e dalla certificazione delle competenze, infine, può fare la differenza per ridurre il divario tra competenze dichiarate e comportamenti reali.