Come differenziarsi in un mercato in cui i prodotti e i servizi sembrano somigliarsi tutti e all’interno del quale la concorrenza aumenta di giorno in giorno? Spesso basta saper raccontare bene una storia e affidare la narrazione a un leader interno all’impresa per determinare una crescita aziendale. Bisogna, cioè, sfruttare il cosiddetto “leadership storytelling” che, a differenza di quanto spesso PMI e professionisti credono, non è uno strumento adatto solamente a grandi aziende.
Bisognerebbe, al contrario, vederlo per ciò che realmente è: uno strumento in grado di creare fiducia e di generare cambiamenti concreti. Il racconto autentico di un CEO può generare fiducia e tradurre i valori aziendali in informazioni semplici da assimilare per il pubblico.
Lo storytelling del leader come leva di crescita
Il leadership storytelling è l’attività attraverso cui i leader o i vertici di un’azienda utilizzano una narrazione per incorporare dati, valori ed emozioni, comunicandoli mediante una storia.
Il valore dello storytelling affidato ai vertici aziendali è stato confermato da diversi studi. Innanzitutto, il MIT Sloan Management Review ha concluso che, quando i manager aziendali vengono coinvolti in attività di storytelling, le aziende possono registrare una crescita che, in media, si aggira intorno al 21%. I risultati ottenuti dallo studio dell’Harvard Business Review sono ancor più soddisfacenti. Stando ai risultati di questo secondo studio, se lo storytelling è guidato da un CEO o da figure apicali interne all’azienda, la percezione dell’impresa migliora non solo a livello esterno, ma anche interno. In dettaglio, lo studio dell’Harvard Business Review ha registrato un miglioramento interno dell’engagement che si attesta al 58%.
I dati delle due ricerche dimostrano inoltre che le narrazioni conducono a risultati migliori rispetto alla semplice condivisione di dati freddi e impersonali. Le storie, infatti, non solo sono maggiormente convincenti, ma restano impresse.
Cosa rende efficace il leadership storytelling
Quelli appena citati sono solamente due esempi che hanno mostrato il potere del leadership storytelling. Inoltre la psicologia, soprattutto quella a indirizzo organizzativo, ha da sempre mostrato come dati, fatti e valori vengono interiorizzati più facilmente se raccontati attraverso una storia.
Anche la psicologa Peg Neuhauser è giunta a questa conclusione: tra le sue scoperte principali, vi è quella che conferma che l’apprendimento migliora nel caso in cui dati e dettagli vengano forniti sotto forma di storia. Se i dati e le cifre sono presentati senza una storia, questi vengono ricordati in modo meno accurato.
Al di là degli studi psicologici, sono moltissimi gli elementi che rendono il leadership storytelling una strategia narrativa vincente.
Innanzitutto, un racconto reale non è finzione o marketing puro. Il messaggio che passerà verrà percepito come autentico.
Inoltre, se condivisi sotto forma di storia, i messaggi diventano più chiari e, come detto, memorabili. Una storia può rendere dati tecnici o elementi complessi più facili da comunicare, ma anche più semplici da comprendere per gli ascoltatori, sia interni che esterni all’azienda.
L’importanza della strategia alla base del racconto
Dietro un bel racconto, comunque, deve esserci sempre una solida strategia.
È vero che ormai sia i CEO dei grandi brand che le figure di spicco delle piccole aziende non possono più evitare di esporsi, ma è altrettanto vero che il leadership storytelling, per dare i suoi frutti, deve essere gestito al pari di ogni altra strategia di comunicazione aziendale.
Va inoltre ricordato che, anche se ad oggi gli strumenti digitali, social in primis, a disposizione dei leader sono moltissimi, ogni forma di sovraesposizione o, peggio ancora, iperesposizione, va evitata.
In altre parole, bisogna metterci la faccia, ma solamente nell’ottica di una strategia studiata con l’ausilio di esperti della comunicazione. Per ispirare e ottenere risultati in termini di crescita aziendale, è infatti necessario raccontare in modo autentico la propria visione, affinché diventi fonte di ispirazione per collaboratori e clienti.
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di Laura Caracciolo, Social media manager, AU di Emera