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Salute mentale: liberi professionisti a rischio

di Redazione PMI.it

14 Ottobre 2025 11:05

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Stress, ansia e burnout riguardano più frequentemente i liberi professionisti, seguiti da manager e imprenditori: cause, sintomi e consigli pratici.

Intuitivamente, si potrebbe pensare che le professioni più esposte ai rischi legati allo stress siano quelle  manageriali mentre invece un’indagine promossa da Fiscozen rileva che sul podio ci sono i liberi professionisti, seguiti dai lavoratori dipendenti e solo al terzo posto da dirigenti e imprenditori.

Le cause più citate sono precarietà, eccessiva competizione e sovraccarichi di impegni e responsabilità.

I sintomi del disagio mentale da lavoro

Il dato di partenza è rappresentato da un generale incremento dei sintomi di disagio mentale, rilevato dall’86% degli psicologi intervistati, con problematiche legate alla salute mentale. I più frequenti sono ansia (25%), stress (21%), burnout (15%), insonnia (12%), difficoltà relazionali (10%), depressione (8%) e scarsa autostima (7%).

Fra i pazienti con partita IVA, gli psicologi rilevano una serie di campanelli d’allarme: piccole somatizzazioni, come mal di testa, contratture e dolori muscolari, l’intensificarsi di disturbi fisici latenti (magari cronici) scatenati dal calo delle difese immunitarie, irritabilità crescente e nervosismo costante, cali improvvisi di energia e motivazione, disturbi del sonno, procrastinazione e alterazioni delle abitudini alimentari.

Meno frequenti la difficoltà di concentrazione, l’isolamento sociale o la chiusura all’interno della principale relazione affettiva.

Un decalogo per la salute psicologica

L’indagine mostra come il lavoro autonomo può da una parte generare fragilità e dall’altra testimoniare una propensione a sviluppare capacità di flessibilità e problem solving, meccanismi di resilienza, adattamento ai cambiamenti, auto-motivazione e intraprendenza, gestione delle incertezze e della propria emotività, organizzazione del tempo e delle risorse.

C’è dunque anche il bicchiere mezzo pieno. La vita del libero professionista «può generare stress e momenti di fragilità ma anche un profondo senso di realizzazione quando si riesce a dare forma al proprio modo di lavorare – afferma Enrico Mattiazzi, CEO di Fiscozen -. Saper riconoscere i segnali di disagio è il primo passo verso il proprio benessere e per imparare ad affrontare le sfide con maggiore serenità».

Per affrontare al meglio queste sfide, gli psicologi forniscono dieci consigli per migliorare la propria salute psico-fisica:

  • dedicare più tempo a sé stessi, tra hobby, passioni, affetti, sport e riposo;
  • imparare tecniche di gestione dello stress, di respirazione e di armonizzazione, inclusi percorsi di mindfulness, per disinnescare le manifestazioni più acute;
  • riconoscere i propri limiti, accettarli e rispettarli;
  • distinguere sempre ciò che è urgente da ciò che è importante;
  • crearsi una rete di supporto sociale, che può includere amici e colleghi;
  • concentrarsi su un obiettivo alla volta, anche piccolo, sia nella quotidianità che nel lungo periodo;
  • allenarsi a rallentare, stare nel “qui e ora” e a prendersi periodicamente pause di ricarica;
  • definire confini precisi tra vita professionale e privata, creando cornici temporali, spaziali ed emotive per ciascun ambito fino ad arrivare ad una nuova routine;
  • saper stare nell’incertezza, senza paura del cambiamento e rimanendo in contatto con le proprie motivazioni e i propri valori;
  • imparare a organizzare le priorità, sapendo che la prima deve sempre essere il proprio benessere.